Dal 4 febbraio su Prime Video arriva Reacher, la serie con alan ritchson che adatta in serie il romanzo di Lee Child Killing Floor

Sinossi ufficiale di Reacher:

Reacher segue la storia di Jack Reacher, un investigatore veterano della polizia militare, appena tornato alla vita civile. Reacher è un vagabondo, senza telefono e con sé porta il minimo indispensabile mentre viaggia per il paese ed esplora la nazione che in passato ha servito. Quando Reacher arriva nella cittadina di Margrave, in Georgia, trova una comunità alle prese con il suo primo omicidio in 20 anni. I poliziotti lo arrestano immediatamente e testimoni oculari affermano di aver visto Reacher sulla scena del crimine. Mentre lavora per dimostrare la sua innocenza, inizia a emergere una radicata cospirazione, che potrà essere affrontata solo con la mente acuta di Reacher e le sue maniere forti. Una cosa è certa: hanno scelto la persona sbagliata a cui dare la colpa.

Recensione di Reacher:

Il primo libro scritto dall’inglese James Dover Grant, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Lee Child, nel suo anno di uscita 1997 si è aggiudicato tre premi letterari e due candidature come miglior romanzo d’esordio. “Killing Floor”, in Italia tradotto con il titolo “Zona pericolosa”, si è ben presto guadagnato la stima del pubblico di lettori appassionati di giallo. Come spesso accade per i bestseller, al primo hanno fatto seguito altri tre prequel (“The Enemy”, “Night School” e “The Affair”), e due adattamenti cinematografici con Tom Cruise, Jack Reacher – La prova decisiva e Jack Reacher: Punto di non ritorno, rispettivamente basati sul nono, “One Shot”, e il diciottesimo, “Never Go Back”, sui ben ventisette libri che vanno a comporre la saga.

Ma l’andatura da Mission Impossible che scorre nelle vene attoriali di Cruise aveva sacrificato la parte investigativa dei romanzi per lasciare spazio all’azione adrenalinica e scazzottante ‒ d’altronde la scelta dell’uscita in sala aveva giocoforza fatto accelerare sulla parte effettistica del movimento incalzante, piuttosto che alla costruzione sfaccettata o psicologica del protagonista.

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Soldato, figlio, fratello

Sopperisce alla mancata messa a fuoco del Jack Reacher più complesso ed ermetico la nuova serie Prime Video creata da Nick Santora, che costruisce al meglio l’eroe nato dalla penna di Child sulla colossale corporatura simil superomistica dell’attore Alan Ritchson, un Hulk di quasi due metri e più di cento chili, biondo e dalla mascella squadrata, ma i cui occhi celano in verità un passato da soldato, da figlio girovago di militari costantemente in viaggio, e da fratello maggiore con non pochi rimorsi.

Piombato nella cittadina immaginaria di Margrave in Georgia, al suo breve arresto per sospetto omicidio, scagionato poi alle evidenti mancanze di prove, l’uomo si trova costretto a collaborare con la polizia: forse il delitto è concatenato a tutti gli altri che stanno progressivamente sconvolgendo la tranquilla cittadina di provincia. Spinto dalla voglia di giustizia e dotato di una brillante argutezza che compensa di netto la facilità con la quale spacca musi e ossa, accanto all’ investigatore capo Finlay (Malcolm Goodwin) e alla poliziotta Roscoe (Willa Fitzgerald) Reacher smuoverà le acque in superfice, facendo emergere ben altro del semplice reato.

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Reacher: carisma e cuore, oltre i cazzotti

Tornando indietro nel passato del protagonista, con flashback che riportano ad alcune ferite familiari e da zone di guerra, il Reacher di Amazon elabora una scrittura maggiormente introspettiva rispetto alla controparte del lungometraggio. Trovando la giusta formula fra crime poliziesco e action drama la serie non affida al solo carisma di Ritchson il focus della sua narrazione, ma si mostra capace di elaborare l’intreccio del giallo tramite tasselli e prove del caso svelati a mo’ di scatole cinesi, e una ricostruzione piuttosto soddisfacente dello snodo finale.

Reacher deve alla riedizione dei suoi autori la validità di una (ri)proposta, ormai conosciuta in più versioni (libro-film-serie tv), di un eroe nerboruto e a volte spietato, ma capace di un’inedita umanità così dissonante rispetto alla sua mole che rende ancor più intrigante la sua lente scoperta.