Cosa rappresenta il panda rosso di Red? Lo spiega la regista Domee Shi, con la produttrice Lindsey Collins e le voci italiane del film su disney+ dall’11 marzo

Come immaginarsi la pubertà? La regista Domee Shi le ha dato una forma ed è quella di un enorme panda rosso. Lo stesso che vediamo protagonista in Red, film della Disney Pixar che la cineasta dirige dopo la vittoria agli Oscar con Bao per il Miglior cortometraggio animato e che la vede arrivare alla direzione del suo primo lungometraggio sotto l’occhio vigile della produttrice Lindsey Collins. Un duo esplosivo quello formato da queste donne della Pixar, che hanno messo nell’opera animata tutti gli elementi giusti per restituire agli spettatori le stranezze del periodo dell’adolescenza e il legame che si va a formare tra una figlia e la propria madre in quel particolare, confusionario e imbarazzante periodo della vita.

“Come sono arrivata a Red?” rivela la regista Domee Shi “Era il 2017 e avevo finito Bao. La Pixar mi chiede di presentare tre pitch e questo già fa capire il valore di non sognare solamente di fare un’unica storia, ma di volerne portare sullo schermo varie. C’è però da dire che il mio desiderio era proprio quello di realizzare un coming of age e Red era il più strambo e personale. Forse proprio per questo è stato scelto.”

“Esatto era divertente e riuscivamo già ad immaginarlo dalla prima presentazione.” afferma la produttrice Lindsey Collins “Avevamo capito subito che si trattava della scelta giusta. Inoltre Red è il primo lungometraggio diretto interamente da una donna e devo dire che il prossimo futuro sarà davvero eccitante visti i tanti progetti diretti da registe che stanno per arrivare.”.

Red: tra adolescenza e influenze

Oltre a desiderare di realizzare un’opera che parlasse del periodo dell’adolescenza, il sogno di Domee Shi era anche quello di poter giocare con varie tecniche e riferimenti nerd con cui arricchire la storia. Ha dichiarato: “Crescendo la mia formazione è arrivata dai manga e dagli anime, andando da prodotti come Sailor Moon a Ranma pieni di dramma, trasformazioni magiche, colori e animazione esagerata. Ma se devo trovare un riferimento cinematografico direi invece Edgar Wright, anche lui influenzato dal mondo dei manga e dei videogame. Mi piace poi Wes Anderson per le palette che utilizza. Volevo che tutto questo si riflettesse nel film, che l’energia di Red fosse “nerdy” e appassionata e potesse esprimersi attraverso gli occhi della protagonista.”.

Una protagonista, la simpatica Mei, che col suo panda rosso rappresenta il momento di trasformazione di quella fase di passaggio che vede il nostro corpo cambiare e i nostri ormoni schizzare alle stelle. “Volevamo che Red aiutasse le ragazze a parlare della pubertà e creare un dialogo attorno a questo momento della vita.” afferma Collins. Le fa eco Shi: “Perché il panda rosso? Perché è molto carino e si vede poco in giro. Ma soprattutto perché è una metafora perfetta della pubertà. Durante quel periodo si è rossi, pelosi, imbarazzati, innamorati, arrabbiati. È una ragazzina che si trasforma in un enorme ormone rosso!”. Un “ormone rosso” in cui la regista ha messo molto di sé… “Sì, Mei è me, mi sono ispirata a tutte le cose più imbarazzanti mi sono successe nella vita. Litigavo sempre con mia madre e non capivo cosa stesse accadendo al mio corpo. È come se avessi fatto questo film per rimettere in prospettiva quella parentesi di vita e capire cosa è successo.”.

Una fase che se gli adolescenti attraversano dal vivo i genitori affrontano da spettatori, seppure attivi. Red, in fondo, è anche una storia sul rapporto tra madre-figlia, parola di Domee Shi: “Quella con la madre è la prima vera relazione che un bambino instaura. C’era molto da poter raccontare. Red contiene anche un elemento generazionale che non vuole porre sotto una lente giudicante le scelte della madre o delle donne della famiglia di Mei, ma si tratta di una storia in cui si tenta di capire che si possono anche intraprendere scelte diverse, ma si è sempre una famiglia.”. E se le si chiede se ci sarà una trilogia dopo Bao e Red risponde: “Dipende da quanto mia madre amerà questo film!”.

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Le voci italiane di Red

Anche le voci italiane di Red hanno raccontato dell’esperienza lavorativa e al doppiaggio del film Disney Pixar, esplorando cosa rappresenta per loro il panda rosso quando si riferisce a delle forti emozioni.

Manuelito “Hell Raton”: “Doppiare Red è stata un’esperienza super emozionante e divertente. Un sogno che diventa realtà. Io poi odio la mia voce eppure il mio sogno era proprio quello di diventare un doppiatore. Una cosa che fa uscire il mio panda rosso? Gli spoiler!”

Baltimora: “Quella del doppiaggio è stata un’esperienza pazzesca in cui ho avuto l’opportunità di lavorare con dei professionisti. Il mio panda rosso? Le emozioni, semplicemente. Quelle che vanno oltre la bellezza o no di un brano.”

Marco Maccarini: “A scatenarmi delle forte emozioni è la possibilità di poter vedere film come questo! Red mi ha commosso ed è meraviglioso, per questo ringrazio la regista. Non sono uno che si vergogna di dire che piange e questo film mi ha fatto scendere le lacrime.”

Federico Russo: “Il doppiaggio in sé ti rende un panda rosso! È un’arte incredibile e vedere poi il film completo mi ha commosso. Alla fine tutte le adolescenze sono come quelle della protagonista Mei, anche se noi siamo diversi. È come si dice nel film: con Red si entra al cinema da adolescenti e si esce da adulti.”

Shi Yang Shi: “È difficile saper gestire le emozioni negative. Ma il modo in cui cerco di contenere il mio panda rosso è chiedendo una protezione a forze più forti di noi. Per il doppiaggio poi sono davvero orgoglioso perché ho messo quello che rappresento ossia l’essere un italiano di seconda generazione nato da genitori stranieri.”

Red è disponibile dall’11 marzo su Disney Plus.