Tom Holland presenta a Roma Uncharted insieme al regista Ruben Fleischer, spiegando come ha lavorato sulla fisicità di Spider-Man e quella di Nathan Drake

Chi può salvare il botteghino? Abbiamo solo una risposta: Tom Holland. Spider-Man: No Way Home ha viaggiato nell’iperuranio del miliardo di incasso, impossibile anche solo da immaginare in un periodo di ancora viva pandemia. Ma il far parte del filone Marvel, la presenza di una personalità conosciuta come Holland e la possibilità di vederlo assieme al “multiverso” degli Spider-Man assieme a Tobey Maguire e Andrew Garflied ha adoperato affinché il film si rivelasse un successo mondiale. Ora, però, l’attore inglese si ritrova da solo a dover affrontare la sua nuova sfida, accompagnato dal compagno di avventura Mark Wahlberg e dal regista Ruben Fleischer.

Dal 17 febbraio arriva in sala Uncharted, film tratto dall’omonimo videogame che vede Tom Holland vestire i panni del noto personaggio Nathan Drake. Una responsabilità, dopo quella dell’Uomo Ragno, di cui l’interprete è venuto a parlare a Roma durante la première del film, raccontando dell’importanza di riportare fedelmente sul grande schermo un’icona tanto amata e sulle difficoltà di alcune assurde scene d’azione.

Alla base di Uncharted sia Tom Holland che il regista Fleischer hanno cercato di donare uno stile alla Indiana Jones. Racconta l’attore: “Mi piace l’idea che questo film abbia lo stile di pellicole come Mission: Impossible e James Bond a cui va poi legandosi l’importanza della famiglia. E poter portare una mia versione di Indiana Jones è stato molto emozionante, un po’ un sogno che si avvera, come il sapere di aver preso parte ad un film del genere.”. Prosegue il regista: “È vero, c’è molto di Indiana Jones, ma anche un po’ I Goonies, di Star Wars visto il rapporto che si instaura tra i protagonisti, ma anche Il tesoro della Sierra Madre di John Huston, il miglior film a spiegare la corruzione della conquista dell’oro.”.

Da I Goonies alla Naughty Dog: cosa aspettarsi da Uncharted

E I Goonies diventano un richiamo molto forte quando in una scena i protagonisti si ritrovano di fronte a due velieri che il film fa addirittura “volare”. Sequenze che inquadrano il portato enorme della produzione di Uncharted, che Ruben Fleischer e Tom Holland ricordano tra stunt impossibili e divertimento. “Un giorno stavo parlando con Andrew Garfield e Tobey Maguire durante la produzione di Spider-Man: No Way Home e ognuno raccontava dei momenti più folli girati per un film.” racconta Holland “Quando è il mio turno dico di questa scena in cui sono in volo e mi viene addosso una macchina. E loro: “Cosa?!”. Ho risposto che avrebbero dovuto vedere per capire!”. A fargli eco è il regista, incredulo davanti alla tenacia di un attore come Tom Holland: “La scena di cui parla Tom è molto divertente perché è in apertura di Uncharted e mi fa ridere pensare che gli spettatori rimarranno in sospeso per scoprire come il personaggio si è ritrovato in una situazione del genere. E se sono così fiero della sequenza è anche merito di Tom, è un divertimento guardarlo fare i suoi stunt, è così bravo da rendere immersivo qualsiasi momento di azione.”.

Scene action che hanno richiamato in molti aspetti alcuni momenti iconici dei videogiochi e che hanno rappresentato anche la collaborazione tra la produzione di Uncharted e la sua casa creatrice, la Naughty Dog. Spiega il regista: “Il film presenta degli easter eggs perché volevamo che i fan si sentissero a casa. C’è anche un cameo che apprezzeranno. Era molto importante che alcune scene fossero riconoscibili in riferimento al videogame. Non volevamo una copia, ma la nostra versione di Uncharted, che rispettasse però l’humor che contraddistingue il gioco, ma anche i caratteri dei personaggi e i toni con cui viene raccontata la loro avventura.”

tom holland uncharted

Uncharted è al cinema dal 17 febbraio

Dopo i fan dei fumetti, dunque, Tom Holland ha dovuto fare molta attenzione anche con quelli della saga videoludica per portare in scena il miglior Nathan Drake possibile. Il che ha comportato un impegno basato principalmente sulla fisicità, come riporta: “Ho cercato di costruire il mio Nathan partendo dai dettagli e dandogli forma attraverso la fisicità. Facevo avanti e indietro tra il set di Uncharted e quello di No Way Home e dovevo stare ogni volta bene attento perché il mio Spider-Man, come mi ripeteva sempre la produttrice del personaggio Amy Pascal, doveva essere più ragazzino, mentre per Nathan Drake dovevo essere più forte e deciso.”. Lavoro in cui lo ha aiutato anche il rapporto instaurato con Wahlberg, con cui ha potuto costruire questo legame tra l’amicale e il fraterno: “Il film vive e muore con Nathan e Sully e il rapporto che si forma tra i due. Per noi era importante che venisse rappresentato al meglio e fortunatamente con Mark è scattata una chimica così naturale da far diventare l’unione dei nostri personaggi non solo divertente, ma come quella di un fratello maggiore con un fratello minore.”.

Uncharted è nelle sale cinematografiche dal 17 febbraio distribuito da Warner Bros e Sony Pictures Italia.