Bridgerton 2 dimostra dei personaggi più strutturati e una storia più coinvolgente, sempre erotica, ma ancor più romantica e sensuale

La prima stagione di Bridgerton aveva riscosso un successo tale che la serie si può dire una delle vere e proprio punte di diamante della piattaforma Netflix. Diamante che all’aprirsi dello show nel 2020 era rappresentato dalla figura della protagonista Daphne, in cerca di marito e pronta all’incontro con il duca Simon che l’ha introdotta ai piaceri del sesso e del matrimonio. La commistione tra erotismo e romance aveva contribuito alla risonanza ricevuta dal prodotto Netflix, tratto dai libri della scrittrice Julia Quinn e inserito nella già altisonante casa di produzione Shondaland della showrunner Shonda Rhimes.

Le redini del progetto, però, sono state affidate a Chris Van Dusen, che l’elettricità sensuale e tenera dei romanzi dell’autrice l’ha trasportata sullo schermo aprendo al pubblico generalista i piaceri della carne e la loro bellezza. In una maniera assolutamente pudica se si guarda a cosa l’offerta cinematografica e seriale può offrire oggi, ma che certamente ha scosso nel profondo spettatori e spettatrici meno avvezzi a un’esplicità tale che ha sicuramente stuzzicato la loro fantasia.

bridgerton 2

Api, fiori e amore

Anche alcune polemiche sono andate ad aprirsi dopo la prima stagione di Bridgerton, rendendo un semplice intrattenimento un trattato sul sempre più influente color-blind casting e permettendo al più largo numero di pubblico di andare a riflettere sull’importanza dell’inclusività e della varietà all’interno dei prodotti audiovisivi. Tantissimi spunti di cui il ritorno della serie doveva essere degno, soprattutto vedendo l’esclusione di Daphne e Simon come protagonisti per lasciare spazio all’incontro e al corteggiamento muto e illecito tra i personaggi di Anthony e della new entry Kate Sharma. Seguendo le narrazioni dei libri e lasciando che ogni stagione venga presieduta da protagonisti differenti, Bridgerton esplora un personaggio secondario della sua prima stagione per renderlo centro di una danza dell’amore che permette tutta un’inedita musica per la serie di Netflix.

Come dovendo attirare l’attenzione del pubblico per poter chiamare tutti gli occhi su di sé, Bridgerton ha adottato la strada del sesso e della sua peccaminosità per intrigare gli spettatori e attirarli come api sul miele, ma è in verità la sua seconda stagione quella destinata a entusiasmare per ciò con cui la serie riesce a riempire puntate e spettatori. Un fiore che oscilla e si diletta mentre attende il momento dell’impollinazione così da poter godere dei frutti della natura. È ciò che avviene tra Kate e Anthony e che travolge in maniera inebriante il pubblico, lo sfiorarsi e il guardarsi che si sostituiscono alla passionalità immediata tra il duca e la sua ormai duchessa, e che agisce assai di più nell’ammontare di un coinvolgimento che Bridgerton 2 è in grado stavolta di stimolare sia nell’anima che nel corpo di chi sta guardando.

Ben più strutturata della precedente, volendo scivolare meno nella frivolezza come denota la scrittura della maggior parte dei personaggi, la seconda stagione dello show di Van Dusen punta sulla chimica immediata tra i suoi protagonisti e il crogiolarsi come una candela che si consuma per il troppo bruciare. Una veemenza nel sentimento tra il visconte Bridgerton e l’oggetto del suo desiderio che si esprime nell’impossibilità di poter portare a compimento quel loro rapporto. E ad influire è l’interpretazione che gli attori Jonathan Bailey e Simone Ashley riescono a dare, sapendosi calare egregiamente nei loro ruoli più di quanto erano stati in grado di fare Phoebe Dynevor e Regé-Jean Page, dando alla recitazione la possibilità di poter contribuire alla formazione del loro amore.

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Bridgerton 2: tra donne, libertà e famiglia

In verità l’intero cast di Bridgerton 2 sembra essersi tirato a lucido per una stagione che intende approfondire l’individualità di ognuno dei suoi membri, andando a mettere in crisi le esistenze di personaggi che dovranno vedersela con inaspettate controversie, il tutto continuando a partecipare a soirée e balli regali. Molto più che la prima stagione, stavolta Bridgerton manifesta realmente una particolare attenzione alla questione del femminile nella serie, dando all’indipendenza e alla maternità lo stesso valore, il quale tocca anche la volontà di provvedere alla propria famiglia, di rispettare i propri doveri e di mandare avanti un’esistenza che possa essere ricca di intraprendenza e gioia. Non una delle donne viene lasciata indietro nella propria indagine: tutte meravigliosamente integre, attraverseranno una crescita e una comprensione del proprio essere che andranno poi fieramente a proiettare nella società. Che tu sia una madre, una sorella o una regina, nella ricerca del vero amore Bridgerton ricorda anche l’importanza della propria libertà.

Nell’impegno verso la propria famiglia e nella voglia di non dover mai più soffrire, con Bridgerton 2 Anthony e Kate diventano l’esempio del virtuosismo spazzato via come una tempesta dall’ardore dei propri sentimenti e dal voler mettere prima gli obblighi di fronte alle proprie speranze. Ma come la primavera che non chiede all’inverno di poter entrare, ecco i primi semi sbocciare con la loro potenza delicata spuntando negli occhi e nello spirito del pubblico di Bridgerton, che non può che rallegrarsi di essere tornato nelle lande colorate di Mayfair piene di sincero affetto e di irresistibile lussuria.