Il vecchio e la bambina è un cinema tra documentario e fiction che cerca di esaltare le parole di un poetica e i luoghi della Penisola

Il vecchio e la bambina è il film di Sebastiano Rizzo che mescola insieme un classico come quello scritto da Ernest Hemingway e che cerca di unire alla poesia delle parole dello scrittore la meraviglia di un territorio come quello Veneto. Un lavoro che mescola perciò l’idea di opera fiction e l’anima da docufilm, in cui i luoghi diventano portanti ai fini di una narrazione che vuole far rivivere un’anima letteraria e, insieme, un aspetto prettamente legato alla bellezza e alle opportunità che offre la bella Penisola.

Il film è una produzione Draka Production con la partnership di HGV Italia il cui cast vede come protagonisti Totò Onnis, Maria Grazia Cucinotta e la piccola Giada Fortini. Una pellicola che racchiude una memoria storica al proprio interno, sottolineati anche dal percorso di rivisitazione dei luoghi osservati e vissuti da Hemingway dal periodo della Grande Guerra in poi. Un luogo capeggiato da laghi, fiumi, montagne e distese campestri, musicate in un miscuglio tra note originali e opere del maestro Vivaldi.

A descrivere il lavoro svolto e le suggestioni vissute all’interno di Il vecchio e la bambina sono il regista Sebastiano Rizzo, la giovanissima protagonista Giada Fortini e la veterana Maria Grazia Cucinotta.

Sebastiano Rizzo: “La particolarità del mio film è che il vero protagonista non è umano, ma è il paesaggio. Questo la rende un’opera particolare. La sotto traccia è ovviamente quella di Ernest Hemingway, il quale è stato lui stesso affascinato dai territori che la pellicola visita e inquadra. È stato un lavoro difficilissimo perché, oltre al cogliere lo spirito delle località bisognava unire una vera e propria storia. Lo spettatore non si troverà davanti ad un’opera classica, ma sicuramente speciale.”

Maria Grazia Cucinotta: “Credo sia un messaggio bellissimo quello di voler trasmettere la cultura attraverso la natura. In Il vecchio e la bambina ho soltanto un piccolissimo ruolo, ma credo che l’intera opera sia una favola meravigliosa. Dobbiamo essere fieri della nostra terra italiana che anche Hemingway ha saputo trasformare in emozioni.”

Giada Fortini: “È stata una bella esperienza, intensa soprattutto. Ci tengo a ringraziare tutti coloro che ne hanno preso parte anche perché, per tenuta e durata delle riprese, mi hanno fatta sempre sentire a mio agio in un lavoro per nulla facile.”