Disponibile ora su Sky, l’intensa pellicola premiata a Cannes e candidata a due premi Oscar vede una giovane millennial cercare il proprio posto nel mondo.

Dopo il successo a Cannes, con la vittoria di Renate Reinsve come miglior attrice, e due candidature agli Oscar 2022 (miglior film internazionale e migliore sceneggiatura originale) arriva  in prima tv domenica 13 marzo alle 21.15 su Sky Cinema Due, in streaming su NOW e disponibile on demand, LA PERSONA PEGGIORE DEL MONDO, intensa pellicola del regista scandinavo Joachim Trier (tra i suoi successi Thelma e Segreti di famiglia).

Diviso in capitoli, il film di Trier racconta la storia di Julie, giovane millennial, donna libera, imprevedibile e contraddittoria, alle prese con i problemi della sua generazione. LA PERSONA PEGGIORE DEL MONDO è uno dei cinque titoli in concorso quest’anno agli Oscar che nel mese di marzo arriveranno in prima tv sui canali Sky Cinema, in attesa della cerimonia di premiazione della 94ª edizione degli Academy Awards, che dalle 00.15 della notte tra domenica 27 e lunedì 28 marzo sarà in diretta su Sky e in streaming su NOW.

SINOSSI

Julie (Renate Reinsve) ha quasi trent’anni e non ha ancora scelto la sua strada. È passata dalla facoltà di medicina a quella di psicologia, per poi appassionarsi alla fotografia. Anche la sua vita sentimentale non è da meno, finché non incontra Axel (Anders Danielsen Lie), autore di fumetti underground. Julie però è ancora irrequieta e finisce per legarsi a Eivind (Herbert Nordrum), sconosciuto incontrato ad una festa. Ma l’educazione sentimentale e alla vita di Julie non è ancora terminata.

Con La Persona peggiore del mondo ci immergiamo in una nuova era del coming of age, quello che non mira all’autorealizzazione ma alla scoperta del proprio io più profondo soprattutto tramite gli sbagli, le scelte impulsive, i rapporti discontinui ma sentiti. In poche parole, Julie deve vivere per poter diventare protagonista del film della propria vita, che suddividerà in 12 capitoli, 12 fotografie impresse nella memoria ma soprattutto nella carne, nelle esperienze. E’ così che il delicato intuito di Trier risulta perfetto nel cercare di delineare i contorni del ritratto di una giovane donna di Oslo, il cui spirito vive nella continuità della commedia romantica nordica, ma riesce a primeggiare nella vetta dei migliori film europei dell’anno. 

Julie tratteggia lo scrapbook della propria esistenza strappando lungo i bordi come Zerocalcare, aumentando il ritmo man mano che il timore va disfacendosi e non c’é più spazio per il tempo perduto, sprecato nella ricerca insistente di una propria identità personale e professionale: ora è il tempo di abbandonarsi a un profondo abbraccio, anche con chi è diverso da noi, ma ha preso parte alla nostra formazione; è tempo di scendere le scale e correre, distinguersi da chi rimane immobilizzato, portare la propria realtà virtuale al livello successivo: quello del gioco in prima persona.

La persona peggiore del mondo: il trailer