Qual è il legame tra lo scarabeo e il Multiverso in Moon Knight? Ve lo spieghiamo nell’analisi dei temi del primo episodio su Disney Plus

Che con la Fase 4 la Marvel voglia addentrarsi in tutt’altro genere è ormai chiaro. Lo è per i primi prodotti visti, per i titoli annunciati che ci aspettano nel prossimo futuro, per il desiderio di mandare avanti una casa produttiva e narrativa che tira dritto da quasi quindici anni e di cui è arrivato il momento di dire addio ai vecchi pilastri per poterne presentare (si spera) di nuovi. È così che salutiamo Iron Man e Captain America per dare il benvenuto, in forma seriale, al personaggio di Moon Knight, che approda dal 30 marzo su Disney Plus per una storia divisa in sei episodi.

Un protagonista arrivato sulle pagine dei fumetti Marvel nel 1975 per mano di Doug Moench e dei disegni di Don Perlin. Un personaggio che in quella metà del decennio fu tra le figure che segnarono uno spostamento dai valori eroici e patriottici delle creazioni Marvel, per addentrarsi in inedite profondità che fossero anche più oscure e torbide, grazie al progressivo abbandono narrativo del Comics Authority Code. Ecco quindi approdare la misticità di personaggi quali Ghost Rider e la già conosciuta Agatha Harkness in WandaVision, un filone di racconti dove l’ambito della magia nera e dell’ascetismo potevano immettersi nel turbinio delle violenze e delle scabrosità delle new entry Marvel.

Moon Knight: dal villain all’Egitto

Con Moon Knight l’universo che viene mescolato a quello supereroistico è quello dell’Antico Egitto, con un collegamento diretto tra Khonshu, altro personaggio fumettistico nonché divinità figlia di Amon-Ra, e l’uomo dietro la maschera, Marc Spector. La dimensione della morte e della vita, su cui si fondava l’intera cultura egizia all’inizio dei tempi, si ripropone anche nella serie su Disney Plus che la utilizza per costruire il racconto in cui il protagonista andrà scontrandosi con il villain Arthur Harrow. Se inizialmente, nel passato dei fumetti, il personaggio compare come uno scienziato candidato al Premio Nobel che in segreto effettua esperimenti su cavie umane, nella serie in realtà sembrerebbe trattarsi dell’avatar di Ammit, dea egizia. L’uomo porta il tatuaggio di una bilancia su un avambraccio con cui giudica l’esistenza delle persone, determinando se possono continuare o meno a vivere rispetto al loro comportamento nel passato o nel futuro proprio secondo la visione della dea Ammit.

Per avatar all’interno di Moon Knight si intende una proiezione che genera un’identità segreta dietro a cui questi spiriti possono celarsi, usufruendo di un corpo e utilizzandolo anche ai fini del dover nascondere la propria vera identità. Il personaggio di Oscar Isaac, ossia il protagonista della serie, scopre infatti nella sua prima puntata che il suo nome e la sua vita da Steven Grant sono pressoché un falso. È infatti Marc Spector a nascondersi dietro le sue azioni, un mercenario in connessione con gli dei egizi e che conferma il tema del doppio all’interno del progetto seriale. Se nella prima puntata è il concetto del dormiveglia quello su cui si costruiscono gli intrighi della narrazione, presto Moon Knight ci fa capire che i vuoti di memoria di Steven sono la conseguenza di un cambiamento repentino del corpo che vuole all’interno di un solo involucro più personalità.

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Cosa rappresenta lo scarabeo in Moon Knight?

Confondere il giorno e la notte è il prezzo del dover gestire le varie identità che si ricollegano a Moon Knight e che la serie riesce a gestire adoperando un buon lavoro sul montaggio che contribuisce a dare un senso di spaesamento allo spettatore che non può che interrogarsi per tutta la puntata su cosa stia avvenendo. Non è un caso che la messinscena si fondi sulla costante riproposta del doppio, con vere e proprie inquadrature esplicative a voler sottolineare la presenza di ben due universi, come notiamo dal riflesso in cui vediamo Steven Grant alzarsi dalla panchina dopo aver parlato con una statua umana e che vede specularmente ciò che avviene nella vita vera e ciò che viene riproposto nel tappeto d’acqua.

Oltre però alla certezza che Moon Knight ci dà circa la sua continua ambivalenza, il mutare personalità e individualità pur mantenendo uno stesso corpo, è nell’investigazione che si pone al centro della storia che la serie va ruotando e che verte tutta attorno alla conquista di uno scarabeo. Scarabeo di cui non sappiamo ancora bene funzione e scopo, ma potrebbe legarsi direttamente a Kang – Il conquistatore. Sembrerebbe infatti che in una versione moderna dei fumetti Moon Knight e Kang finiscono per scontrarsi. La faida si concentra su tre totem: lo scarabeo, uno scettro e l’ankh, sacro simbolo egizio che simboleggia la vita. Se quest’ultimo cimelio viene preso da Kang, lo scarabeo finisce nelle mani di Moon Knight. Un oggetto che potrebbe inoltre avere a che fare con i viaggi nel tempo. Motivo per cui potrebbe essere stata scelta questa specifica narrazione in questo preciso momento nei destini della Marvel, dopo Loki e Spider-Man: No Way Home e aspettando l’uscita di Doctor Strange 2 nel Multiverso della Follia. In più grazie a Moon Knight Annual #1 sappiamo che il personaggio ha varie versioni passate di sé e questo potrebbe voler dire che potrebbero venire inserire ulteriormente all’interno della storia.

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Cosa accadrà nella Fase 4 della Marvel?

Dall’insonnia alle crisi di personalità, dai vuoti di memoria alla presenza di creature egizie mortali, la prima puntata di Moon Knight nasconde, forse, in bella vista già i suoi futuri collegamenti. Tutto ciò che avverrà nella Fase 4 della Marvel e che sta cominciando a prendere forma sotto la superficie della narrazione. In fondo Kang ha aleggiato sulle serie tv di Disney Plus da tempo, chissà se la sua seconda apparizione sarà proprio alla fine delle puntate di Moon Knight.