Conosciamo più da vicino i candidati all’Oscar come Miglior Film di animazione 2022, tra musical, documentari e invasioni robotiche

Prosegue il nostro Road to the Oscar 2022 occupandoci oggi di una delle categorie a noi più care: parliamo del Miglior Film di Animazione. Manca ormai pochissimo alla 94esima edizione dei premi Oscar. In attesa di conoscere chi si aggiudicherà le ambite statuette, dedichiamo un approfondimento ai candidati di questa categoria.

L’ indiscussa supremazia Disney nel settore del disegno animato e la sostanziale mancanza di concorrenti in grado di contrastare la Major al botteghino, ha fatto sì che per molti anni non ci fosse la reale necessità di creare una categoria dedicata ai lungometraggi di animazione. Questo non significa che l’Academy considerasse i film di animazione poco degni di attenzione. Ricordiamo infatti negli anni, gli importanti riconoscimenti dati ad opere come Biancaneve e i sette nani nel 1938, Chi ha incastrato Roger Rabbit, che vinse ben 4 Oscar, nel 1988 e Toy Story nel 1995. La situazione inizia a cambiare agli inizi degli anni 2000 con l’affermazione di reali competitor di Disney come DreamWorks Animation. La nuova battaglia tra gli Studios e ha come effetto primario l’aumento delle uscite in sala di pellicole animate e l’istituzione nel 2002, da parte dell’Academy Awords, della una nuova categoria Miglior Film d’Animazione.

In questi primi 20 anni di premiazioni possiamo affermare che la Regina indiscussa è stata, comunque e sempre Disney, che si è aggiudicata ben 14 premi come Miglior Film di Animazione. Nonostante questa mole di successi la lista delle pellicole in lizza per la vittoria, ha spesso vantato una selezione di candidati molto diversi tra loro per cifra stilistica e temi trattati. Questo ha permesso di vedere premiati film di grande successo come Shrek della DreamWorks nel 2002, Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro della casa di produzione Aardman del 2006 e non ultimo Spider-Man – Un nuovo universo della Sony Pictures Animation nel 2019.

Andiamo ora analizzare nel dettaglio la rosa di candidati come Miglior Film di Animazione degli Oscar 2022 che vede accanto la Walt Disney Animation Studios in netto vantaggio con tre nomination su cinque candidature.

Encanto Mirabel

La ” normalità” di Encanto

Partiamo dal candidato favorito. Encanto, 60 esimo lungometraggio Disney,  è un elogio alla normalità, portato sullo schermo attraverso la sua protagonista. Mirabel, unico membro dei Madrigal a non essere stata benedetta da un “dono”, mostrerà alla famiglia e al proprio villaggio, che la sua capacità di vedere davvero gli altri e prendersene cura è il più grande dei poteri. Complice una spettacolare colonna sonora firmata da quel genio di Lin-Manuel Miranda, (che vede la canzone Dos oruguitas candidata per il premio Migliore Canzone) Encanto unisce la nuova direzione narrativa della Disney, volta a trattare temi sempre più attuali ed intimisti, con la sua anima più musicale. Ricordiamo inoltre che il tema “Non si nomina Bruno” è diventato la prima canzone Disney negli ultimi 30 anni a raggiungere la posizione numero uno nella Billboard Hot 100, battendo anche All’alba sorgerò ( Let it go) tema portante di Frozen che si è fermato alla quinta posizione.

Leggi la recensione di Encanto

Luca pixar oscar

L’estate italiana di Luca

Secondo nominato al premio come Miglior Film di Animazione è il lungometraggio dell’italiano Enrico Casarosa, Luca. Il regista, talento nostrano emigrato all’estero, dedica questo piccolo gioiello al nostro paese e al calore delle sue estati. La pellicola, purtroppo distribuita unicamente sulla piattaforma Disney Plus+, narra in modo autobiografico dell’infanzia del suo autore, che tenta di raccontare la spensieratezza dell’infanzia con una narrazione semplice e chiara, dando voce ad un racconto di formazione vissuto da due insoliti personaggi immaginari Luca Paguro e Alberto Scorfano. Attraverso un sapiente uso della luce, Luca racconta la storia di amicizia e crescita di due giovani mostri marini alle prese con un’avventura estiva, fatta di corse in bici, trenette al pesto e vespe fiammanti. Luca e Alberto, attraverso la scoperta di un nuovo mondo intraprendono un percorso che li porterà alla scoperta di sé stessi e del significato della parola amicizia in un’allegoria sulla diversità che coincide perfettamente con il tempo in cui viviamo.

Leggi la recensione di Luca

I-Mitchell-contro-le-macchine

I Mitchell e l’apocalisse robotica

L’ultimo il lavoro della Sony Pictures Animation diretto da Mike Rianda e da lui scritto con Jeff Rowe ( coppia artistica che nel 2019 porta a casa l’Oscar per Spider-Man: Un nuovo universo, unico vincitore non Disney dal 2013) è  il vero rivale di Encanto in questa corsa agli Oscar 2022. I Mitchell contro le macchine, distribuito in esclusiva da Netflix,  è “un film di strani esseri umani” su una stramba famiglia che tra gap gnerazionali, figli incompresi e un’apocalisse robotica, mostra allo spettatore quanto sia importante non lasciarsi etichettare dal mondo che troppo spesso ci vuole “normali” e rilegati all’interno di caselle bolle isolanti dotate di connessione wi-fi. Mike Rianda usa i punti deboli una famiglia rumorosa e disorganizzata, per trasformarli in armi segrete capaci di fermare un’invasione di robot riscoprendosi vicini anche quando si crede di essere distanti anni luce. Un’ opera scoppiettante e piena di colori e  grafiche di cui ridere, con cui ridere e da rivedere.

Leggi la recensione de I Mitchell contro le macchine 

flee oscar

 

Flee e il passato da ricordare

Jonas Poher Rasmussen approda a sorpresa alle nomination come miglior film di animazione con un’opera che racconta le ferite del trasferimento e della clandestinità e del duro percorso di riconciliazione con il proprio passato. Ma è anche una storia di inclusività e speranza narrata con il taglio documentaristico e il respiro di un film internazionale. Benché le possibilità di Flee di vincere l’Oscar siano molto esigue, siamo felici che l’opera sia stata nominata per queste categorie. Il pubblico internazionale ha bisogno di una pellicola come Flee, che ci dimostra ancora una volta come l’animazione sia un meraviglioso strumento capace di eliminare qualsiasi confine, capace di raccontare storie, immagini di vita che abbiamo assolutamente bisogno di conoscere, rielaborare e trasmettere agli altri per far si che non vengano dimenticate. 

Leggi la recensione di Flee 

Raya e l'ultimo drago

Raya e l’ultimo drago

Ora è il turno della divisione  Walt Disney Animation Studios. Diretto da Don Hall e Carlos López Estrada Raya e l’ultimo drago come per il caso di Encanto, è il tentativo dello Studios di mostrare culture diverse da quelle tradizionali. Nel caso di Raya, viene portata sullo schermo la realtà del sud est asiatico attraverso le gesta di una ragazza guerriera. La pellicola porta al suo interno temi molto importanti come l’identità dei popoli e le lotte politiche e passa anche ad analizzare il tema della speranza e della fiducia negli altri dopo un tradimento subito. Pur portando alla ribalta un personaggio femminile forte e ostinato pronto a tutto per unire i popoli della sua terra e salvare la sua famiglia, Raya e l’Ultimo Drago ha pagato in termini di popolarità la mancanza di leggerezza e di umorismo tipico di un prodotto per famiglie penalizzando il successo che avrebbe meritato.  Il film resta un ottimo prodotto, veicolo di un messaggio molto forte e con  una protagonista caparbia e fragile in cui ritrovarsi facilmente,  che mostra al pubblico l’importanza di trovare il  coraggio di dare fiducia agli altri e di sapere, a propria volta, riceverla.

Leggi la recensione di Raya e l’ultimo drago