Gli Oscar 2022 sono alle porte: ecco cosa sappiamo dei cinque lungometraggi candidati come miglior film straniero

Mancano pochissimi giorni alla cerimonia di consegna dei premi Oscar 2022, che quest’anno si svolgerà finalmente in presenza al Dolby Theatre di Los Angeles. In attesa di vivere tutte le emozioni della notte cinematografica più magica dell’anno, vogliamo approfondire una delle categorie in concorso, ovvero quella per il miglior film straniero.

In questa categoria sono stati candidati cinque film internazionali che hanno conquistato pubblico e critica per il loro forte impatto sociale e personale. Dobbiamo ammettere che quest’anno nella cinquina dei migliori film stranieri sono presenti delle chicche cinematografiche notevoli che vi consigliamo di non perdere.

drive my car golden globes

Drive My Car

Giappone

Drive My Car è un film co-scritto e diretto da Ryusuke Hamaguchi, basato sul racconto Uomini senza donne di Haruki Murakami. Al Festival di Cannes ha vinto la miglior sceneggiatura, mentre agli Oscar 2022 è stato candidato come miglior film straniero, miglior regia, miglior sceneggiatura ed è addirittura entrato a far parte dei 10 lungometraggi candidati come miglior film dell’anno.

Drive My Car è un viaggio di auto-scoperta e guarigione. La trama segue le vicende di Yusuke, un attore e regista di teatro, in lutto per l’improvvisa scomparsa della moglie. Due anni più tardi gli viene chiesto di mettere in scena Zio Vanja per un festival ad Hiroshima; lì, gli viene assegnata un’autista, giovane e riservata, con cui, durante i viaggi a bordo della sua Saab 900, finirà per instaurare un legame più significativo di quanto si aspettasse.

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The Worst Person in The world

La persona peggiore del mondo

Norvegia

La persona peggiore del mondo è un film del regista e sceneggiatore danese Joachim Trier, presentato al Festival di Cannes dove ha vinto un premio per la migliore interpretazione alla protagonista Renate Reinsve. La pellicola racconta la storia di Julie, giovane millennial, donna libera, imprevedibile e contraddittoria, alle prese con i problemi della sua generazione.

Julie (Renate Reinsve) ha quasi trent’anni e non ha ancora scelto la sua strada. È passata dalla facoltà di medicina a quella di psicologia, per poi appassionarsi alla fotografia. Anche la sua vita sentimentale non è da meno, finché non incontra Axel (Anders Danielsen Lie), autore di fumetti underground. Julie però è ancora irrequieta e finisce per legarsi a Eivind (Herbert Nordrum), sconosciuto incontrato ad una festa.

Con La persona peggiore del mondo ci immergiamo in una nuova era del coming of age, quello che non mira all’autorealizzazione ma alla scoperta del proprio io più profondo soprattutto tramite gli sbagli, le scelte impulsive, i rapporti discontinui ma sentiti.

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Flee recensione

Flee

Danimarca

Presentato in anteprima mondiale al Sundace Film Festival, Flee è un film d’animazione diretto da Jonas Poher Rasmussen. Ha fatto molto parlare di sé a causa delle tematiche sociali e politiche affrontate nella sua storia ed è stato elogiato dalla critica per la tecnica dell’animazione e la rappresentazione LGBTQ+.

Il film ha come protagonista Amin, affermato docente universitario di 36 anni che vive in Danimarca e sta per sposarsi con il suo compagno. Ma proprio poco prima delle nozze, il passato torna a fargli visita, facendogli ripercorrere gli anni della sua gioventù, quando dall’Afghanistan arrivò in nord Europa dopo un lungo viaggio, con la speranza di chiedere asilo. Flee è il racconto di una fuga che si trasforma in un inno alla vita e alla libertà, un percorso umano intessuto di sfide e gioia contagiosa, una cronaca veritiera e poetica della ricerca della felicità, che apprendiamo dalla viva voce del protagonista.

Flee ha anche stabilito un record: è il primo film a essere candidato agli Oscar 2022 come miglior film internazionale e al contempo come miglior documentario e miglior lungometraggio d’animazione.

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è stata la mano di dio

il È stata la mano di Dio

Italia

Paolo Sorrentino, già premio Oscar nel 2014 per La Grande Bellezza, è stato candidato di nuovo agli Oscar 2022 per È stata la mano di Dio, il suo decimo lungometraggio presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha vinto il Gran Premio della Giuria.

Con È stata la mano di Dio, Sorrentino torna nella sua città natale per raccontare la sua storia più personale, un racconto di destino e famiglia, sport e cinema, amore e perdita.

La pellicola è ambientata negli anni ottanta, quando a Fabietto Schisa, il protagonista diciassettenne interpretato da Filippo Scotti, accadono due avvenimenti che gli cambiano la vita. Uno è l’arrivo di Maradona al Napoli, l’altro è un grave incidente famigliare, squarciando improvvisamente la felicità del giovanissimo ragazzo.

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Lunana: il villaggio alla fine del mondo

Bhutan

Lunana: il villaggio alla fine del mondo è un film scritto e diretto da Pawo Choyning Dorji, scrittore, fotografo e regista del Regno del Bhutan. La pellicola racconta le vicende di Ugyen, un giovane insegnante del Bhutan moderno che viene mandato a insegnare nella scuola più remota del mondo, nel villaggio di Lunana a 4.800 metri di quota. In questo luogo Ugyen si ritrova esiliato dalle sue comodità occidentalizzate: non c’è elettricità, né libri di testo e nemmeno una lavagna. Dovrà così affrontare il difficile compito di insegnare ai bambini del villaggio senza alcuno strumento didattico a disposizione.

Il film è stato girato in un villaggio glaciale lungo l’Himalaya, al confine tra Bhutan e Tibet. Lunana è raggiungibile dopo un estenuante viaggio di 8 giorni molto lontano dalla strada più vicina e totalmente privo di strutture moderne lungo il percorso. A causa dell’assenza di elettricità e connessioni di rete, la produzione del film dipendeva completamente dall’energia solare. Gli abitanti del villaggio, molti dei quali non avevano mai visto il mondo al di fuori di Lunana, sono stati scelti per interpretare molti dei ruoli principali.

Fonte: Officine Ubu