Red è il film Disney Pixar che, con divertimento e tratti originali, parla del percorso all’interno della pubertà per una ragazzina e la sua famiglia

Sinossi di Red:

Mei ha tredici anni, origini asiatiche e un amore viscerale per una boyband del momento. A volte, però, le emozioni diventano troppe per la ragazzina, che scoprirà di trasformarsi in un enorme panda rosso quando non è in grado di trattenerle. 

Recensione di Red:

Un’enorme palla di pelo rossa. È più o meno questa la descrizione accurata per parlare dei panda rossi, di cui uno è protagonista proprio di Red, ma è altrettanto applicabile anche alla trasformazione che ogni adolescente si ritrova ad affrontare durante la pubertà. Che cosa è quell’ingombrante animale con la pelliccia, spirito mitologico della tradizione cinese, se non un ormone gigante che si muove per le strade? E così, mentre questo peculiare panda diventa l’altra metà della crescita del personaggio di Mei, Red della Disney Pixar ci racconta della storia della sua protagonista in cui si può ritrovare quel periodo di cambiamento che ha caratterizzato la nostra età di passaggio.

Quella in cui struggersi per una boyband, in cui rimanere abbagliati dal fascino trasandato di un diciassettenne sfaticato, dove l’amicizia è la cosa che riteniamo più importante e in cui ritroviamo le radici per una seconda famiglia. Perché la prima, proprio mentre si stanno attraversando quelli che sono gli anni più scombussolanti che qualsiasi essere umano possa provare, inizia ad essere il ricettacolo di aspettative e speranze che possono venir soddisfatte quanto mal riposte. È un nucleo a cui si vorrà sempre bene e che non si vorrebbe minimamente cercare di deludere, ma dal quale è possibile cominciare a sentirsi sempre un po’ più lontani, non per questo amando di meno i propri genitori.

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Le tematiche di Red: tra pubertà, personalità e rapporto madre-figlia

Con la comicità dei coming of age riportati in forma animata dalla Disney Pixar, Red è un’opera ammirabilmente completa che nel solo tempo di un film riesce a racchiudere i turbamenti di un’età delicata che inizia ad entrare in contatto con i disagi dell’insofferenza, dell’ansia e della rabbia. Quella che spesso non riusciamo a controllare e che nel personaggio di Mei finisce per renderla quel panda rosso che le viene detto di dover nascondere, invece che imparare a gestire al meglio quel suo lato più emotivo e meno controllato. Un nascondere i sentimenti negativi come se negandoli fosse possibile farli sparire, suggerendo al contrario che è accogliendo anche la parte “mostruosa” di noi che si ha l’occasione di poter trovare un proprio equilibrio, esprimendo realmente chi si è senza timore.

Una maturità che Mei acquisterà nello scorrere della pellicola e che il film dimostra invece fin dai suoi primi istanti, innanzitutto nella scrittura di un’opera brillante che riesce a contenere l’intero mondo di una ragazzina, raccontandone il percorso individuale e, insieme, quello legato alla sua famiglia. Red, inaspettatamente, non rimane solamente un’opera animata destinata a insegnare agli spettatori come imparare a gestire le proprie insicurezze, ma trasla quel senso di assoggettamento e alti standard da rispettare a cui molto spesso sono le persone più care a spingere e indirizzarci. L’imposizione dei desideri genitoriali e i tentativi di Mei di seguire i precetti della brava figlia si affiancano alla ricerca di un’identità che inizia a definirsi proprio durante la fase della crescita. Andando anche a cozzare in alcuni o svariati aspetti con l’immagine che gli altri, e nel particolare i genitori, hanno dei figli, generando delle discrepanze che sembrano insormontabili e portate perciò a scoppiare e scontrarsi.

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Un mondo di colori e ispirazioni animate

Nel modellare la sua intima personalità, fatta di ciò che le piace, dei suoi gusti musicali, delle proprie attitudini e delle persone che vuole avere attorno, Mei si instrada nell’accettazione del proprio essere che si fa in Red lezione tanto per la protagonista tredicenne, quanto per la sua madre all’apparenza inappuntabile. Una storia che, se si crede solamente incentrata sulla ragazzina/panda, diventa in verità d’esplorazione per il rapporto madre-figlia, per il confronto tra generazioni, tra come il ruolo dei figli non corrisponda spesso a quello che hanno rivestito gli adulti alla loro età cercando in questo una comprensione che sia bilaterale.

Un film che fa quindi fuoriuscire quelle emozioni che Mei non ha intenzione di lasciar ribollire nel profondo e che vede l’animazione proporre in forma visiva il carattere della protagonista e del mondo che ha intorno. Red è l’incontro tra la Disney Pixar e un universo appartenente ai tratti dell’arte orientale che trova nei manga e negli anime una fonte prima di ispirazione. Quella che si riversa sui disegni, nell’esagerazione cromatica della regista Domee Shi, nell’esplicazione di sentimenti che hanno un corrispettivo animato estremizzato come accade nella dimensione del cinema o della tv asiatica. Le forme sono perciò ampliate e le tinte, da sempre fondamentali per gli umori dei film Disney Pixar, accentuano ancora di più le auree dei protagonisti. Cos’è alla fine il rosso se non l’innamoramento adolescenziale, l’ira verso i genitori, l’imbarazzo delle prime mestruazioni (a cui Red dà un accenno!) e del sentirsi presi in giro?

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Noi siamo il panda rosso

Abbracciando le incertezze dell’era “teen” che ognuno affronta, dando ritmo e spunti di sincero divertimento durante la visione, Red è un traguardo che vede la prima regista donna a dirigere completamente in autonomia un film d’animazione Pixar, nonché l’innovazione di un formato che eccelle quando vuole spiegarci chi siamo, rispecchiandoci per come siamo ora e come siamo stati direttamente sul schermo.

Red è disponibile sulla piattaforma di DisneyPlus dall’11 marzo.