Robert Pattinson dà vita a un Bruce Wayne umano e crepuscolare nel suo The Batman, più thriller che cinecomic, più film di genere che sui supereroi

Sinossi ufficiale di The Batman:

Due anni trascorsi a pattugliare le strade nei panni di Batman (Robert Pattinson), incutendo timore nel cuore dei criminali, hanno trascinato Bruce Wayne nel profondo delle tenebre di Gotham City. Potendo contare su pochi fidati alleati – Alfred Pennyworth (Andy Serkis) e il tenente James Gordon (Jeffrey Wright) – tra la rete corrotta di funzionari e figure di alto profilo della città, il vigilante solitario si è affermato come unica incarnazione della vendetta tra i suoi concittadini. 

Recensione The Batman

Io sono Vendetta. È come si presenta il Bruce Wayne di Robert Pattinson nel costume di Batman, ma può essere anche il bigliettino da visita di un attore che a poco più di dieci anni dal vero lancio della propria carriera può finalmente togliersi di dosso la maschera del vampiro per indossare quella del pipistrello. Ma Robert Pattinson è molto di più e non serve solamente The Batman a dircelo. Basta la sua filmografia variegata, i ruoli che lo hanno visto impegnato, i nomi dei registi che lo hanno voluto nella propria squadra e che lo hanno portato all’attenzione di Matt Reeves.

È pur vero che, però, proprio per la sua bravura eccelsa e la capacità di tirar fuori dal cilindro opere artisticamente coraggiose come L’infanzia di un capo (2015) e Good Time (2017), Pattinson avesse bisogno di lavare via completamente la figura di Edward Cullen dalla mente del largo pubblico sostituendolo con un personaggio ancora più grande. Un supereroe che, nel The Batman che lo vede protagonista, è il suo lato umano che fa uscire fuori, scoperto e turbato per un uomo pipistrello che affronta un’altra inedita sfida tratteggiando i contorni di un’icona che avevamo già visto proposta, ma che non si era mai mostrata così inquietata e fragile.

A dettare i toni del capitolo sul personaggio affidato a Matt Reeves è la costruzione che il regista imposta del film assieme allo sceneggiatore Peter Craig e che fa del suo The Batman un’opera strettamente appartenete al filone del genere e che vede il cinecomic spogliarsi di tale nomea per diventare a tutti gli effetti un thriller crepuscolare. Una pellicola in cui riecheggiano gli stilemi di un cinema crime anni Novanta che riverbera dei disagi e dei trucchi di un cult come Seven, la quale oltre a stabilire il percorso investigativo che deve compiere Batman ne ruba anche i colori e le penombre di notti che si susseguono spietate.

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La dicotomia tra Batman e l’Enigmista

Un rimando a un genere cinematografico che pulsa nella trama del film sull’eroe a cui è più appropriato togliere il rafforzativo “super” per poterne scovare meglio i motivi personali e interiori che lo muovono. Entrando in una realtà in cui da ben due anni Bruce Wayne veste il mantello del suo alter ego, non dando tempo allo spettatore di abituarsi, ma immettendolo immediatamente nei corridoi delinquenziali e corrotti di Gotham, la pellicola comincia catapultando il pubblico in un’opera che fa di Batman più detective che mito, più vero e proprio vigilante che leggenda.

L’aurea divina del personaggio, per quanto da sempre distaccata e oscura, viene smantellata da una storia che vuole nell’espressione del suo supereroe il desiderio di un giovane uomo di sapere di aver contribuito nel fare qualcosa per una città che cade in rovina e in cui i suoi genitori avevano investito e creduto. Un “rinnovamento” che nell’opera è causa della furia scellerata di un villain che è in realtà solamente l’altra faccia del protagonista: quella che nella medesima condizione, ma esclusa da migliori opportunità ha deciso di radere al suolo un sistema che non funzionava per poterne instaurare un altro. Quello della paura, dello spavento come strumento per controllare le folle e farsi sentire. Ma se l’Enigmista, burattinaio che muove i fili e predice ogni avvenimento, è l’escalation del fallimento sociale e umano, allora il suo doppio Batman ne deve essere la ripartenza e la speranza. L’ordine che contrasta il delirio.

In un rimando alle situazioni di svantaggio sociale che già aizzavano la folla nel Joker di Todd Phillips, nell’inoltrarsi in un problema che il racconto pone sotto l’ottica delle occasioni che il mondo offre e di cui Gotham diventa ancora una volta ricettacolo, The Batman irradia il dilemma interiore del protagonista e lo utilizza per dare forma all’uomo, non alla maschera. Il senso di terrore che l’armatura e i pugni riescono a suscitare si tramuta nell’ansia di un personaggio che vuole onorare la propria eredità e che, per farlo, deve essere pronto a conoscerne i segreti e a smussarne le imperfezioni. Ad accettare che alla rabbia e al panico si deve rispondere con la consapevolezza delle proprie azioni e che avere un effetto sugli altri può di riflesso averlo su se stessi. Un Batman profondo, perché deve ancora capire se stesso. E quando lo farà sarà davvero il momento di poter sorgere.

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The Batman: scopo e dovere di un uomo, di un eroe

Nella ripresa di una visione thriller criptica alla David Fincher che si sposa al chiaro di luna con i sotterfugi e i raggiri di The Departed, a fuoriuscire dall’ombra non è soltanto un Robert Pattinson che mette in mostra i turbamenti quasi adolescenziali di un ragazzo che non sapeva come crescere, ma di un uomo pronto a capire quale direzione far intraprendere alla propria vita e, ancor più, alla propria missione su questa terra. Un attore i cui soli occhi restituiscono l’animosità scombussolata e insieme infrenabile del suo Batman, colpi e combattimenti mai stati così duri e fisici diretti con brutalità e grazia dalla mano di Matt Reeves.

Ma se è un gioco quello a cui chiama al rapporto The Batman allora a portare sul tavolo gli indovinelli con cui divertirsi è un Paul Dano che, pur col volto coperto e nascosto dietro a una camera, giganteggia modulando la propria interpretazione dell’Enigmista facendo della sua voce lo strumento con cui terrorizzare lo spettatore. Un interprete che vale gli indizi truculenti del film, mosso da un talento che tramuta in una causa, in uno scopo che lo vedrà mettere Gotham in ginocchio.

Un segnale nel cielo. Un richiamo, ma anche un avvertimento. Batman è tornato. Ed è pronto a compiere e a capire appieno il proprio dovere.

The Batman è in sala dal 3 marzo distribuito da Warner Bros.