Il paradiso virtuale di Lakeview riapre le sue porte per accogliere la seconda stagione di Upload, la comedy fantascientifica di Craig Daniels su Prime Video

concretezaRecensione di Upload 2:

Con la prima stagione di Upload, arrivata su Amazon Prime Video a maggio di due anni fa, il creatore Greg Daniels aveva sorpreso tutti per aver saputo parlare di morte e di aldilà con toni divertenti e marcatamente satirici, amalgamando il connubio fra comedy e fantascienza per un risultato gradevolmente originale. L’ideatore di Parks and Recreation e di The Office aveva infatti immaginato un futuro prossimo e possibile in cui la dipartita corporea non rappresentava più il nulla assoluto, ma l’opportunità per essere caricati tramite coscienza in un paradiso digitale, nello specifico un residence vista lago con tutti i comfort più richiesti, dove passare il resto della propria eternità in ottima salute, fra passeggiate e attività di ogni tipo, sempre in contatto giornaliero con la propria famiglia benestante.

A quell’eden del metaverso l’autore della serie aveva inevitabilmente connesso il mondo reale del post 2030, una concretezza in cui la tecnologia sembrava aver preso il sopravvento su tutto: macchine auto pilotanti in modalità vocale, smartphone a ologrammi, stampanti 3D, tute da sesso e uno stile di vita inestricabile all’acquisto online, alla valutazione in stelline, alla duplicazione di sé stessi in avatar – seppur le condizioni dei lavoratori delle multinazionali e i divari sociali risultavano gli stessi di oggi, se non addirittura peggiori.

upload 2 recensione

Ciò che ci rende umani

Il discorso sull’avvenire governato dall’hi-tech, ad oggi, come del resto il genere fantascientifico ci ha abituati, potrebbe essere percepito come una sorta di avvertimento al nostro presente. Una messa in guardia allo spettatore -portato a ridere a denti stetti- sul come potremo diventare se non s’inizia, veramente, a ragionare meglio sull’attuale relazione di dipendenza connivente alla scienza dei giga, non solo legata all’opportunità di miglioramento al quotidiano, ma soprattutto ramificata alla straniante congettura dell’interferenza con ciò che ci rende umani, ovvero i ricordi, la coscienza, i sentimenti. In concreto la nostra (umana) mortalità.

L’autenticità della vita e il suo profondo significato era infatti la sottotraccia portante dell’intero primo capitolo della serie, illustrato con spirito sarcastico e alcune pennellate di mistero cospirazionista sulla verità dietro la morte del protagonista Nathan, tornato ad essere l’intrigo principale sul quale generare una propria orizzontalità narrativa.

upload 2 recensione

Upgrade, Download, Upload

In un miglioramento complessivo che rende il lavoro di scrittura più consapevole delle sue modalità di racconto, i sette nuovi episodi risultano invece smorzati di quella riflessione vitalistica di cui sopra, privilegiando invece l’irto percorso di concretizzazione sentimentale dei due personaggi primari, le assurdità del quotidiano di Lakeview, la dipendenza affettiva della new uploaded Ingrid, le comunità anti tecnologiche, e in ultima l’eventualità (fattibile) di tornare di nuovo in vita.

Se dunque Upload 2 funziona ancora per la raffigurabilità di un mondo iperbolico e straniante veicolato nell’assurdo di una risata dal retrogusto malinconico e disturbante, l’upgrade stagionale sembra sfumare soprattutto l’indagine psicologica e sociale del senso unico e irripetibile dell’esistenza sulla terra e del nostro intendere il post-mortem. La giuntura più convincente dell’intera opera di Daniels, la quale invece di aprirsi ed estendersi al ragionamento rimane nelle retrovie di una serie che ha scelto, invece, altre strade di comunicazione.

Per altre serie su Prime Video leggi anche:

 

LOL 2: LO SHOW DI AMAZON CONTINUA A FAR RIDERE?