Dal disturbo della personalità multipla ai traumi del passato: tutto ciò che accade in Moon Knight e ci fa capire il talento di Oscar Isaac

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Ad una puntata dal finale di stagione di Moon Knight possiamo ufficialmente incoronare Oscar Isaac sovrano della recitazione nell’universo Marvel. Diversi sono stati i nomi altisonanti che hanno preso la scena e altrettanti hanno saputo donare ai loro personaggi delle performance riguardevoli. Ma in una serie basata completamente sulla frammentazione della propria mente, in cui i vari pezzetti vanno formando un’unica persona, l’attore di Dune e Scene da un matrimonio porta l’asticella ad alzarsi per gli interpreti che sono venuti prima e che si susseguiranno all’interno delle dinamiche intattenitive dei cinecomics, che si tratti della loro forma cinematografica o seriale. Il quinto episodio è paradigma della prova attoriale che Isaac ha saputo donare nei doppi panni di Marc Spector e Steven Grant ed è finalmente della bipartizione di quello che sembrava un unico uomo che Moon Knight comincia a parlare.

Seppur in direzione dei cancelli di Osiride, con due cuori da dover bilanciare per venir accettati dai Campi Iaru, la quinta puntata si concentra nuovamente su quel reparto psichiatrico in cui Marc/Steven sembra soggiornare e che continua a confondere la percezione non solo del protagonista, ma dello spettatore. L’esplorazione nelle terre dell’Egitto si è ora totalmente riversata nell’analisi della personalità di quello che, teoricamente, è un solo uomo, ma di cui conosciamo due spettri alquanto distanti (forse con un terzo in arrivo? Ve ne parlavamo qui). Concentrarsi sull’identità è l’ulteriore prerogativa di una serie che, forse, è arrivata con il penultimo episodio alla spiegazione dei due Oscar Isaac che urlavano in faccia alla dea Taweret nel precedente finale di puntata, scavando ancor di più nel disturbo da personalità multipla.

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Chi è Steven Grant?

Tra i segni che contraddistinguono questa condizione risultano le fughe dissociative, la depersonalizzazione e l’amnesia. Eventi in cui a più riprese abbiamo visto coinvolto Steven Grant che dall’essere originale, come lui stesso credeva, finisce per scoprire di essere una proiezione inventata dal mercenario Spector per superare un trauma appartenente al proprio passato. Dall’impedimento clinico del protagonista sembrerebbe dunque scaturirsi l’intera avventura della serie che, in procinto della propria conclusione, sembra porre il pubblico su quella stessa bilancia che la dea incaricata a trasformare le anime nell’aldilà deve valutare attraverso un cuore e la piuma della giustizia. Uno scavare nei ricordi che potrebbe aver effettivamente colto l’origine della doppia personalità del protagonista, con cui deve finire per scendere a patti come sembrerebbe accadere sul finire dell’episodio.

Cadendo infatti in quelle sabbie che lo tratteranno per l’eternità, comprendendo di essere lui stesso una creazione di Marc Spector e sapendo dunque di averne la stessa forza e resistenza, Steven Grant finisce per rimanere indietro mentre il suo doppio raggiunge i Campi Iaru. Proprio in quel momento la bilancia di Taweret trova il proprio punto fermo, trovando la perfetta armonia tra uomo e suo destino nell’aldilà. Una pace? Una presa di coscienza? L’abbandono definitivo di Steven Grant? Sicuramente la costruzione della ferita da cui il venditore di souvenir britannico è stato generato viene mostrata con cura a livello narrativo, coinvolgendo un certo grado di emotività che dà una spiegazione alla compresenza dei due personaggi all’interno della serie. Oltre ad aggiungere una nota di tristezza al racconto del suo protagonista.

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Moon Knight e il miglior attore Marvel

Ritrovare Arthur Harrow nel ruolo di un dottore, seppur a capo di un istituto psichiatrico, può contribuire all’avvicinamento tra quel personaggio omonimo del mondo dei fumetti a quello della serie Moon Knight, che del santone sulla carta stampata aveva ben poco. Il dottor Harrow, infatti, nasce come candidato al premio Nobel, nonché sperimentatore in segreto su cavie umane di tecniche per studiare e trovare una cura per il dolore. Una versione molto più avvicinabile a quella del capo del reparto psichiatrico, che potrebbe dunque riservarci altre sorprese.

In un episodio dove quindi la storia era focalizzata totalmente sullo svelamento del proprio passato e dei segreti che i due uomini portano dentro, Moon Knight si avvale di una delle interpretazioni più intense per un attore Marvel che vede Oscar Isaac cambiare tono e connotati del volto nel giro di un solo istante. Trasformarsi è la premessa del disturbo della personalità multipla ed è esattamente quello che l’attore compie davanti alla macchina da presa, mutamento di un corpo che, forse, ritornerà uno solo dopo la fine della quinta puntata in cui abbiamo comunque capito una verità fondamentale: non ci sarà mai più nessun altro così bravo all’interno del MCU come Oscar Isaac.