Ancora dopo 20 anni, uno dei film più noti di Spielberg, con un giovanissimo Leonardo DiCaprio, continua a occupare le nostre serate in tv

Steven Spielberg ha realizzato solo grandi film: ha letteralmente dato forma per eccellenza al blockbuster estivo, confezionato uno dei film più significativi sulla seconda guerra mondiale, spaziato tra l’avventura e la fantascienza entrando nel cuore dei ragazzi di ogni epoca. C’è un motivo per cui è considerato uno dei più grandi maestri della storia del cinema, e la sua capacità di raccontare storie con la macchina da presa è per molti versi ancora ineguagliata.

Proprio stasera, sul canale 27 del digitale terrestre, va in onda alle 21:10 Prova a prendermi (Catch me if you can), film troppo spesso sottovaluto e considerato uno “Spielberg minore”, anche se sicuramente mai dimenticato. Con un Leonardo DiCaprio in stato di grazia, nei panni di un truffatore volubile ma irrimediabilmente affascinante e divertente (ben prima di The Wolf of Wall Street) il film costituisce forse una delle più complesse e personali cronache di Spielberg sulla relazione padre-figlio, merito anche dell’inossidabile Tom Hanks, padre americano per eccellenza, ribaltamento caratteriale e nemesi del protagonista, nonché scelta attoriale perfetta per legittimare al meglio quella che è una feroce critica all’ideologia dell’American Dream, e di come questa possa venire mistificata in maniera spropositata dai giovani che se ne ritrovano avviluppati.

Basato sulla vera storia di Frank Abagnale Jr., Prova a prendermi segue le fantomatiche gesta del ragazzo che si è spacciato per pilota, medico e avvocato, accumulando milioni di dollari in assegni falsi prima del suo diciannovesimo compleanno. Presto l’agente dell’FBI Carl Hanratty (interpretato da Tom Hanks), specialista in frodi bancarie, si accorge di lui. Comincia così una caccia all’uomo, in un continuo salto tra identità e professioni. Frank Abagnale scrisse un’autobiografia quando venne rilasciato dal carcere (su cui si basa il film) e, successivamente, ha continuato a lavorare nel settore finanziario, contribuendo allo sviluppo delle tecniche anti-contraffazione delle banche, disegnando anche nuovi tipi di assegni.

Prova a prendermi è uno dei film più personali di Spielberg, che porta alla vetta più alta il tema del “padre assente”, punto fermo della sua intera carriera cinematografica, da Incontri ravvicinati del terzo tipo a E.T, passando per Indiana Jones e l’ultima crociata e Hook. Il padre di Spielberg, raccontò il regista, era un maniaco del lavoro, e la madre una “Peter Pan” che rifiutava di crescere. Ma, quando il regista compì 19 anni, i suoi genitori divorziarono. Suo padre se ne andò, abbandonando la famiglia, e questo fatto colpì duramente Spielberg. 

La ripercussione emotiva di questo evento si riflette chiaramente nel suo lavoro, nel motivo del padre assente che respinge la madre, lasciando a questa l’onere di occuparsi da sola dei figli, tematica presente in tanti dei suoi film. Ma Spielberg non conosceva tutta la verità sulla separazione dei suoi genitori e a metà degli anni ’90, quando ha finalmente riallacciato i rapporti con suo padre, ha scoperto cosa era davvero successo tra i due, storia passata che servì come spunto narrativo per la costruzione della trama di Prova a prendermi.

Prova a prendermi

“Due topolini caddero in un secchio pieno di panna; il primo topolino si arrese subito e annegò, il secondo topolino non voleva mollare e si sforzò a tal punto che alla fine trasformò quella panna in burro, e riuscì a saltar fuori; signori da questo momento io sono quel secondo topolino”. 

Prova a prendermi (Catch me if you can) stasera su Twentyseven, canale 27 del digitale terrestre, alle ore 21:10