Ti giro intorno è un coming of age da piattaforma ma che conferma la delicatezza di scrittura e l’affetto spassionato al “diventare grandi” di Sofia Alvarez

Sofia Alvarez, sceneggiatrice dell’amatissimo To All The Boys I’ve Loved Before, debutta alla regia con il film Netflix Ti giro intorno (Along For The Ride), tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice Sarah Dessen. Riprendendo tutto ciò che di propositivo e aggregante vi era nelle sue sceneggiature precedenti, bandiere della rom-com coming of age e scritte con un sincero amore nei confronti del diventare grandi, Alvarez imbastisce la narrazione di questa sua opera prima sui generis che, per certi versi, funziona davvero bene.

Giriamo intorno a… Auden

Auden si descriverebbe come una ragazza impacciata: anche se ha solo 18 anni, si sente come se non si adattasse alle persone della sua età, come se fosse cresciuta molto più velocemente di loro. Questo deriva in parte dal fatto che Auden è cresciuta da sola, e se l’é dovuta cavare autonomamente soprattutto dopo il divorzio dei suoi genitori. Dall’atteggiamento moralista e di controllo di sua madre ha ereditato il sentirsi sempre un passo indietro, e suo padre è troppo impegnato a scrivere il suo nuovo libro per dedicarle del tempo.

Così, quando si presenta un’opportunità che permette ad Auden di andare a lavorare per il negozio della sua matrigna nella città balneare di Colby, la ragazza afferra la palla al balzo, credendo possa essere l’opportunità ideale per provare finalmente a godersi la sua giovinezza. Proprio mentre si ritrova, in una notte di insonnia, a leggere un libro sul lungomare alle 2 di notte, incontra Eli, un ventenne del posto che si muove sempre in bicicletta ed è un nottambulo come lei. Anche se si conoscono appena, lui è entusiasta di aiutarla a fare tutte quelle cose da adolescente che lei non è mai riuscita a fare.

Ti giro intorno: un estivo poema musicale

Al giorno d’oggi, ci rendiamo conto di come le piattaforme streaming soffrano della sovrabbondante presenza di film d’amore con protagonisti giovani problematici, dove due presunti ‘disadattati’ (in realtà estremamente attraenti e affascinanti) trasformano la tristezza in uno sport da spettatori e appaiono carini persino mentre fanno il broncio. Anche se Ti giro intorno da questo punto di vista non è totalmente dissimile e soccombe a simili cliché dei film d’amore, fa orgogliosamente parte di una fascia di rom-com per giovani non così ossessionati dalla sofferenza narrativa. Eli e Auden non danno prova di una relazione tossica o di codipendenza, e lui non è completamente indisponibile dal punto di vista emotivo. Le ragazze non sono ferocemente cattive l’una con l’altra, i ragazzi non maltrattano fisicamente i più deboli, si lascia largo spazio alle conversazioni tra genitori, e non vi è nessun “vincitore” che sommerga il senso della storia.


In effetti, il piccolo mondo che abbraccia la storia di Ti giro intorno è piuttosto idilliaco, con alcune sequenze che sembrano tratte direttamente da un film di fantasia – il ragazzo in smoking e la ragazza in abito dorato che ballano sulla spiaggia, un caffè alla moda nascosto dietro le pareti di una lavanderia a gettoni squallida, un falò sulla spiaggia all’insegna di risate e bagni notturni. Combinato con una regia di stile e non solo sostanza, Ti giro intorno sembra a tratti un poema musicale, dedicato alla fantasia della gioventù, pieno di speranza per come potrebbe essere il coming of age in un mondo migliore.

L’album fotografico delle prime volte

Da Euphoria a The OC, le rappresentazioni della vita degli adolescenti e dei giovani adulti si connettono molto meglio al pubblico con suoni che attingono in modo appropriato allo zeitgeist culturale o esibiscono un tipo di coolness che trascende le tipiche partiture. La colonna sonora indie di Ti giro intorno è, in questo senso, una delle migliori degli ultimi anni – Electrelane, Nilufer Yanya, Cleaners From Venus, No Age, Santigold, Lykke Li, Yumi Zouma, Small Black, Gang of Youths, Girls, The Drums, Yeasayer, Youth Lagoon, Troye Sivan e molti altri appaiono al momento giusto, creando il perfetto mixtape estivo per un ventilato film che va a braccetto con mare, amore ed esperienze giovanili.

Ti giro intorno riesce a catturare perfettamente l’umore e il tono dell’estate per eccellenza, quella di passaggio tra il liceo e il college, in cui paura e speranza diventano una cosa sola, dando vita a un ritratto-elegia audiovisiva del potere delle prime cose – primi amici, primi amori, primi lavori, prime feste, prime delusioni. Quando il film abbandona questa estetica ben precisa e si concentra sulla sostanza, vacilla un po’, rivelando una sceneggiatura schematica e scheletrica, anemica oltre i momenti di musica e sogno. Eppure, è cosa nota che un buon coming of age da piattaforma debba riguardare soprattutto l’incapsulamento del sentimento della giovinezza, la transizione tra l’infanzia e il fiore della maturità. Di conseguenza, il dialogo e la narrazione contano molto meno rispetto all’emotività di certe sequenze, e Ti giro intorno assume perciò la forma di album fotografico estivo, un montaggio di ricordi nella forma di immagini e suoni che si imprimono per sempre nella mente di ciascuno di noi negli anni migliori della gioventù. La trama e la posta in gioco del film sono in definitiva subordinate a questa preicsa direzione stilistica: guardare il film è come godersi i ricordi della migliore estate di qualcuno, e il modo in cui le cose accadono è molto più piacevole di quello che sta realmente succedendo.