In occasione del 40° anniversario dall’uscita, Italia 1 rivisita uno dei migliori film di Steven Spielberg. L’appuntamento è per stasera, alle 21:20!

E.T. L’extraterrestre incanta il pubblico di ogni età da oltre 40 anni. In particolare, se siete cresciuti negli anni ’80, è probabile che abbiate trascorso ore e ore davanti alla televisione, vivendo in prima persona le esperienze del piccolo Elliott e del suo improbabile ma dolcissimo amico. Lo statuto di E.T. all’interno della filmografia di Spielberg è tutt’ora indiscusso: ha guadagnato 793 milioni di dollari in tutto il mondo, il che lo ha reso il secondo film di Spielberg con il maggior incasso di tutti i tempi, secondo solo a Jurassic Park. E.T. è uscito originariamente nel 1981, è stato riproposto nel 1985 e nel 2002 per celebrare il suo 20° anniversario. In vista del 40° anniversario di quest’anno, la star Drew Barrymore ha dichiarato che festeggerà questa ricorrenza assieme a Spielberg e alle figlie e Italia 1 non si è dimenticata di inserire questo grandioso film nella programmazione serale.

E.T. è stato candidato a nove premi Oscar e ne ha vinti quattro: Miglior montaggio sonoro, Migliori effetti visivi, Miglior colonna sonora e Miglior sonoro. Più di ogni altra cosa, E.T. è la storia di una toccante e indimenticabile amicizia, ma cosa lo rende uno dei migliori film di Spielberg?

E’ girato dal punto di vista di un bambino

Oltre a essere uno dei migliori film di Steven Spielberg, E.T. è stato giustamente definito il più grande film per bambini di tutti i tempi. Spielberg desiderava che lo spettatore vivesse un’esperienza simile a quella del suo protagonista Elliot (Henry Thomas); per questo motivo, il film è in gran parte filtrato dagli occhi e dalla prospettiva di un bambino. Dal punto di vista tecnico, un buon numero di sequenze sono state appositamente girate da un’angolazione più bassa, per emulare l’altezza media di un bambino e favorire l’identificazione, radicando lo spettatore nella curiosità ed innocenza di Elliot. Questo spiega perché, anche guardando il film da adulti, continuiamo a temere le parti più “spaventose” del film, tra cui l’approdo delle autorità in casa di Elliot per portare via E.T., quasi come se ci stessero privando anche di un nostro amico.

Spielberg voleva che E.T. fosse un film principalmente per bambini, e decise per questo di limitare il tempo sullo schermo dei personaggi adulti. La sua geniale direzione gioca un ruolo fondamentale nella creazione di un mondo pieno di meraviglia, innocenza e avventura, libero dalle costrizioni degli adulti. Anche la figura dello stesso E.T. tra ispirazione dal mondo dell’infanzia. La sceneggiatrice Melissa Mathison ha infatti affermato in The Making of E.T. the Extra-Terrestrial che: “Molte delle scene del film derivano dalla mia esperienza personale con i bambini. Per esempio, come i bambini vorrebbero che fossero i poteri di [E.T.]. Molti bambini citavano l’ovvio uso della telepatia o dei poteri telecinetici, ma mi ha colpito il fatto che in tanti avrebbero voluto che questa creatura magica fosse in grado di guarire. E ho pensato che fosse un’idea incredibilmente toccante per un bambino”.

Una storia di amicizia come allegoria della crescita

In superficie, E.T. racconta una particolarissima amicizia inter-specie tra un ragazzo e il suo benevolo amico alieno, ma il significato di questo soggetto è ben più profondo. Infatti, in un’intervista rilasciata a James Cameron per People Magazine, Spielberg ha confessato che E.T. “non è mai stato pensato come un film su un extraterrestre”, piuttosto come qualcosa di molto personale per lui. “Doveva essere un film sul divorzio dei miei genitori”, ha affermato. “Così ho iniziato a scrivere una storia, non una vera e propria sceneggiatura, su come ci si sente quando i tuoi genitori dividono la famiglia e si trasferiscono in Stati diversi”.

Nel corso degli anni, Spielberg ha continuato a ribadire che E.T. può essere letto come una riflessione sull’elaborazione del trauma del divorzio da parte dei più piccoli . Le crepe e la distruzione del nucleo familiare sono tematiche che corrono assieme ad Elliot, mentre lo troviamo alle prese con una nuova dinamica familiare a cui deve abituarsi. Appena E.T. lega con Elliott, percepisce immediatamente la ferita che il ragazzino porta con sé, lasciata dal padre assente. E.T. riempie dunque il vuoto della figura paterna di cui Elliott ha disperatamente bisogno e, a sua volta, Elliott sente di dover proteggere il piccolo alieno smarrito, di essere per lui, in un qualche modo, famiglia. Inoltre, E.T. è un guaritore e la sua missione è quella di curare le ferite interiori di Elliott proprio come lui cura le ferite esterne.

Un capolavoro visivo e sonoro

E.T. è considerato uno dei migliori film di Steven Spielberg di tutti i tempi, in gran parte per la sua impressionante fotografia e l’eccezionale colonna sonora, che si accordano perfettamente con il senso della sua tenera trama, assecondandone lo sviluppo entusiasmante e incantevole, ma anche i frangenti più inquietanti e malinconici. Non sorprende che il compositore John Williams abbia vinto l’Oscar per la migliore colonna sonora originale proprio per il suo eccezionale lavoro in questo film.

E.T. presenta alcune delle immagini più incredibili della storia del cinema. Ad esempio, la scena in cui Elliott e E.T. si stagliano sulla splendida luna luminosa è considerata ancora una vera e propria ricostruzione fotografica simbolica per la fantascienza, che avrebbe poi ispirato il logo della Amblin Entertainment.

E.T. L’extraterrestre stasera alle 21:20 su Italia 1!