Obi-Wan Kenobi su Disney Plus è stata una miniserie non particolarmente amata, ma merita tanto risentimento da parte dei fan?

Obi-Wan Kenobi si è concluso e trascina dietro a sé una scia di malcontento e ostilità che pensavamo nel tempo avrebbe meriato solamente The Book of Boba Fett. E invece anche l’amato personaggio interpretato da Ewan McGregor si vede riservato lo stesso trattamento, a metà tra la solita smania del fandom di Star Wars che non riesce ad esprimere altro se non rabbia e frustrazione, le quali stavolta potrebbero essere giustificate pur dovendo venir mitigate da un’analisi meno irosa e violenta nei confronti della miniserie su Disney Plus.

Perché Obi-Wan Kenobi non è ai livelli di The Mandalorian e anche in un panorama seriale privo di paragoni dimostra comunque di essersi adagiata su di una narrazione incostante sia nella scrittura, che nell’intrattenimento dei suoi episodi. Ma al contempo la Forza non ha certo abbandonato il caro vecchio Ben, ritrovandolo anzi per un percorso di auto-redenzione che procede coerentemente in virtù di come è cominciato.

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Un amico, un fratello, un avversario

Quella che si è riuscita a cogliere da subito nel prodotto appartenente all’universo di Star Wars era un’urgenza che viene portata a compimento e che vede il protagonista riuscire a privarsi di un peso che ha portato sul proprio petto per ben dieci anni. L’idea di aver ucciso un amico, il suo fidato Padawan, il quale ha deciso di schierarsi dalla parte del lato oscuro e che ha dovuto affrontare sul pianeta Mustafar credendo di averlo ucciso. Il principio di Obi-Wan Kenobi è dunque tutto racchiuso lì, nella convinzione insofferente e dolorosa di aver messo fine all’esistenza di un avversario che era stato prima di tutto un fratello, incapace di salvarlo da se stesso e dal suo richiamo verso il male.

Almeno così aveva creduto e quello che avviene nella miniserie è proprio il superamento di un trauma che giungerà fino alle parole “Io ho ucciso Anakin” da parte di Darth Vader, svincolando così Obi-Wan da una colpa che ha trasportato dentro invano. Arco narrativo lineare e convincente pur dovendo confrontarsi con la maniera con cui la serie ha deciso di metterlo in scena, facendo della ripetizione un appesantimento per il racconto ed anche per gli scontri tra personaggi, tutti uguali e perciò giunti con poco pathos alla conclusione della serie che risente di un’assenza epica nel proprio tessuto intrattenitivo.

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Obi-Wan Kenobi e il riappacificamento con la Forza

Quello che forse un’operazione cinematografica avrebbe saputo incanalare meglio riservando l’incontro tra Obi-Wan e il suo sfidante ad una scena madre che avrebbe di certo scosso gli spettatori. È soprattutto questo che di Obi-Wan Kenobi giunge con rammarico: la successione di momenti troppo simili e monotoni che non contribuiscono alla fluidità della miniserie, dimostrando come delle buone idee possono rimanerlo anche quando ad agire sono purtroppo assai poche. Tra queste c’è poi lo sviluppo intrapreso dal personaggio di Reva, che progredisce pur con dovute riserve sulla sua evoluzione e per le motivazioni di fondo che la muovono. È ovvio però come ai fini dell’analisi di Obi-Wan Kenobi la donna si ponga in maniera speculare a colui che un tempo era fedele allo Jedi, destinata a dover decidere se cedere ad un rancore che conduce nei sentieri più tenebrosi della Forza oppure scegliere di andare avanti accettando di non dover cadere nella vendetta.

Una storia canonica quella di Obi-Wan Kenobi, ma pur sempre tale. Con un eroe che rifiuta inizialmente la chiamata, che prende poi in mano le redini della situazione e si avventura in un viaggio che è destinato a cambiarlo. Ed è con un’espressione serena che lasciamo Obi-Wan, con tutto un nuovo universo da dover esplorare e che potrà farlo sentendosi più leggero e pronto ad accogliere di nuovo la Forza.