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A Casa Tutti Bene - La Serie, la recensione: Muccino si fa "serie"

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Di registi come Gabriele Muccino, in Italia, ce ne sono pochi. Purtroppo, c?? da aggiungere.

Sono molti i colleghi del regista romano che provano a stupirci nel palinsesto cinematografico e produttivo italiano. Ma spesso il risultato ? produrre tanti film senza una propria anima, in un panorama relativamente piccolo che, con difficolt? evidenti di mercato, deve bilanciarsi tra i tanti addetti ai lavori che vi sopravvivono e i sempre meno spettatori e sale che vi si avvicinano.

Tutt?altro che senz?anima, per?, sono sempre state le opere mucciniane. Che possano essere pi? o meno apprezzate, che ci si possa rivedere o no, i suoi film, le sue storie, hanno sempre avuto il vanto di raccontare oltre che le azioni dei loro protagonisti le loro reazioni, i loro sentimenti pi? intimi. E questo marchio di fabbrica ha sempre portato innumerevoli persone in sala.

Primi piani, angolazioni, montaggio, musiche, costumi, ambientazioni e luci, tutto ? sempre stato usato sapientemente per enfatizzare l?idea ben precisa di un regista in grado di portare il proprio cast dove voleva e vuole. Tanto lavorando nei confini italiani, tanto nella celebre Hollywood.

Ma oggi Gabriele Muccino solca una nuova barriera: quella che dal grande schermo lo porta sul piccolo, in TV. A Casa Tutti Bene ? La Seria sancisce il suo debutto nel mondo delle serie TV, per questa prima volta su SKY e Now TV, grazie a Sky Italia, Leone Film Group e Lotus Production.

Per questo evento vero e proprio, che apre le porte a infinite possibilit?, si ? deciso di riadattare una storia gi? mostrata sul grande schermo qualche anno fa: A Casa Tutti Bene.

In quell?occasione la sfida era stata dirigere in poco pi? di due ore un cast di pi? di quindici elementi, in un intrigo di rapporti tornati improvvisamente a galla, riuscendo a vincerla. Oggi, invece, la difficolt? sta nel prendere una storia che gi? conosciamo, con dei volti gi? ben definiti e delle dinamiche gi? mostrate? e renderle nuove.

Con piacere possiamo affermare che anche questi ostacoli sono stati superati.

LA SINOSSI:

?La famiglia Ristuccia ? da 40 anni proprietaria del ristorante San Pietro, uno dei pi? rinomanti locali della Capitale, in zona Gianicolo. Carlo, la nuova compagna Ginevra e la sorella Sara sono sempre l?, tutti i giorni, ad aiutare i genitori Pietro e Alba nella gestione dell?attivit?. Assente da questa, ? sempre stato il fratello Paolo, andato da tempo a inseguire in Francia il sogno di lavorare nel mondo dello spettacolo. Adesso Paolo, reduce da un logorante divorzio, torna a casa dei genitori sconfitto professionalmente e senza pi? un soldo in tasca, con la sola speranza di poter crescere suo figlio Giovanni, di 11 anni. Anche Carlo ha una figlia, Luna, una ex moglie, Elettra, e una compagna che mal tollera il suo passato sentimentale: Ginevra, mai davvero accettata dalla famiglia Ristuccia e vista come una rovina famiglie. E infine Sara ? sposata con Diego che per? le ? infedele. Un giorno, per?, un avvenimento gravissimo e rimasto segreto per decenni torna a sconvolge gli equilibri familiari. I Mariani, un altro ramo della famiglia, reclamano un posto all?interno dell?attivit?, minacciando di far riemergere un terribile segreto dal passato dei Ristuccia che ancora oggi ha delle profonde conseguenze nelle vite dei nostri protagonisti.?

Nei primi due episodi di questa prima stagione di A Casa Tutti Bene – La Serie (ne ? stata gi? confermata una seconda, oltre che una futura distribuzione fuori dall?Italia) Gabriele Muccino prende la sua camera e inizia a danzare intorno ai suoi personaggi. Che si muova in luoghi aperti o chiusi, non importa: il suo modo di dirigire ? simile a una danza, lenta, utile a farci conoscere le storie e i legami di 16 personaggi tutti dotati di una loro personalit?, chiara e marcata. Un ballo che ne rivela segreti, rapporti ed emozioni.?

In poco tempo ci si dimentica che ci sono stati altri volti prima di loro a interpretare i Ristuccia e le persone a loro vicine, a conferma della bravura con la quale tutto viene diretto. La possibilit? di estendere in pi? momenti, in pi? episodi la narrazione offre a Muccino l’occasione di cimentarsi con la suspence e i cliffhanger che il film al cinema non concede. Fin dai primi minuti, poi, non mancano momenti di approfondimento psicologico che non tediano e che con un montaggio alternato possono concedersi il lusso di raccontarci e regalare momenti di grandi interpretazioni: dalle gioie pi? fanciullesche alla rabbia pi? adulta, dall?irascibilit? adolescenziale all?affetto materno.

Nessuna inquadratura ? stata scritta o ripresa dall?omonima opera scritta per il cinema. A Casa Tutti Bene viene dunque scomposto e riscritto con il sapiente aiuto di sceneggiatori che dello scrivere per la televisione ne hanno fatto un?arte non di secondo piano anche in Italia, come Barbara Petronio (Suburra, Diavoli). Ed ? con questa nuova umilt? di Muccino – che decide di farsi affiancare da chi di tv ne sa – , a rendere il tutto pi? intrigante, con una sotto trama dal sapore crime, che cresce lentamente, invadendo uno spazio che credevamo di poter conoscere, trasformando lo spettatore non solo in un protagonista di emozioni ma anche in un testimone postumo, tra frasi dette a mezza bocca e flashback.

In fondo ogni famiglia ha i propri segreti.

Ed ? cos? che la famiglia vista come porto sicuro dove crescere e nel quale trovare rifugio, a volte pu? anche trasformarsi nel principale ostacolo all?infelicit? individuale. Come mettere dei limiti? Bisogna fuggire da ci? che ci rende infelici o cercare di migliorarlo anche quando sangue del nostro sangue? Le domande che potremmo sollevare in appena due episodi visti sono tantissime. Ma in fondo, quando una storia ? scritta bene, pu? accadere: la magia mucciniana ? arrivata anche in TV.

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