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Acque profonde
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Acque profonde, recensione film su Amazon: né thriller, né erotico, né nulla

Tags: acque profonde, ana de armas, ben affleck

Sinossi di Acque profonde:

Melinda (Ana De Armas) e Vic (Ben Affleck) hanno un rapporto complicato. Il loro matrimonio si inclina ancora di pi? dopo la morte di un amante della donna, di cui il marito ? un sospettato.

Recensione di Acque profonde:

Se ci si approccia a un nuovo film di Adrian Lyne si ha perfettamente presente la sensazione e le suggestioni che il film vorr? dare. Un miscuglio di noir e thriller, una spruzzata di erotismo per rendere tutto pi? perverso, delitti mossi da forti passioni che possono essere tanto amorose, quanto vendicative, di una violenza comunque inaudita che agita cuori e rapporti. Nonostante si arrivi perci? preparati di fronte ad un?opera del regista di Attrazione fatale e Proposta indecente, non ? detto che ci si senta comunque pronti a dover affrontare una tale noia. ? proprio il tedio ci? che meno ti aspetteresti da un?indagine reale e psicologica che tocca le corde e i nervi scoperti delle persone. Ed ? esattamente quello che si prova nel guardare Acque profonde – Deep Water con Ana De Armas e Ben Affleck.

Il paradosso ? che alla base della relazione disfunzionale tra questa moglie col suo inflessibile marito c?? proprio un senso di blocco e immobilit? che il coniuge sembra dargli. Sempre tranquillo, mai scosso da nessun evento. Nemmeno da uno dei tradimenti della donna, continui e sempre uguali. Nemmeno il fatto che la compagna dia spettacolo ubriacandosi e perdendo qualsiasi pudore. ? la passione quella che il personaggio di Melinda sente mancare nei confronti e nelle azioni di suo marito Vic, ma che soprattutto ? assente in un?opera che pecca l? proprio dove la moglie continua a stuzzicare letalmente l?uomo.

Relazioni (non) perverse

Ma la perversione di rapporti che possono sussisterete proprio e solamente per il non saper condurre una vita normale (ad esempio Il filo nascosto) ? altra cosa rispetto all?incapacit? dello stare insieme dei due protagonisti di Acque profonde, il cui legame ? talmente blando a causa della sua caratterizzazione che ogni conseguenza ne ? un riflesso vuoto. La sceneggiatura di Sam Levinson (autore di Euphoria) e Zach Helm non pone le fondamenta marce di un?unione che solamente nel tacito accordo di due anime malate pu? giustificarne l?attrazione e il distanziamento continuo che i personaggi vanno costantemente ripetendo nella pellicola. E non ? un pattern a cui non possono sottrarsi quello che innesca i meccanismi della loro relazione, incredibilmente superfluo proprio nel suo aspetto pi? introspettivo.

In Acque profonde le singolarit? di Melinda e Vic valgono pi? di un matrimonio che non riesce perci? a mettere in condivisione la visione di un?esistenza distorta che i due protagonisti conducono infatti l?uno separatamente dall?altro. Non ? il loro essere danneggiati insieme che frutta intrigo e languore attorno al racconto, ma il rivalersi egoisti per conto loro che non stabilisce mai un incontrarsi per i personaggi, la cui storia finisce per allontanare e indispettire per l?assenza di approfondimento.

Acque profonde: quando il thriller erotico ? d?mod?

? da quest?irreparabilit? del confronto all?interno della coppia che l?opera non pu? che sgretolarsi davanti agli occhi dello spettatore, impedendogli di credere, ma ancor pi? di comprendere le gesta dei protagonisti, chiare a livello espositivo, ma esenti dal tormento che Acque profonde vorrebbe far ammontare. Inevitabile che a saltare all?occhio diventino poi le insensatezze. Le superficialit? che la pellicola non riesce a nascondere e che risultano l?unica cosa a cui pu? star dietro lo spettatore. Le piccole incongruenze, le sciocchezze all?interno delle scene. Come una corsa forsennata in un epilogo finale in cui non si pu? credere all?essere tanto sprovveduto del?l?antagonista? del film, abbandonandosi definitivamente alla lontananza che l?opera mette tra s? e lo spettatore, molto pi? di quella presunta tra Vic e Melinda.

Non potendo evitare di far parte dei tanti clich? che propone il film, ? Ana De Armas che maggiormente risente della personalit? borderline del suo personaggio, travalicando troppe volte il labilissimo filo che divide l?interpretare una pazza dal sembrare una pazza. Confine in cui riesce a giostrarsi per assurdo il suo comprimario Affleck, che quel volto teorizzato con Gone Girl del belloccio imbambolato lo riporta anche in Acque profonde sfruttandolo al suo meglio, mostrandosi forse come unica vera scelta azzeccata del film. Acque profonde – Deep Water non ? davvero thriller, non ? davvero stuzzicante, non ? mai erotico. Poteva essere tutte e tre le cose, ma ha deciso probabilmente che fosse troppo d?mod?.

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