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Roberta Panetta

Aladdin compie 30 anni: 5 motivi per amare il classico Disney

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Roberta Panetta

Aladdin compie 30 anni: 5 motivi per amare il classico Disney

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Il 25 novembre 1992 usciva nelle sale americane Aladdin, classico d’animazione dell’epoca del Rinascimento Disneyano ancora oggi insuperabile.

Sono passati trent’anni, ma resta ancora uno dei film d’animazione più amati di sempre. Il 25 novembre 1992 usciva nei cinema americani il classico della Disney Aladdin. Diretto da Ron Clements e John Musker, grazie al suo mix di musica, animazione e gag, è stato un successo di pubblico e critica. Ma quali sono i motivi per cui ancora oggi lo amiamo come il primo giorno?

Sinossi ufficiale di Aladdin

Aladdin, secondo il canone ufficiale, è il 31esimo Classico Disney. È anche il quarto film di quella che è chiamata era del Rinascimento Disney. È prodotto da Disney Animation Studios e distribuito dalla Walt Disney Pictures. La storia è ambientata ad Agrabah, immaginaria città araba. Ruota attorno ad Aladdin, un giovane ladro che – insieme alla sua fedele scimmietta Abu – entra in una caverna per prendere un’antica lampada magica. Sfregandola, Aladdin libera senza volerlo un essere che da millenni era imprigionato al suo interno e che può avverare tre suoi desideri: il Genio. La vita di Aladdin s’intreccia presto con quella della principessa Jasmine, la figlia del sultano che è stufa di sentirsi prigioniera nel suo palazzo. Ma sulla loro strada c’è anche il malvagio Jafar, gran visir del sultano che – aiutato dal suo pappagallo Iago – vuole recuperare la lampada.

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Photo Credits: Disney

5 motivi per amare Aladdin

1) L’ispirazione

l film Aladdin si ispira al racconto Aladino e la lampada meravigliosa, contenuto nella raccolta di novelle orientali Le mille e una notte. Ma non solo, gran parte della storia fu presa dal film premio Oscar del 1940 “Il Ladro di Bagdad”, in particolare i personaggi del Sultano e del cattivo Gran Visir che si chiamava, guarda caso, Jaffar!

In un primo momento doveva avere 13 anni e si era deciso di disegnare il personaggio in modo che assomigliasse a Michael J. Fox. Poi, per rendere la storia tra lui e Jasmine più verosimile, Aladdin diventa un 18enne e gli autori cambiano idea e si ispirano a Tom Cruise. Per il carattere “un po’ grezzo”, invece, dicono di aver preso come modello “un giovane Harrison Ford”. Per i pantaloni oversize e il caratteristico modo di muoversi, guardano alle coreografie del rapper e ballerino MC Hammer. Inoltre, i creatori decidono che Aladdin non è il solito principe bello e noioso, deve avere anche delle caratteristiche più contemporanee: deve essere simpatico, astuto, divertente, deve saper affrontare le difficoltà, avere coraggio, essere amabile e saper corteggiare una ragazza.

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Photo Credits: Amazon IT

2) Il Genio fu creato studiando Robin Williams

Il Genio rimane uno dei personaggi più geniali di tutta la storia Disney e il capo del dipartimento di animazione Eric Goldberg ha confessato di averlo creato tenendo sempre a mente il comico americano Robin Williams e le sue movenze durante le sue esibizioni di improvvisazione:

“Prendemmo alcune parti dei suoi monologhi e costruimmo il Genio su di esse. Williams si convinse di accettare la parte proprio dopo che gli mostrammo una sequenza davvero divertente e lui lì capì il vero potenziale del personaggio.”

Nella versione italiana, l’indimenticabile doppiaggio di Robin Williams è reso in maniera eccellente dal nostro Gigi Proietti. La sua è ancora oggi considerata una delle migliori prove attoriali di sempre.

3) Una nuova principessa

Era il 1992 e Jasmine era la prima Principessa del regno Disney a non essere caucasica. Con la sua pelle scura, i lunghi capelli neri e i pantaloni a foggia araba, segna un primo punto di svolta nel mondo dell’animazone. Poi ha un carattere forte, non vuole essere salvata, si ribella alle regole e sfida con coraggio le imposizioni. Rifiuta anche di prendere marito entro i 15 anni, come vorrebbe la tradizione. “Padre, io non sopporto di sentirmi costretta. Se mi sposerò sarà per vero amore”, dice al sultano rifiutando i vari pretendenti. E rivendica: “Non sono un trofeo da vincere”. Anche per lei i disegnatori si sono ispirati a una star di Hollywood: l’attrice Jennifer Connelly. Ma non solo: l’animatore Mark Henn ha raccontato di aver preso spunto da una foto di sua sorella Beth da giovane.

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Photo Credits: Disney

4) La colonna sonora e i riconoscimenti

Creato con un budget di 28 milioni, negli Usa è stato il maggior successo di quell’anno: negli Stati Uniti ha incassato circa 217 milioni di dollari e nel resto del mondo circa 504 milioni. Si è aggiudicato anche diversi riconoscimenti, molti dei quali per la colonna sonora (che, da Notti d’Oriente a Il mondo è mio, contiene brani difficili da dimenticare). È stato candidato a cinque premi Oscar e ne ha vinti due: miglior colonna sonora a Alan Menken e miglior canzone (A Whole New World) ad Alan Menken e Tim Rice. Tre i Golden Globe: miglior colonna sonora, miglior canzone e premio speciale a Robin Williams per il doppiaggio del Genio.

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Photo Credits: Disney

5) Il villain Jafar e i comprimari

Forse molti non sanno che… Jafar è il cattivo Disney che ha conquistato il titolo di più amato in Italia, come rivela un nuovo studio commissionato dal sito OnBuy.
La ricerca ha analizzato le preferenze degli spettatori europei, americani e asiatici svelando in che modo si differenziano le reazioni degli spettatori in tutto il mondo.
In effetti, non esiste una storia “migliore” senza un cattivo. Jafar è forse più inquietante che spaventoso, e ciò è suggerito molto bene sia dal character design e dal costume design che dal posizionamento del personaggio all’interno delle inquadrature, in penombra, e il cui ingresso in scena era spesso preceduto da frasi sussurrate con il suo tono di voce profondo. Reso perfido ma anche ironico, Jafar è tra i migliori villain di sempre anche grazie al suo fedele compagno Iago, pappagallo irresistibile, così come un altro comprimario della storia: Abu.

aladdin jafar
Photo Credits: Disney

BONUS

Come da tradizione, Disney ama aggiungere riferimenti nascosti nei suoi lungometraggi e Aladdin non fa eccezione. Ad un certo punto il Genio si trasforma in Pinocchio, ma non è l’unico personaggio di un altro cartone animato a fare una comparsata in Aladdin! Tra le statuine con cui sta giocando il Sultano troviamo La Bestia dal film “La Bella e La Bestia”, il granchio Sebastian de “La Sirenetta” che esce dal libro di cucina che il Genio sta sfogliando e persino Topolino che appare per un secondo durante la trasformazione della tigre! Li avevate notati tutti?

LEGGI ANCHE: Il Re Leone, i grandi insegnamenti del lungometraggio Disney

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