2020
Ammonite: la recensione del film con Kate Winslet e Saoirse Ronan
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Ammonite: la recensione del film con Kate Winslet e Saoirse Ronan

Tags: ammonite, kate winslet, saoirse ronan

Presentato alla Festa del Cinema di Roma in anteprima, Ammonite ? la storia d’amore omosessuale tra?Mary Anning e Charlotte Murchison

C?? un tempo per ogni cosa, anche per i film. C?? il ricorso agli stessi stilemi, a uguali situazioni e rimandi storici, a individualit? che si ripetono, si inseguono, si incontrano e si assomigliano. Nessun film pu? essere unico nella sua interezza, ma avere un confronto talmente potente a poca distanza di tempo non pu? che rendere il paragone inevitabile. Ammonite soffre principalmente di questo, di un confronto con quel Ritratto della giovane in fiamme che pesa al film anche l? dove non avrebbe motivo di dovercisi accostare, ma che fa delle affinit? anche involontarie l?occhio sotto cui vedere la difficolt? di espressione del secondo film dello sceneggiatore e regista Francis Lee.

Lo stordimento trascinante e vibrante al di sotto delle pennellate distese e delicate dei quadri di C?line Sciamma viene sdoppiato nell?Ammonite di Lee per una qualit? senz?altro ottima nella ripresa delle protagoniste Kate Winslet e Saoirse Ronan, ma che limita allo schermo un amore che, seppur carnale nel privato delle loro stanze, pecca di una distensione emotiva dilatata e, nel tempo, in una discesa rallentata, che non perde di concentrazione nell?intrecciarsi dei corpi e degli umori dei personaggi, ma ne sente consapevolmente distante la condivisione delle emozioni. Disdetta reale per un film che, come Ammonite, cerca molto nei silenzi e nelle occhiate prolungate, che dovrebbero fare da veliero per il sentimento delle protagoniste, ma il cui vero mostrarsi avviene nel momento in cui le donne si svestono dei loro abiti ottocenteschi, mischiando la loro pelle e donandosi l?una completamente all?altra.

La conturbante maniera di riprendere l?intimit? erotica nella danza dell?attrazione si era gi? fatta chimica principale alla base dell?opera prima dell?autore britannico, che con God?s Own Country si era immesso con irruenza nella relazione sessuale e amorosa dei protagonisti Josh O?Connor e Alec Sec?reanu, mostrando il contorcersi primordiale dei personaggi come contraltare di una dolcezza che va a creare il legame aspirato dai due ragazzi. Se, per?, nel lungometraggio d?esordio Francis Lee si addentra nell?omosessualit? consumata nelle campagne dello Yorkshire, dove la fattoria e il lavoro agricolo sono lo status emblematico in cui poter affermare la propria identit? rilevando la perspicacia e la modernit? della periferia inglese, in Ammonite ? la spiaggia il luogo di conoscenza delle protagoniste, l?aria di mare che ? guarigione per l?anima quanto un bacio scambiato all?ombra di una candela, ma anche ore e minuti immobili che non prestano attenzione alle esigenze del rapporto delle protagoniste, mostrandolo perci? sfocato.

Ma se in God?s Own Country era una sorta di originalit? che andava ad accostarsi alla parte puramente empatica che sapeva suscitare la pellicola e dove la peculiarit? non stava solamente nella scelta della regione e del mestiere dei personaggi, ma in una tenerezza solitamente atipica per questo tipo di racconto e ambiente, ? il gi? detto e gi? visto che si ripercuote nella narrazione di Ammonite, il gi? fatto e gi? assimilato che non trova nel film altro da poter aggiungere. Una condizione spiacevole, vista la mancanza di una legge che costringe alle pellicole di dover necessariamente esprimersi con idiomi inediti o trovate innovative, ma che in Ammonite sembra la principale fonte di assenza di luce e singolarit? che causano, cos?, il suo lento sfumare.

Pur, dunque, nella commistione dei vuoti venutisi a riempire dal momento dell?incontro delle donne, questi personaggi presentati da Lee sembrano bisognosi di farsi scoprire come la paleontologa di Kate Winslet dischiude meraviglie intrappolate nella durezza della pietra, impedendo sia alla pellicola che allo spettatore di arrivarne veramente in fondo, se non nei loro istanti di nudit? e scambio reciproco. Uno schiudersi che non basta al secondo lavoro del cineasta britannico, pur congiungendo due ottime attrici e un racconto che, con un altro tipo di impostazione e una sferzata in pi?, avrebbe potuto contraddistinguessi in un panorama forse ormai saturo e, perci?, bisognoso di altre maniere per essere indagato.

Tradendo le aspettative di potersi innamorare di una storia che aveva tutte le potenzialit? per poter appassionare, regalando momenti di bellezza grezza troppo poco smussati, di Ammonite rester? uno scheletro davvero fragile da salvare e un amore che potrebbe anche resistere ai suoi tempi, ma non certo a quei livelli stimolanti presenti nel panorama cinematografico.

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