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Amy Adams al Giffoni Film Festival 2017

Tags: Amy Adams, Arrival, Giffoni Experience, Giffoni experience award, giffoni film festival

Ci? che attrae di pi? di Amy Adams, una delle attrici maggiormente amate della sua generazione, ? sicuramente la sua dolcezza. Al Giffoni Film Festival ha totalmente catturato la giuria grazie alle sue parole, dimostrando di essere non solo una bravissima attrice ma anche una persona meravigliosa.
Durante l’incontro in sala Truffaut, in attesa di ricevere il Giffoni Experience Award, ha risposto alle curiosit? dei giovani chiudendo anche le mani a formare un cuore, conquistando l’attenzione di tutti i presenti.

Dopo la proiezione di un video di benvenuto ad opera dei ragazzi del Giffoni, ? iniziato il Q&A con l’attrice che ha risparmiato parole bellissime per ognuno.

Con quale regista ti ? piaciuto lavorare di pi? e con chi vorresti lavorare in futuro?
Tutti i registi con cui ho lavorato mi sono piaciuti, ma devo dire che Denis Villeneuve ? sicuramente fantastico per il modo in cui costruisce il set cinematografico. Per quel che riguarda il regista con cui vorrei lavorare, dico Patty Jenkins: ? meravigliosa.

In Arrival sei una linguista chiamata per interpretare i messaggi degli alieni. Il messaggio del film parla di cooperazione. Qual ? il tuo pensiero a riguardo?
Il messaggio di Arrival ? ci? per cui ho scelto di prendere parte al film. Il messaggio di unit?, fratellanza e di cooperare per cercare soluzioni ? molto importante e spero che la generazione futura riesca a portarlo a termine poich? la mia non sembra ci stia riuscendo molto bene. Sono sicura che riuscirete a far realizzare questo sogno, perch? gi? da questo festival riesco a vedere unione e collaborazione fra voi giovani.

Come scegli i ruoli che interpreterai? Senti una connessione con la parte che ti viene offerta o guardi pi? al messaggio?
Per prima cosa devo sentirmi connessa con il personaggio, devo sentirne la voce, mi deve parlare. Io leggo tantissimi script e li leggo sempre ponendoci molta attenzione proprio per trovare quel collegamento speciale, quella voce che sar? uno dei motivi principali per cui la sceglier?.

Sei nata in Italia: ti senti un po’ a casa qui?
Io amo l’Italia cos? tanto da aver dato a mia figlia un nome di una citt? di questo Paese. Una delle cose che amo di pi? dell’Italia sono le persone, molto aperte e socievoli, pronte a farti stare bene ovunque tu sia, ti invitano e ti invogliano proprio a stare qui e non vedevo l’ora di tornare.

In quale film che hai fatto rifiuteresti di partecipare con il senno di poi?
? davvero molto difficile da dichiarare perch? il film che mi ha regalato la peggior esperienza ? anche il pi? amato dal pubblico quindi non posso dirlo, perch? so che dispiacerebbe a molti. Non voglio parlar male, voglio rimanere positiva a riguardo. Ƞun film che mi ha molto stressata ma che mi ha insegnato un altro modo di fare il mio lavoro, ho imparato come gestire al meglio il mio tempo, soprattutto quello da dedicare alle persone che amo e mi ha anche insegnato a gestire la mia emotivit?. Non mi senti di dire che cancellerei questa esperienza dalla mia vita perch? nonostante sia stato stressante, mi ha insegnato cose nuove, mi ha fatto capire quali siano le mie priorit? e fa parte del mio percorso.

 

Quando hai capito che volevi fare l’attrice?
Mi ci ? voluto del tempo. Ho iniziato come ballerina, poi ho fatto parte del musical theatre ma avevo paura di definirmi attrice, nonostante fosse sempre stato il mio desiderio, perch? ero molto timida e insicura per quel che riguardava la mia voce e mi ci ? voluto tanto prima che questo pensiero riuscisse a prendere effettivamente forma nella mia testa. A dirla tutta credo sia effettivamente avvenuto lo scorso anno!

Il tema di questa edizione del Giffoni ? la magia: cosa ? per te?
Per me la magia nella mia vita sono quelle piccole cose quotidiane, quei momenti che passano veloci e che noi dobbiamo saper trattenere.

Ci sono stati momenti in cui hai pensato di mollare?
S?, ci sono stati un po’ di momenti in cui mi sono domandata se mi sentissi bene in ci? che stavo facendo, specialmente all’inizio perch? ci ? voluto molto tempo prima che riuscissi effettivamente a lavorare. Ho ricevuto moltissimi rifiuti e questo ti porta a metterti in discussione. Bisogna capire che a volte ? giusto fermarsi un attimo e fare il punto della situazione su come sta andando la vita, se sta andando nella direzione che vuoi tu.?? sempre una cosa molto personale: anche se agli altri sembra che tu stia avendo molto successo magari tu non sei contento.

Recitare e ballare sono entrambe forme d’arte, ma quale delle due per te ? quella pi? espressiva?
Credo che la danza sia quella che mi ha permesso veramente di essere un’attrice, di esprimere emozioni. Danzare ? raccontare qualcosa senza l’uso delle parole, ma solo con l’energia del corpo e questo ti aiuta a elaborare una performance pi? creativa e comunicativa. Recitando spero di riuscire a trasmettere ci? che l’esperienza della danza mi ha dato.

C’? un ruolo che sembra essere stato scritto per te?
Ci sono state tre parti che ho voluto interpretare assolutamente: uno di questi ? Giselle di Enchanted, Ashley di Junebug che ? un film poco conosciuto, infine il ruolo di Louise in Arrival.

Qual ? il tuo consiglio per coloro che vogliono intraprendere la carriera attoriale?
La mia prima audizione ? un ricordo terribile! Posso darvi questo consiglio: non arrendetevi mai, non prendetevela con voi stessi pi? di tanto perch? i rifiuti sono dietro l’angolo per ciascuno di noi. Dovete insistere, studiare e imparare anche dai rifiuti.

Quando hai deciso di intraprendere la carriera di attrice e da dove prendi l’ispirazione?
Volevo diventare medico, ma ho bocciato l’esame di chimica e ho capito che non ci sarei mai riuscita perch? ovviamente per diventare dottore quello ? un esame importante. Non mentir? che ? stato quando ho capito che non sarei riuscita a proseguire con la scuola che mi sono gettata sulle arti performative. Per quel che riguarda l’ispirazione che mi guida io la trovo sempre dal mondo intorno a me, dalle persone che mi circondano, da ci? che mi danno.

Qual ? la cosa pi? importante che consideri quando scegli un ruolo?
Cerco sempre ci? che il personaggio dice nel sottotesto inespresso dallo script. Se il personaggio e io riusciamo a creare una connessione profonda, lo prendo come stimolo per studiarlo pi? a fondo. Inoltre cerco sempre di prendere parte a dei film con un messaggio importante, dei contenuti che voglio portare al pubblico.

C’? un personaggio che ti ha cambiata?
Assolutamente. Interpretare un personaggio mi cambia sempre e se non sono i personaggi a portare un cambiamento in me, sicuramente lo ? stato girare il film. Ma anche e ?soprattutto avvicinarmi alle esperienze di coloro la cui storia ho poi avuto il privilegio di rappresentare sullo schermo. Parlare con queste persone e immedesimarmi in loro mi fa sempre emozionare.

Se tu potessi vedere la tua storia dall’inizio alla fine, cambieresti qualcosa?
Ci sono un paio di ragazzi con cui non uscirei! Scherzi a parte, ci sono sicuramente state cose che mi hanno fatta soffrire profondamente ma non cambierei niente perch? tutto fa parte del mio percorso che ? ci? che mi ha portata ad essere qui oggi con voi.

Cosa ne pensi del sessismo ad Hollywood?
Non credo che il sessismo esista solamente ad Hollywood: sicuramente ? un posto famoso e molti ne parlano, ma il sessismo ? ovunque. Vi racconto questo aneddoto per farvi capire come a volte certe cose accadono anche inconsapevolmente: successe che un mio collega, parlando del fatto che io volessi rifiutare un ruolo propostomi, mi disse ”Puoi semplicemente dire di no.” e io replicai ”? assurdo pensare come il tuo no sia inteso come risposta, mentre il mio no ? solamente l’inizio di una conversazione.” No non ? una conversazione, no ? una risposta. Il sessismo pu? essere abbattuto attraverso la comunicazione pi? profonda e il rispetto gli uni degli altri.

Ci sono ruoli che interpreteresti diversamente da quando li hai recitati da pi? giovane?
Certamente crescere ti fa cambiare la prospettiva su molte cose e sicuramente le parti che ho fatto un tempo adesso sarebbero completamente diverse. Enchanted, ad esempio, non riuscirei a farlo adesso perch? richiedeva molte energie, ma ora porterei altri messaggi, altri valori. Quando ero ragazza reagivo in determinati modi, ora reagisco in maniera diversa.

Crediti foto: www.giffonifilmfestival.it

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