Recensioni
Annette: recensione del musical con Adam Driver e Marion Cottilard
My Red Carpet

Annette: recensione del musical con Adam Driver e Marion Cottilard

Tags: adam driver, Annette, Marion Cotillard

Sinossi di Annette:

Henry (Adam Driver) ? un comico senza filtri. Ann (Marion Cottilard) un’attrice d’opera. I loro mondi sembrano inconciliabili, ma i due si innamorano e nasce la piccola Annette. Quando per? il successo della donna coincider? con il declino della carriera del marito, le cose prenderanno una brutta piega.

Recensione di Annette:

Leos Carax torna dopo quasi dieci anni al cinema. Lo fa a seguito di un testo filmico lapidario come Holy Motors del 2012, quei motori sacri come sacra ? la centralit? del cinema che l?autore francese analizza nella sua opera, finestra su un panorama pi? largo come quello della filmografia mondiale, sintetizzato e consegnato come ostia fatta di carne, ruggine e ingranaggi allo spettatore. Dopo aver dunque teorizzato il pensiero massimo sul cinema contemporaneo Carax sceglie di porre l?emotivit? nella sua nuova pellicola dedicandola alla figlia Nastya, donandole nel film un padre egoista e deprecabile, espressione del narcisismo che ogni uomo e regista rappresenta, che non potr? per? mai superare l?amore di un genitore per il sangue del suo sangue.

? Annette il film che il regista sceneggia sulle note della colonna sonora del gruppo degli Sparks, seconda pelle di un copione che si esprime in forma di musical, presentando come protagonisti Adam Driver e Marion Cottilard e vincendo alla 74esima edizione del Festival di Cannes il premio alla miglior regia. Genere che il cineasta prende e a cui non si piega e che anzi va adattandosi alla fisionomia artistica del suo autore, diventando l?unico modo in cui Leos Carax avrebbe potuto mai concepire un musical. Facendosi unico musical possibile per Leos Carax.

Signore e signori, benvenuti allo spettacolo

? una commistione di parole e dialoghi, ripetizioni e distaccamento dai canoni classici del modo musicale che vorticano insieme per designare la natura controversa e a volte volutamente ostica di Annette. Il distanziamento che il regista crea tra pubblico e palcoscenico, tra spettatore e suoi personaggi, affinch? la finzione rimanga sempre ben separata dalla realt? fisica per dare piena consapevolezza a chi sta guardando di non trovarsi di fronte alla rielaborazione della verit?, bens? davanti al galoppo incessante dell?immaginario.

Proprio come accadeva con Holy Motors ? infatti un prologo ad aspettare gli spettatori nel teatro filmato di Leos Carax, il quale accoglie in prima persona i suoi ospiti. Li lascia entrare dento la sala, li saluta sulla soglia, li invita a sedersi, spegnere i cellulari, concentrarsi sulla storia e non respirare. Di trattenere il fiato durante la visione, di non lasciare che un filo di voce, uno starnuto, un peto vada a disturbare la gracile e precarissima illusione che l?autore ha impostato. Un regista in prossimit? di un microfono che ha l?opportunit? diretta di appellarsi al proprio pubblico, coinvolgendo gli attori in questa processione anche in questo caso sacra, vedendoli perci? prostrarsi in ginocchio come atto servile verso gli spettatori, unici a cui il racconto di Annette ? destinato a rivolgersi.

Annette e la forma non-terrena del cinema di Leos Carax

Prostrarsi che ? quello che Carax ha sempre dimostrato nei confronti di un?arte di cui si fa intermediario fedele e, in questo modo, diventandone faro a cui riferirsi, rivoluzionario a cui guardare, visionario con una sua profezia cinematografica che lancia come un incantesimo sul panorama mondiale stregandolo completamente. Ed ? sotto l?effetto di questo sortilegio che Annette inchioda chi ? disposto a sottostare al nuovo trattato filmico del cineasta. ? rimanendone ammaliato che accetta l?insofferenza ingente che sente ribollire e che lo porta allo stremo durante la visione del musical all?inverso del regista. Quello dove la musica non ? esplicazione delle interiorit? dei personaggi, ma sottrazione dei sentimenti umani. In cui le melodie non accompagnano armoniosamente le immagini, ma vogliono stridere con queste, squartarle, porsi nei loro confronti staccate e contrarie.

? all?esasperazione che Leos Carax vuole portare il pubblico con il suo cinema, in una volont? che trafigge a pieno e tramortisce senza occasione di recupero. ? il voler insieme veder finire questo musical che risucchia come una spirale e allo stesso tempo sperare di non doverne mai uscire. ? un cinema che ha un?altra cornice, quella musicale, ma ? perfettamente in linea con il concetto cinematografico che Carax vuole portare avanti da tutta la sua carriera. Quello di opere che possono astrarsi sempre di pi? da qualsiasi concetto vero ed empirico, facendosi pura forma e pura manifestazione per un cinema che pu? cos? mostrarsi scollegato da qualsiasi struttura e da qualsiasi legame con il mondo terreno.?

Articoli recenti

strange-world-disney
Film
Roberta Panetta
Strange World – Un Mondo Misterioso: di cosa parla il nuovo film Disney di Natale?
Spirited-commedia-musicale-natalizia-Ryan-Reynolds-Will-Ferrell
Film
Roberta Panetta
Spirited, ecco la commedia musicale natalizia con Ryan Reynolds e Will Ferrell