Avvocato Ligas, il legal drama Sky Original con Luca Argentero arriva su Sky e NOW dal 6 marzo
Avvocato Ligas: il processo più difficile è quello contro se stessi
Da Dottore ad avvocato: Luca Argentero arriva su Sky e NOW dal 6 marzo con il suo Avvocato Ligas.
Affascinante, brillante, corrosivo. Ma soprattutto imprevedibile.
Con Avvocato Ligas, Sky firma il suo primo legal drama originale e porta sullo schermo un protagonista lontano dall’eroe rassicurante a cui siamo abituati. Al centro della serie, disponibile dal 6 marzo in esclusiva su Sky e in streaming su NOW, c’è Lorenzo Ligas: penalista tra i più celebri del Foro di Milano, uomo di talento straordinario e di altrettanto straordinaria capacità di autodistruzione.
A interpretarlo è Luca Argentero, che qui abbandona ogni zona di comfort per dare corpo a un personaggio magnetico e scomodo, capace di sedurre con l’intelligenza e respingere con l’arroganza, sempre in bilico tra lucidità e caos.

Genio, caduta e ripartenza
Ligas è uno di quegli avvocati che sembrano leggere la realtà qualche secondo prima degli altri. La sua mente è analitica, affilata, quasi ossessiva: un dettaglio diventa indizio, una parola si trasforma in strategia processuale. In aula è brillante, spietato, ironico quanto basta per destabilizzare l’avversario.
Eppure, quando la sua carriera sembra inattaccabile, un errore personale lo travolge. Una relazione sbagliata, uno scandalo che deflagra nel cuore dello studio legale in cui è cresciuto professionalmente, e Ligas si ritrova fuori da tutto: senza lavoro, con un matrimonio ormai logorato e una reputazione incrinata.
Quella che per chiunque altro sarebbe una fine, per lui diventa una nuova sfida. Ricomincia difendendo chi nessuno vuole difendere: le “pecore nere”, i clienti scomodi, i casi moralmente ambigui che mettono in discussione l’idea stessa di giustizia.
La giustizia nelle zone grigie
Ogni episodio ruota attorno a un caso diverso, ma il cuore della serie non è soltanto il processo. È la domanda che lo attraversa: dove finisce la colpa e dove comincia la verità?
Ligas non difende per simpatia né per convenienza. Difende perché crede che la legge non sia un tribunale morale, ma uno strumento per accertare i fatti. Anche quando questi fatti disturbano, dividono, irritano.
Il suo confronto con il pubblico ministero Anna Maria Pastori — rigorosa, metodica, eticamente distante da lui — diventa lo specchio di due visioni opposte ma complementari della giustizia. E mentre in aula si combatte con codici e prove, fuori Ligas deve affrontare il terreno più fragile: il rapporto con l’ex moglie Patrizia e, soprattutto, con la figlia Laura, unico punto fermo in un’esistenza che tende costantemente a deragliare.

Milano, elegante e spietata
La serie racconta una Milano lontana dai cliché, elegante ma mai cartolina, fatta di tribunali monumentali, hotel raffinati, locali notturni e quartieri in trasformazione. Una città che affascina e insieme isola, proprio come il suo protagonista.
La regia accompagna questo dualismo con uno stile che alterna rigore e sbilanciamento, luci morbide e atmosfere più vibranti, restituendo visivamente il conflitto interiore di Ligas. Perché il vero caso da risolvere, prima ancora di quelli in aula, è lui stesso: un uomo che conosce alla perfezione le regole del processo, ma fatica a rispettare quelle della propria vita.


































