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Baymax! La Serie, recensione: tra le cose migliori mai viste su Disney+

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L?attenzione alle novit? ha un?origine direi biologica, perch? aiuta a sopravvivere, ma il nostro cervello ? attratto dalle novit? anche quando siamo perfettamente al sicuro. ? come se fossimo costruiti per essere sorpresi. E infatti tutti noi cerchiamo attivamente le sorprese attraverso la lettura, andando al cinema, guardando una serie tv, scoprendo nuovi locali, raccontandoci barzellette, sognando posti esotici per le vacanze. Parlare di sorpresa non ? un caso se in questa sede andremo ad analizzare Baymax!, nuovo prodotto seriale disponibile dal 29 giugno su Disney+.

L?arte – in questo caso l’animazione – riesce a essere stimolante, a emozionare, solo se sorprende. E dopo i territori ormai ampiamente esplorati dei reboot, remake e spin-off, sorprendersi non ? poi cos? scontato.

Opera derivativa che arriva dopo il successo del film Big Hero 6, la nuovissima serie di avventure nel campo dell?assistenza medica (e azzarderei psicologica) ? ambientata nella fantastica citt? di San Fransokyo, dove l?affabile, gonfiabile e inimitabile robot sanitario Baymax far? ci? per cui ? stato programmato: aiutare gli altri.

Si torna a San Fransokyo

Diluita in 6 episodi (un numero non casuale), che sono vere e proprie pillole formative, Baymax! dispone gli elementi narrativi senza farne mistero, giocando ancora, come nel film da cui prende ispirazione, con la quantit? di colori, luci e suoni che getta in faccia allo spettatore. L?eterocromia della serie ? rappresentata dal gruppo di persone (pi? un gatto) incredibilmente normali con cui il nostro operatore sanitario avr? a che fare, cos? diversi dall’essere eroi con le proprie ansie, paure, insicurezze e dolori; ma anche dalla citt? di San Fransokyo. Il nome ? un geniale gioco di parole tra San Francisco e Tokyo ? mischia con efficacia l?architettura vittoriana della California con l?estetica orientale, creando strati continui di scenografia, e donando quell?intensit? propria di Big Hero 6.

Il valore di un consiglio

Come in Big Hero 6, di giapponese c?? tanto nel design dei personaggi: Baymax si impone sulla scena grazie alle interazioni tecnologiche con i protagonisti di ogni singolo episodio. E in questo fantacast c’? spazio per persone di ogni et?, colore, inclinazione e forma fisica.

Oltre all?elemento tecnologico, ? quello umano e psicologico a colpire: nella baraonda di eventi e colori, la lezione della serie ? che dobbiamo accettare i cambiamenti del nostro corpo, dobbiamo lasciarci aiutare, dobbiamo fidarci e dobbiamo saper delegare.

Baymax ? l’anima Disney dello show, vero catalizzatore dei valori della casa di Topolino: ? un’icona della semplicit?, della bont? e dello humor diretto, anti-intellettuale, in un esercizio di animazione eccelsa. La sua ingenuit? non pu? risolvere da sola i problemi della vita, ma pu? forgiare l’animo nobile delle persone e dell’animale che incontrer?, a patto che ne comprendano i valori di altruismo e gioco di squadra.

Una serie tanto breve quanto sorprendente che naviga a vele spiegate verso quell’attenzione alle istanze delle minoranze e del mondo progressista in generale. Una serie in cui non solo vedremo un amore LGBTQ+ nascere, ma in cui un intero episodio ? dedicato al primo ciclo mestruale di una giovane ragazza.

Alla domanda che pone sempre Baymax ai suoi “pazienti”- “Da 1 a 10, come valuti il tuo dolore?” – risponderei: di dolore nemmeno l’ombra, solo grande soddisfazione per il cambiamento ormai palese davanti ai nostri occhi.

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