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Black Panther Wakanda Forever
Eros Momo Soffritti

Black Panther: Wakanda Forever, un viaggio emotivo per ognuno di noi

Tags: black panther wakanda forever, wakanda forever
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Eros Momo Soffritti

Black Panther: Wakanda Forever, un viaggio emotivo per ognuno di noi

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Non esiste dolore peggiore di quello che non parla: a raccontare l’elaborazione del lutto ci pensa il nuovo film Marvel Black Panther: Wakanda Forever.

Che cos’è un cinecomic? Un’avventura, un viaggio in un mondo fatto di cattivi e di eroi dove è possibile estraniarsi dalla quotidianità e vedere il bene vincere contro il male. Un enorme lunapark pieno di luci e storie incredibili. Una semplice operazione commerciale dove grandi e piccini possono staccare dal peso della quotidianità e rilassarsi per qualche ora. Tutto verissimo, ma non solo. Spesso i cinecomic, così come i fumetti, sono in grado di darci altro, dietro la superficie colorata e divertente si cela un messaggio, un racconto del quotidiano, un’analisi.

Black Panther: Wakanda Forever è tutto questo. Una storia narrata tra creature sorprendenti, momenti di azione e divertimento, ma c’è dell’altro. C’è un enorme viaggio, un viaggio lungo, complesso, provante. Un viaggio che inizia con una fine, l’addio al grande sovrano protagonista della prima pellicola, il Black Panther di Chadwick Boseman.

Un lutto che colpisce con forza tutti i personaggi, in particolare la giovane e geniale Shuri.

Un vuoto, un’assenza che sarà “presente” per tutta la pellicola così come le grandi figure sanno essere.

Nessuno sparisce nel nulla, maggiore è la grandezza di chi lascia la vita terrena, più grande è il vuoto che lascia a chi gli era vicino. Insieme a Shuri percorriamo l’ultimo viaggio di Black Panther, tra il rumore della cerimonia tradizionale ed il silenzio interiore di chi sta vivendo il lutto. Il silenzio, lo stordimento, ciò che rimane dopo una perdita, a prescindere da ciò che ci circonda, a prescindere da ciò che facciamo. Ogni persona ha un rifugio, un luogo sicuro in cui chiude sé stesso quando si percepisce l’assenza, quando il castello che ci siamo costruiti nel nostro io crolla, ma oltre quel rifugio, all’esterno di quella corazza, la vita continua e trovare la forza di andare avanti è l’unica via. In Black Panther: Wakanda Forever il tempo passa e le vicende si susseguono, ma quel silenzio non lascia mai la narrazione. Una serie di eventi che percorre l’animo dei personaggi mostrando le varie tappe del viaggio interiore che, nostro malgrado, un po’ tutti siamo chiamati a vivere.

Black Panther Wakanda Forever
Credits: Walt Disney Studios Motion Pictures

Certo, non molti di noi hanno la responsabilità del destino del mondo o, forse, è meglio dire, non molti di noi ricoprono ruoli di potere e di grande responsabilità come un regnante o un supereroe, ma tutti siamo artefici del destino del nostro mondo, di quel microcosmo nel macrocosmo che rappresenta ogni singolo individuo.

Black Panther: Wakanda Forever mostra più aspetti del percorso di elaborazione tra tradizione e modernità, tra ciò che si prova e ciò che realmente si è. Perché nessuno è il dolore che prova, anche quando questo è immenso, e ciascuno è chiamato e decidere cosa si vuole essere alla fine del viaggio fondendo il cuore, la mente e l’esperienza. Un percorso che è giusto abbia una fine, non per il cuore né per la memoria ma per l’anima.

Forse la forza di un cinecomic è solo quella di intrattenere ma per alcuni può essere qualcosa di più, una valida motivazione per sedersi accanto a un falò con le lacrime agli occhi, pensando a ciò che è stato, con la volontà di andare avanti mostrando ciò che siamo diventati, grazie anche a quel silenzio.

WAKANDA FOREVER.

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