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Boris 4
Martina Barone

Boris 4: 5 motivi per stare tranquilli, la nuova stagione fa davvero ridere

Tags: boris, Boris 4, disney
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Boris 4: 5 motivi per stare tranquilli, la nuova stagione fa davvero ridere

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Dalla Vita di Gesù a omaggi che commuovono: Boris 4 è una garanzia

Dai dai dai che Boris è tornato! Dal 26 ottobre sulla piattaforma di Disney Plus, nella categoria degli originali Star, comparirà la quarta stagione di uno dei prodotti più amati del panorama italiano e che dopo più di dieci anni di fermo decide di fare contenti i suoi numerosissimi fan tornando sullo schermo (di un computer magari) con una nuova storia. I personaggi sono gli stessi, le caratterizzazioni anche, ma come era prevedibile ci saranno diversi cambiamenti rispetto a come avevamo lasciato René Ferretti e la sua crew dopo Boris – Il film. Il divertimento, però, è certificato e vi possiamo perciò dare 5 motivi per cui rilassarvi e rassicurandovi sul perché non ne rimarrete delusi.

1) Disney Plus e l’ingombrate presenza della piattaforma

Rispetto alla produzione delle prime tre stagioni, con la quarta gli sceneggiatori Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo – di cui faceva originariamente parte il prematuramente scomparso Mattia Torre – si rapportano al mondo delle piattaforme. La serie stessa viene affidata a Disney Plus e il timore è che questo avrebbe inibito il tema della stagione: la presa in giro sulla maniera di oggi di realizzare sceneggiati a episodi per piattaforme streaming. Un timore però che non sussiste e ciò si capisce fin dalle prime puntate. L’algoritmo, quell’entità astratta che dovrebbe saper indicare quali progetti sono i più appetibili per uno sviluppo, viene da subito interpellato e sbeffeggiato, come le dirigenze delle alte sfere che cercano la teen story e l’inclusività, entrambi in maniera forzata. È Francesco Pannofino stesso a tranquillizzare gli animi, attore storico del “genio” René Ferretti: “La furbizia di Disney Plus è stata proprio quella di non intromettersi. Boris doveva mantenere il proprio graffio, altrimenti non sarebbe stata più Boris”.

2) La serie che attendevamo: Vita di Gesù

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Credits: Disney+

È un colpo, lo sappiamo, ma è arrivato il momento di mettere da parte Gli occhi del cuore per dedicarsi a un nuovo racconto che conquisterà il pubblico: Vita di Gesù. La storia narrerà del percorso del Messia, ma soprattutto la racconterà inserendo quegli elementi imprescindibili per l’algoritmo prima citato, rivisitando la narrazione a proprio modo. A interpretare il ruolo del protagonista non può essere altro se non Stanis La Rochelle, diventato anche produttore. Un Gesù leggermente più grande rispetto ai trentatré anni, come spiega Pietro Sermonti: “Stanis segue delle teorie moderne che vogliono Gesù essere arrivato fino a cinquant’anni. E così è nella sua serie. E devo dire, usare la parrucca come espediente comico è stata una delle cose più divertente della mia carriera”. 

3) Corinna, la nostra Vergine Maria

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Credits: Disney+

Non può esserci Gesù senza Maria. E se Stanis impersona il salvatore, sua moglie Corinna è la Vergine Maria. Avete letto bene, Corinna e Stanis sono convogliati a nozze. I due hanno aperto anche una casa di produzione, che è stato un po’ l’inizio dei problemi nella coppia. La cosa più esilarante di questo rapporto tra i personaggi? Lo rivela l’attrice Carolina Crescentini: “La cosa più divertente è che i due saranno anche sposati, ma provano l’uno per l’altra ancora le stesse antipatie delle stagioni precedenti”.

4) Biascica e il codice di comportamento

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Credits: Disney+

Dovendo seguire la contemporaneità i membri del set di Vita di Gesù devono rispettare un codice di comportamento che viene imposto loro dalla produzione e a cui dovranno strettamente attenersi. La crew dovrà rispettare le desinenze di genere, non potrà esercitare nonnismo sui nuovi arrivati e dovrà cercare di evitare sproloqui. Una situazione davvero stressante per Biascica, il capo elettricista di Paolo Calabresi, che già dalle prime puntate regalerà vere perle di comicità. “Biascica ancora non ha capito bene cos’è una piattaforma” confessa Calabresi sul personaggio “Pensa sia una forma geometrica”.

5) Una stagione di qualità?

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Credits: Disney+

Sempre più spazio sembrano assumere i tre sceneggiatori di Boris, che vanno subito definendo la qualità di Vita di Gesù, lavorando sulla sceneggiatura e esercitando i vari trucchetti di scrittura che conoscono bene, come il “Lo dimo” (traduzione da dialetto romano a italiano: “lo diciamo”), ossia la tecnica collaudata dai fratelli Vanzina per cui, quando non si avevano abbastanza soldi per realizzare scene troppo costose, le facevano raccontare dai personaggi per risparmiare sui costi. Ma oltre alla loro presenza è una non-presenza a caratterizzare il trio. Pur tornando tutti e tre (Valerio Aprea, Andrea Sartoretti e Massimo De Lorenzo), uno dei componenti viene rappresentato come spirito con cui gli altri due comunicano, in un omaggio all’amico e creatore Mattia Torre. 

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