Emerald Fennell reinventa Cime Tempestose: Margot Robbie e Jacob Elordi protagonisti di una versione audace e oscura. Ecco cosa rivela il nuovo trailer.
Non è un caso se Emerald Fennell mette il titolo tra virgolette: “Cime Tempestose”. Una scelta grafica che è già una dichiarazione d’intenti. Come a dirci: non aspettatevi la vostra Brontë. Quella storia selvaggia e devastante che tutti crediamo di conoscere sta per essere ribaltata, ingigantita, riformulata secondo la sensibilità dell’autrice di Promising Young Woman e della provocazione gotico-sensuale di Saltburn.
E il trailer, uscito oggi, non lascia spazio ai dubbi: siamo davanti a una reinterpretazione audace, viscerale, e potenzialmente divisiva. In una parola: fenomenale.
Fennell + Brontë = un terremoto emotivo annunciato
Accostare Emerald Fennell a Emily Brontë significa far collidere due universi che condividono un DNA comune: l’ossessione. Fennell ha costruito la sua carriera raccontando desideri incontrollabili, relazioni tossiche, affascinanti vortici di autodistruzione.
Cime Tempestose non è altro che la madre di tutte le storie tossiche. Un romanzo che vive di estremi, di desideri brutali, di amori non romantici ma febbrili, storti, impossibili da contenere.
Fennell non poteva trovare un materiale più affine al suo immaginario. E viceversa.
Margot Robbie e Jacob Elordi: Cathy e Heathcliff come non li abbiamo mai visti
La scelta del cast è un colpo da maestro. Margot Robbie, in un ruolo che promette di portarla lontanissima dalla sua immagine glamour, diventa una Cathy scarnificata, istintiva, dominata da un desiderio che non la salva ma la brucia. Jacob Elordi, dopo l’onda lunga di Saltburn, presta il suo magnetismo inquieto a un Heathcliff che sembra nato per lui: silenzioso, pericoloso, impossibile da incasellare.
La coppia funziona già nel trailer: tensione, potere, attrazione, repulsione. Niente di romantico. Tutto tremendamente umano.
Un team da Oscar dietro una visione radicale
Fennell non è sola in questa impresa titanica. Con lei tornano diversi tra i suoi collaboratori abituali, a partire da Linus Sandgren, direttore della fotografia premio Oscar (e autore delle immagini più seducenti di Saltburn).
A completare l’atmosfera:
- la scenografa Suzie Davies,
- la montatrice Victoria Boydell,
- la casting director Kharmel Cochrane,
- la costumista Jacqueline Durran, premiata con Oscar e BAFTA,
- il compositore Anthony Willis.
In più, una sorpresa pop: le canzoni originali di Charli XCX, che faranno vibrare questa storia ottocentesca come non l’abbiamo mai sentita.
Il risultato? Un gotico moderno, affilato, sensuale, che restituisce a Cime Tempestose la sua natura di racconto radicale, e non quella lettura edulcorata in cui la cultura pop lo ha trasformato.
Perché proprio “Cime Tempestose” ora?
La scelta non è casuale. Negli ultimi anni la cultura audiovisiva ha riscoperto il piacere del melodramma estremo, del desiderio che consuma, dei personaggi moralmente complessi. Saltburn è stato un campanello d’allarme: il pubblico vuole storie disturbanti, che non chiedono scusa.
Cime Tempestose è il romanzo senza scuse.
E Fennell è la regista perfetta per restituirgli la sua violenza emotiva.
In un panorama cinematografico spesso dominato da reboot e remake rassicuranti, questa operazione è l’opposto: un adattamento che vuole disturbare, sfidare, riaprire ferite. Non la “bella storia d’amore” che ogni tanto viene spacciata. Ma una spirale di ossessione che non ci lascerà indenni.
Un fenomeno già annunciato
Il solo trailer ha infiammato i social.
Margot Robbie e Jacob Elordi sono due nomi magnetici per Gen Z e Millennial; Emerald Fennell è ormai sinonimo di cult immediato; il romanzo è un classico amatissimo e temuto.
Tutti gli ingredienti per farne un fenomeno culturale ci sono già.
E mentre l’eco di Saltburn è ancora viva, Fennell si prepara a spingersi ancora oltre, dentro la tempesta emotiva più celebre di sempre.
“CIME TEMPESTOSE” arriverà nelle sale italiane il 12 febbraio 2026, distribuito da Warner Bros. Pictures, ma la conversazione attorno a questo film è già cominciata. E non si fermerà presto.
































