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Come d’Incanto: perché rivedere il film con Amy Adams in attesa del sequel?
Roberta Panetta

Come d'Incanto: perché rivedere il film con Amy Adams in attesa del sequel?

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Roberta Panetta

Come d'Incanto: perché rivedere il film con Amy Adams in attesa del sequel?

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Nell’attesa di vedere Come per Disincanto – E vissero infelici e scontenti, parliamo di Come d’Incanto. Perché rivederlo?

Come per Disincanto – E vissero infelici e scontenti debutterà il 18 novembre in esclusiva sulla piattaforma Disney+. L’atteso sequel di Come d’incanto riunisce i membri del cast originale Amy Adams, Patrick Dempsey, Idina Menzel e James Marsden, oltre ai nuovi ingressi di Maya Rudolph, Gabriella Baldacchino, Yvette Nicole Brown e Jayma Mays. Il film è diretto da Adam Shankman e include nuove canzoni di Alan Menken e Stephen Schwartz. Grande è l’attesa per i fan del primo film, di cui è sempre un piacere parlare. Scopriamo infatti insieme quali solo i motivi che lo rendono di fatto un cult Disney.

Come d’incanto, una rivoluzione o un omaggio?

Nel magico regno di Andalasia, la splendida principessa Giselle vive in un mondo di disegni animati, apoteosi della fiaba disneyana, corteggiata dal bel principe Edward. Purtroppo la crudele regina Narissa è invidiosa di lei, così la spedisce in un’altra dimensione… la nostra! Divenuta umana e piombata a New York, Giselle (Amy Adams) è del tutto spaesata e si piazza in casa di un avvocato divorzista disilluso, Robert (Patrick Dempsey).

La maggior parte del pubblico ha notato l’aggiornamento delle principesse Disney solo con Frozen – Il regno di ghiaccio (2013) e poco dopo Maleficent (2014), però il processo di evoluzione era cominciato diversi anni prima. Il primo tassello di questa rivoluzione è proprio questo Come d’incanto, diretto da Kevin Lima, girato dal vero con sezioni in animazione: Lima era in grado di gestire entrambe le forme filmiche, avendo firmato opere come In viaggio con Pippo e Tarzan, ma ancheil live action La carica dei 102.

Ciò che stupiva di Come d’incanto era il lavoro sottile sulle dinamiche narrative: trasportare la fiaba e la voglia di sorrisi made in Disney in un contesto freddo e moderno aveva una conseguenza molto interessante. Invece di parteggiare apertamente per la visione ingenua disneyana in contrasto con la modernità, gli autori lasciarono che i due mondi si contaminassero a vicenda, unendo rivoluzione e omaggio alla storia della Casa di Topolino.

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Photo Credits: Disney

La fusione tra fiaba e metropoli

Uno degli aspetti più memorabili e apprezzabili del film è la credibilità di certe scene e atteggiamenti: se i personaggi Disney vivessero nel nostro mondo (e qui va citata anche la serie tv ABC C’era una volta…), con le loro maniere grandiose, gli abiti pomposi e la mania di cantare ogni volta che si presenta l’occasione, si comporterebbero esattamente come Edward, che assale un autobus perché lo crede un mostro e sfreccia sui tetti delle auto di New York per trovare Giselle. O ancora, la stessa principessa per le pulizie di casa chiamerebbe a raccolta gli animali della città, ma al posto di deliziosi scoiattoli e uccellini, arriverebbero topi, piccioni e scarafaggi…la fauna ideale di una metropoli, insomma. Il film riesce quindi, in maniera geniale e composta, a mescolare la fantasia e la realtà, unendo la tradizione Disney e tutti gli stereotipi legati ai suoi personaggi con la modernità del nostro mondo.

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Photo Credits: Disney

I costumi e le canzoni CineChic di Come d’Incanto

Impossibile negarlo, i film Disney hanno delle colonne sonore e canzoni meravigliosamente belle! Soprattutto, se a curare la parte musicale ci sono persone come Alan Menken e Stephen Schwartz. Le canzoni originali come So close e Ever Ever After (in italiano ci sono le voci di Luca Velletri e Giulia Ottonello) sono tra le più belle mai realizzate, per non parlare delle coreografie che coinvolgono i personaggi. In Dille che l’ami sono coinvolti personaggi reali in uno dei parchi più grandi e belli di New York, Central Park, come poche volte era stato realizzato dal vivo, sullo stile dei musical di Broadway.

Per non parlare dei costumi! Quello della regina Nerissa (i cui colori richiamano Malefica) è una meraviglia del male, così come gli abiti principeschi che Giselle realizza…dalle tende di Robert!

E se non è CineChic questo film, allora quale?

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