Disney tra grandi ritorni e nuove scommesse: la strategia che ridisegna il futuro della Company
Il D23 2026 non è soltanto una gigantesca vetrina di titoli, sequel e ritorni eccellenti. Da Frozen 3 ad Avengers: Doomsday, passando per Coco 2, il nuovo film degli X-Men, Ahsoka e le produzioni originali Disney e Pixar, lo showcase di Anaheim ha raccontato soprattutto la strategia con cui The Walt Disney Company intende costruire i prossimi anni. E, questa volta, accanto alla nostalgia sembra esserci anche una ritrovata voglia di guardare avanti.
Ci sono eventi in cui gli annunci contano più dello spettacolo che li circonda e altri in cui è proprio la dimensione dell’evento a raccontare qualcosa dell’azienda che lo organizza. Il D23: The Ultimate Disney Fan Event appartiene decisamente alla seconda categoria.
All’Honda Center di Anaheim, davanti a un’arena sold out, Disney ha dispiegato praticamente tutto il peso dei propri universi narrativi: Walt Disney Animation Studios, Pixar, Marvel Studios, Lucasfilm, Disney+, 20th Century Studios e television. Una dimostrazione muscolare, certamente, ma anche la fotografia di una Company che sembra voler ribadire un concetto molto preciso: Disney oggi non è semplicemente uno studio cinematografico, ma un ecosistema di storie e personaggi che attraversa generazioni e linguaggi differenti.
Ed è forse questa la chiave più interessante con cui leggere gli annunci del D23 2026. Perché dietro la quantità impressionante di titoli presentati si intravede un tentativo di trovare un equilibrio fra franchise rassicuranti, grandi ritorni e nuove proprietà intellettuali.
Disney Animation tra Frozen 3 e il bisogno di nuove storie
È difficile immaginare una chiusura più simbolica di quella affidata a Frozen 3.
Kristen Bell e Idina Menzel sono tornate nei panni – almeno vocalmente – di Anna ed Elsa, mentre Josh Gad ha regalato al pubblico una nuova canzone di Olaf. Ma la vera sorpresa è arrivata dal materiale animato mostrato durante la serata: Anna, Elsa, Kristoff, Olaf e Sven torneranno insieme, mentre sulla loro strada comparirà una nuova antagonista dotata di poteri apparentemente paragonabili a quelli di Elsa.
È un dettaglio tutt’altro che secondario. Elsa è sempre stata un’anomalia nell’universo di Frozen: una protagonista il cui potere non ha mai avuto un vero equivalente. Introdurre qualcuno capace di confrontarsi con lei sullo stesso piano significa potenzialmente spostare il conflitto verso territori nuovi, soprattutto dopo un secondo capitolo che aveva già ampliato enormemente la mitologia di Arendelle.
Il film arriverà negli Stati Uniti il 24 novembre 2027 e vedrà Jennifer Lee tornare alla regia insieme a Trent Correy. Ma Frozen 3 non è l’unica carta sul tavolo.
Disney Animation ha ufficializzato anche Zootropolis 3, già nelle prime fasi di sviluppo, e soprattutto ha presentato Clay, nuovo progetto originale ambientato in una foresta magica e costruito intorno all’improbabile rapporto tra Flip e una piccola creatura d’argilla chiamata Mushy. Accanto a questo prosegue il percorso di Hexe: Il Regno delle Streghe, fantasy originale che punta su magia, creature insolite e una villain, Regina Celeste, doppiata in originale da Jodie Foster.
Ed è proprio la presenza di questi originali a essere importante: Disney sa benissimo quanto valgano Frozen e Zootropolis, ma sa anche che nessun catalogo può vivere eternamente soltanto di sequel.
Pixar riscopre il passato, ma prova anche a inventare il futuro
Lo stesso equilibrio emerge con ancora maggiore evidenza guardando a Pixar.
Da una parte abbiamo Gli Incredibili 3, previsto per il 2028, e Coco 2, che riporterà Miguel nella Terra dei Morti nel novembre 2029. Il primo concept mostrato al D23 lo presenta ormai adolescente e la conferma del ritorno di Ernesto de la Cruz apre interrogativi piuttosto interessanti su come Pixar intenda recuperare un personaggio la cui storia sembrava essersi conclusa in maniera decisamente definitiva nel primo film.
Dall’altra, però, ci sono progetti come Ghost Market e Gatto.
Il primo parte da un’idea meravigliosamente pixariana: un mercato nascosto alle Hawaii nel quale vengono serviti pasti agli spiriti rimasti sospesi tra la vita e la morte. Il secondo porta invece la firma di Enrico Casarosa, già regista di Luca, e ci conduce tra i canali di Venezia seguendo Nero, gatto nero coinvolto addirittura nella criminalità organizzata felina della città.
Sono due progetti che, almeno sulla carta, ricordano perché Pixar è diventata Pixar: prendere un’idea apparentemente bizzarra e utilizzarla per raccontare qualcosa di estremamente umano.

Marvel: Doomsday è il centro di gravità del nuovo MCU
Poi c’è naturalmente Marvel Studios, dove il peso dell’attesa ha un nome preciso: Avengers: Doomsday.
Kevin Feige ha portato sul palco Robert Downey Jr., Chris Evans e Hayley Atwell per presentare nuovo materiale del film diretto dai fratelli Russo, in arrivo nelle sale italiane il 16 dicembre 2026. Il punto interessante, però, va oltre l’impressionante quantità di nomi coinvolti.
La sinossi parla infatti apertamente di eroi provenienti da tre universi distinti destinati a entrare in rotta di collisione. Dopo anni in cui il Multiverso è stato introdotto, esplorato e talvolta persino abusato come espediente narrativo, Doomsday sembra destinato a trasformarlo finalmente nel cuore di un conflitto dalle conseguenze concrete. E la presenza di Robert Downey Jr. come Victor von Doom resta inevitabilmente l’elemento più affascinante – e rischioso – dell’intera operazione.
Ma il futuro Marvel non passa soltanto dagli Avengers. VisionQuest arriverà su Disney+ nell’ottobre 2026 e chiuderà idealmente la trilogia iniziata con WandaVision e proseguita con Agatha All Along. Visione dovrà confrontarsi con le intelligenze artificiali presenti nella propria programmazione, compreso un ritorno che i fan aspettavano da tempo: Ultron, ancora una volta interpretato da James Spader.
Ancora più significativo è ciò che accadrà dopo. Marvel ha infatti iniziato a scoprire le carte sul nuovo X-Men cinematografico, affidato alla regia di Jake Schreier. Sadie Sink sarà Jean Grey, Kit Connor interpreterà Scott Summers, Christopher Abbott sarà Charles Xavier, Samara Weaving Emma Frost, Inde Navarrette Rogue e Maya Boyd Storm. L’uscita americana è fissata al 5 maggio 2028.
Non è più, quindi, una questione di chiedersi quando gli X-Men entreranno davvero nel MCU. Quel momento ha finalmente una data.
Star Wars riparte da Ahsoka e guarda al cinema con Starfighter
Anche Lucasfilm sembra voler procedere su due binari.
La seconda stagione di Ahsoka, in arrivo nel gennaio 2027 su Disney+, continuerà lo scontro con il Grand’Ammiraglio Thrawn e soprattutto il viaggio interiore della protagonista rispetto al significato stesso dell’essere una Jedi. Il ritorno di Hayden Christensen continua inoltre a mantenere vivo quel legame emotivo con Anakin Skywalker che è diventato uno degli elementi più potenti della serie.
Sul fronte cinematografico, invece, gli occhi sono puntati su Star Wars: Starfighter di Shawn Levy, con Ryan Gosling protagonista. La storia ruoterà attorno a un cinico fuorilegge trascinato in un’avventura legata al proprio misterioso passato: una premessa volutamente classica, quasi da western spaziale, che potrebbe offrire a Star Wars l’occasione di allontanarsi almeno parzialmente dai personaggi e dalle dinamiche della saga degli Skywalker.

Il vero messaggio del D23 2026
Tra Lilo & Stitch 2, il live-action di Rapunzel con Kathryn Hahn nei panni di Madre Gothel, il ritorno di Oswald the Lucky Rabbit in una nuova serie Disney+, Bluey – Il Film, Kingdom Hearts e persino un nuovo capitolo de L’Era Glaciale, sarebbe semplicissimo leggere il D23 2026 come l’ennesima celebrazione della proprietà intellettuale.
E in parte lo è. Disney conosce perfettamente la forza della nostalgia e continua a utilizzarla come uno dei pilastri della propria strategia.
Ma fermarsi a questo significherebbe perdere la parte più interessante dello showcase. Accanto ai sequel ci sono Clay, Ghost Market, Gatto, Hexe e nuove direzioni per universi che sembravano aver già raccontato moltissimo. Persino il recupero di Oswald, personaggio creato da Walt Disney quasi un secolo fa, assume un significato particolare: tornare alle proprie origini non necessariamente per restare nel passato, ma per reinterpretarle.
Il D23 resta prima di tutto una gigantesca festa costruita per chi ama questi mondi. E chi segue Disney da anni sa bene quanto sia facile lasciarsi conquistare quando sullo stesso palco compaiono Elsa, gli Avengers, gli X-Men o i protagonisti di Star Wars.
La vera sfida inizierà però quando si spegneranno le luci dell’Honda Center.
Perché Disney possiede personaggi che appartengono ormai all’immaginario collettivo. Il futuro della Company dipenderà dalla capacità di non limitarsi a ricordarci quanto li abbiamo amati, ma di darci nuove ragioni per amarli ancora.
E, forse ancora più importante, di creare i personaggi che ameremo domani.


































