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Da Sanpa e Veleno: le docuserie in Italia lasciano decidere allo spettatore
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Da Sanpa e Veleno: le docuserie in Italia lasciano decidere allo spettatore

Tags: Amazon Prime, Sanpa, Veleno

Dopo Sanpa?anche Veleno?riporta un fatto di cronaca che ha scombussolato l’opinione pubblica, portando il pubblico alle proprie conclusioni

Nella prima parte di questo 2021 la serialit? ci ha offerto uno sguardo che si ? posto ad indagare sulla nostra storia tutta italiana, figlia di clamori e processi che si sono rivitalizzati pian piano e che hanno mostrato quanto la verit? sia sempre uno specchio in cui possono andarsi a riflettere due facce spesso equidistanti. Ad apertura dell?anno ? stata la storia di Sanpa a riportare sotto accusa o, al medesimo tempo, a scagionare i metodi di approccio terapeutico del ?santone? Vincenzo Muccioli. Quella ?figura controversa? che ha distinto il percorso intrapreso dai giovani tossicodipendenti di San Patrignano, su cui ? stata assemblata una docuserie interrogativa che lasciava trarre allo spettatore le proprie conclusioni.

Un percorso del tutto simile ? quello che sceglie di battere il prodotto in cinque puntate di Amazon Prime Veleno, che prendendo dall?omonimo podcast del giornalista Pablo Trincia delinea un?investigazione revisionata e ripresa da Hugo Berkeley ad ampliamento del caso dei diavoli della Bassa modenese. Una versione audio monca quella dell?inchiesta ad episodi del quadro descritto da Trincia, su testi composti assieme a Alessia Rafanelli. Priva di un arto fondamentale per il suo funzionamento, inserito e aggiustato nella serie con i racconti e le dichiarazioni di quei bambini (forse) abusati diventati ora adulti e decisi ad essere intervistati.

La narrativizzazione di Sanpa e Veleno

La possibilit? del podcast ? stata quella di riportare l?attenzione su di un caso di cronaca come la presunta setta satanista del nord Italia di fine anni Novanta, che dal 2017 ha cominciato a espandersi come una macchia d?olio per allargarsi e includere sempre pi? verit? – quelle dei soli, dei singoli, degli accusati e degli accusatori. Ma, proprio come quegli anni tra il 1997 e il 1998, proprio come la confusione dilagante di un tempo che seppur pi? distesa miete comunque le proprie indecisioni, Veleno stesso non pu? attestarsi su nessuna certezza, presunta o assoluta. Su nessuna condanna, nessuna intenzione. Su nessuna discolpa dei coinvolti. Ed ? ancora davanti all?ambiguit? che una serie, dopo Sanpa, vuole porci, posizionando lo spettatore seduto in prima fila ad osservare attentamente i fatti e a estrapolarne cos? le proprie ipotesi.

Una maniera ricorrente di presentare gli eventi che in Sanpa e Veleno incontra il gusto della messinscena. Quella della ricostruzione nel lavoro di Berkeley, ma ancor pi? della narrativizzazione ingente in entrambe le operazioni, che fa dei fatti drammatici tratti dal vero un racconto fluido e sviscerato come i tempi cadenzati di un racconto. La costruzione delle puntate, che poi si estende a quella della messa in comunione di tutti gli episodi, cattura l?interesse del pubblico non solamente per le nefandezze che i materiali possono tirare fuori, ma per una capacit? quasi da racconto orale di afferrare l?attenzione dello spettatore e condurlo non ad una romanticizzazione della storia, ma ad una sua esposizione accattivante e suddivisa per svolte e colpi di scena.?

Docuserie che parlano direttamente allo spettatore

Un modo di scrittura che, se appartiene ai racconti finzionali, Sanpa e Veleno applicano al proprio scheletro espositivo, che non pu? certo avvalersi di atti e verdetti non conformi alla realt? avvenuta, ma non circoscrivono la storia italiana solamente ai fatti di cui si ? a conoscenza, trasformandoli bens? in tragiche parabole della propria societ? e cultura. Non spettacolarizzando, ma togliendo le rigide barriere di avvenimenti descritti solamente attraverso le prime pagine e gli inserti di giornale, la docuserie in ottica nostrana si ? focalizzata sull?esposizione di dichiarazioni e documenti elaborati insieme alla forte intenzione di re-indirizzarli verso il medium audiovisivo. Una trovata per mettere al corrente e rivivere, per conoscere e ricordare; per una duplicit? che denota il proprio contenuto tutto lasciato al giudizio dello spettatore.

Sanpa e Veleno scuotono perch? a scioccare, sbalordire, inquietare sono le rivelazioni che lanciano e che, soprattutto, siamo noi stessi a dover soppesare. A dover filtrare, a dover plasmare il nostro stesso pensiero, prendendo dal banchetto che gli autori ci mettono davanti, consapevoli che ognuno ne uscir? con una portata differente. ? una visione attiva quella di fronte a cui ci pongono le due docuserie. Liminali, fredde al punto giusto, bilanciate anche l? dove la tentazione di condurre a proprio discernimento ? tanta. Ma il pubblico ? pi? centrale che mai. ? presente, ? direttamente a lui che le storie si rivolgono, senza stabilire quasi un intermediario. E, per quanto se ne possa uscire scombussolati, ? con personale lucidit? che si devono formulare le proprie idee. Due docuserie che, col potere della rimembranza, ci chiedono di comprendere a fondo noi stessi, la nostra storia e come, in qualsiasi caso, non ripeterla in futuro.?

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