Daniel Brühl al Torino Film Festival ripercorre la sua carriera: da Tarantino a Marvel, fino a Rush e alla serie Disney+ su Karl Lagerfeld. Un incontro ricco di curiosità.
Al Torino Film Festival Daniel Brühl conquista la platea con una conferenza stampa che si trasforma presto in un viaggio attraverso la sua carriera, fatta di scelte coraggiose, trasformazioni e personaggi entrati nell’immaginario collettivo. L’attore, oggi tra i volti più internazionali del cinema europeo, alterna ironia, analisi e profonda riconoscenza verso i registi che lo hanno accompagnato nel suo percorso.
Con Tarantino: l’esperienza che gli ha cambiato la vita
Brühl torna inevitabilmente a parlare di Bastardi senza gloria e del ruolo che lo ha consacrato a Hollywood: il soldato tedesco Friedrich Zoller, eroe di guerra e attore celebrato dal cinema di propaganda nazista.
È un personaggio ambiguo, centrale nella trama e nella tensione del film. Zoller si invaghisce della misteriosa Shosanna e le concede favori, tra cui la proiezione del suo film nel cinema parigino di cui lei è proprietaria—ignaro delle sue intenzioni di vendetta.
L’attore racconta che lavorare con Quentin Tarantino è stata “un’esperienza curiosa e rivoluzionaria”, soprattutto perché arrivava dal successo europeo di Good Bye, Lenin!. Il confronto tra quei due mondi era enorme: dal film intimista tedesco a un’opera corale e incendiaria come quella di Tarantino.
Un ruolo che gli ha letteralmente cambiato la vita e che ha richiesto una trasformazione anche linguistica: non parlava bene francese al momento del provino, ma ha imparato la lingua per interpretare al meglio Zoller.

Dal mainstream al cinema d’autore: una versatilità voluta e costruita
Una parte significativa della conferenza è dedicata alla sua capacità di muoversi tra generi e industrie diverse. Quando gli viene chiesto dei suoi ruoli nel Marvel Cinematic Universe, Brühl sorride e sottolinea come quel tipo di cinema sia “completamente differente, ma assolutamente lodevole”.
Apprezza la macchina produttiva, la cura spettacolare e la possibilità di lavorare su personaggi complessi anche in un contesto mainstream. Parallelamente, non rinuncia mai ai film d’autore europei, che considera le sue radici artistiche.
“Karl”: raccontare Lagerfeld su Disney+
A sorprendere molti spettatori è stato il racconto del suo lavoro in Karl, la serie Disney+ dedicata a Karl Lagerfeld. Brühl descrive il progetto come una sfida esaltante: indagare la figura di un visionario della moda, spesso percepito come irraggiungibile, e restituirne invece il lato umano, creativo, contraddittorio.
Rush: la prova più impegnativa? Niki Lauda
L’attore ricorda con affetto e rispetto il ruolo di Niki Lauda in Rush di Ron Howard. Una performance che richiese una preparazione fisica e psicologica intensa: “È stato uno dei personaggi più difficili della mia carriera,” confessa. Lauda, con la sua forza, la sua spigolosità e la sua disciplina, lo costrinse a una precisione interpretativa quasi chirurgica.
Torino nel cuore
Non manca un momento dedicato al Festival e alla città: Brühl ammette di amare Torino, la sua eleganza e la sua energia culturale. Un’affinità che rende ancora più speciale la sua presenza al TFF.
































