Digger, il nuovo film diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da Alejandro González Iñárritu con protagonista Tom Cruise, arriva nelle nostre sale italiane dal 1° Ottobre ed è già uno dei più chiacchierati dell’anno. La storia segue Digger Rockwell, un magnate del petrolio spregiudicato ed egocentrico, che diventa responsabile di un disastro ambientale senza precedenti.

Digger: la trama del nuovo film di Alejandro González Iñárritu
Digger segna il ritorno dietro la macchina da presa di Iñárritu, a dieci anni di distanza da The Revenant, pellicola che fece guadagnare a Leonardo DiCaprio il suo primo Oscar come Miglior attore protagonista. Questa volta, a interpretare il ruolo principale è Tom Cruise, che veste i panni del magnate del petrolio Digger Rockwell. L’uomo è abituato al lusso e al potere, affezionatissimo quasi solo alla sua gatta Maggie. La sua vita cambia quando scopre di essere responsabile di un disastro ambientale in Groenlandia: avendo scavato troppo a fondo, un enorme ghiacciaio dalla grandezza di Boston si è staccato e ha iniziato a muoversi verso l’Europa. Le conseguenze potrebbero essere catastrofiche, con un gigantesco tsunami che colpirebbe prima il Nord Europa, e poi provocare una serie di disastri in tutto il continente, causando migliaia di vittime e sfollati.
Rockwell decide quindi di rivolgersi al Presidente degli Stati Uniti, cercando di capire come gestire questa situazione ormai fuori controllo. Ma è proprio da qui che il film inizia a mostrare la sua natura più imprevedibile. Con una sceneggiatura scritta nel 2023 dallo stesso regista insieme ai co-sceneggiatori di Birdman, Alexander Dinelaris Jr., Nicolás Giacobone e Sabina Berman, il film riprende alcune inquadrature e riprese del film vincitore degli Oscar nel 2015, trasformandosi progressivamente in un vero e proprio metaracconto. Lo spettacolo si sovrappone allo spettacolo mescolando cinema e teatro, e il confine tra realtà e finzione diventa sempre più sottile.
Oltre Tom Cruise, che interpreta in maniera molto caricaturale ed esasperata il protagonista, nel cast troviamo anche Riz Ahmed, Jesse Plemons, Sandra Hüller, Emma D’Arcy, Sophie Wilde, Robert John Burke, Burn Gorman, Pip Torrens, Michael Stuhlbarg e John Goodman nei panni del Presidente.

Digger: un film esasperato che non teme di osare
Questo film sta dividendo molto la critica, con un punteggio che attualmente oscilla tra il 40% e il 53% su Rotten Tomatoes. La pellicola affronta delle tematiche estremamente scomode e, in alcuni punti, la narrazione può risultare più faticosa da seguire. Tuttavia, per noi che lo abbiamo già visto, Digger è un’opera sfaccettata, imprevedibile e ipnotizzante, che non ha paura di puntare i riflettori sulla direzione che il mondo contemporaneo sta prendendo, e lo fa senza risparmiare nessuno. Da una parte ci sono i disastri ambientali, causati anche dalle scelte dei più potenti del mondo, ma dall’altra ci sono anche le Nazioni e molti dei singoli individui che, nel loro piccolo, continuano ogni giorno a privilegiare la comodità e interessi personali rispetto a scelte più sostenibili e maggiormente ecologiche.
Ma, oltre alla storia, sono anche i personaggi di Digger che catturano l’attenzione: sono volutamente sopra le righe, esasperati, egocentrici e fastidiosi, in primis il Signor Rockwell di Tom Cruise, che porta all’estremo la caricatura del magnate senza scrupoli. Il suo monologo in Tribunale è tra i momenti più significativi del film, riuscendo a mettere a disagio non solo la platea presente nella storia, ma anche gli spettatori. Ma anche il Presidente degli Stati Uniti è un altro personaggio dominato dal narcisismo e dal desiderio di controllo, che compie scelte senza badare alle conseguenze nel resto del mondo, preoccupandosi maggiormente solo quando c’è in ballo il destino dell’America.
Interessante anche il discorso legato al controllo della narrazione e al ruolo dei media. Infatti, viene più volte sottolineato come chi possiede il potere economico possa anche influenzare la stampa e i social media, costruendo una versione dei fatti manipolata che finisce per imporsi come verità. Un meccanismo potente e allo stesso tempo pericoloso, che rischia di creare un’uniformità di pensiero che però non aderisce alla realtà.

Conclusioni
In conclusione, Digger è un film altamente divisivo in cui l’intento del regista sembra proprio quello di voler creare una distopia costruendo un universo narrativo che, pur estremizzando situazioni e personaggi, non risulta poi così lontano dal mondo contemporaneo. È un film amaro, che prova a uscire dalla comfort-zone e punta il dito un po’ contro tutti: dai più ricchi del mondo, responsabili dei disastri ambientali, passando per i governi e per il modo in cui le informazioni vengono gestite e diffuse.
A rendere tutto ancora più incisivo è l’esperienza del metaracconto, che svela progressivamente le diverse forme della realtà all’interno della narrazione cinematografica. Anche attraverso la regia di Iñárritu segue e racconta lentamente ogni situazione e personaggio, accompagnando lo spettatore attraverso sequenze, racconto e montaggio, strutturati come veri e propri atti, come quelli di una mise teatrale.
Ma questo è proprio uno di quegli elementi che ci ha maggiormente convinto e che rende Digger un film originale, ricco di sfumature e poco dimenticabile. E siamo abbastanza certe sarà uno dei film di cui si parlerà maggiormente nei prossimi mesi.


































