Film, Moda e Beauty
Euphoria: avete colto i riferimenti al cinema e all'arte della quarta puntata?
My Red Carpet

Euphoria: avete colto i riferimenti al cinema e all'arte della quarta puntata?

Tags: euphoria, titanic, zendaya

Le references di Euphoria: Nascita di Venere

Il primo richiamo ? Nascita di Venere di Sandro Botticelli realizzato nel 1485. Il dipinto fa parte della Galleria degli Uffizi di Firenze e rappresenta l?idea perfetta di bellezza secondo i canoni femminili dell?arte pittorica. A prendere il posto della Venere ?, nell?episodio, Jules. Colei che tra tutti ? la pi? bella per la protagonista Rue, che non pu? che ritrovare nella giovane i tratti del concetto di bello universale.

Elton john & yoko ono

Il secondo riferimento ? quello alla famosa copertina di Rolling Stone con John Lennon e Yoko Ono abbracciati. Lei vestita e con le braccia alzate, lui nudo in posizione rannicchiata. La cover usc? sul numero del 22 gennaio 1981 e la foto fu scattata dalla fotografa Annie Leibovitz. Tra tutte questa divent? una delle foto pi? famose della coppia musicale.

Gli amanti

L?impossibilit? dell?amore ? rappresentata invece dal richiamo a Gli amanti di Magritte del 1928. Il dipinto, e cos? anche la sequenza espressa in Euphoria, richiamano un perturbante che sa impressionare chi sta guardando. Le interpretazioni delle immagini sono state varie nel corso dei decenni e tra queste figura la passione fisica che lega due persone oltre il dialogo.

Autorretrato con Tehuana?o?Diego en mis pensamientos

Anche Frida Kahlo compare nella carrellata di rimandi cinematografici e pittorici e lo fa con l?opera del 1943 dal titolo originale Autorretrato con Tehuana?o?Diego en mis pensamientos (conosciuto in inglese come Self Portrait As A Tehuana). La scelta dell?abito tradizionale ripreso da Frida ? un segno di devozione nei confronti del marito Diego, raffigurato al centro della fronte dell?artista a simboleggiare il fatto che ? sempre presente nei suoi pensieri. Nella versione di Euphoria ? invece Jules a vestire l?abito di Frida e Rue a venir rappresentata al posto di Diego.

Ghost

Arrivano poi i primi riferimenti cinematografici. Il primo ? Ghost del 1990, film con Demi Moore e Patrick Swayze diretto da Jerry Zucker. La scena a cui Euphoria fa riferimento ? quella famosissima del momento della ceramica che nella versione originale viene accompagnata dall?ormai iconica canzone Unchained Melody dei Righteous Brothers. Un momento dalla forte carica erotica.

Titanic

A seguire uno dei film pi? romantici di tutti i tempi: Titanic di James Cameron del 1997. Rue e Jules figurano rispettivamente nei ruoli di Jack Dawson e Rose De Witt Bukater, in una delle sequenze pi? famose della storia del cinema. Cos?altro dire se non: Jack, sto volando!

Biancaneve e i sette nani

? poi il momento dell?animazione. Jules e Rue compaiono in forma disneyniana per ripetere la scena del bacio del risveglio della principessa in Biancaneve e i sette nani. Ma ? qui il bello: essendo Euphoria una serie al passo con i tempi non poteva certo non preoccuparsi della questione del consenso che ha riguardato il cartone animato del 1937. E cos? Rue, dopo aver letto un dispaccio in cui Jules dichiara che se l?unico modo per ritornare in vita ? quello di ricevere un bacio quest?atto ? permesso, si china dolcemente per baciarle le labbra.

I segreti di Brokeback Mountain

A chiudere ? il rimando a uno dei film pi? struggenti della cinematografia mondiale. Zendaya e Hunter Schafer rivestono i ruoli di Heath Ledger e Jake Gyllenhaal nella pellicola sui cowboy I segreti di Brokeback Mountain, diretto da Ang Lee nel 2005. Le interpreti ripropongono una delle sequenze pi? emozionanti dell?opera, quella in cui i due protagonisti cercano di combattere i loro istinti, ma non riescono e non possono pi? reprimerli.

Leggi anche:

Articoli recenti

una-notte-violenta-silenziosa-trailer-david-harbour
News
My Red Carpet
Una Notte Violenta e Silenziosa: David Harbour come non si era mai visto!
Everything Everywhere All At Once
Film
Martina Barone
Everything Everywhere All At Once: recensione del film