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Martina Barone

Ginny & Georgia su Netflix, recensione: quanto amiamo odiare dei personaggi

Tags: Brianne Howey, Ginny & Georgia, netflix
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Ginny & Georgia su Netflix, recensione: quanto amiamo odiare dei personaggi

Tags: Brianne Howey, Ginny & Georgia, netflix

Dal 5 gennaio torna su Netflix la serie Ginny & Georgia, di cui non sopportiamo le protagoniste e, questo, è il motivo principale per cui guardarla

La trama di Ginny & Georgia 2:

Ginny (Antonia Gentry) deve affrontare i segreti che ha scoperto sulla madre Georgia (Brianne Howey), mentre affronta il suo rapporto con il giovane Marcus (Felix Mallard)

Nel cast: Antonia Gentry, Brianne Howey

Recensione di Ginny & Georgia

Ne abbiamo discusso con l’uscita di Emily in Paris 3: abbiamo bisogno di serie che ci permettano di spegnere il cervello. Che vadano avanti da sole, dove gli eventi sembrano di puntata in puntata sempre uguali.

Eppure, per un fortuito caso o per un guizzo in più da parte di qualche screenwriter particolarmente ispirato, quei prodotti riescono comunque a stuzzicare una parte recondita di noi che vuole essere intrattenuta. Scoprendo quale nuovo outfit indosserà la protagonista (ripensando ancora una volta al personaggio di Lily Collins) o quale altro suo segreto siamo pronti a scoprire. 

Ginny & Georgia: quanto melodramma!

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Credits: Netflix

Quest’ultimo particolare si lega nello specifico a Ginny e Georgia, serie anche lei di ritorno sulla piattaforma di Netflix per una seconda stagione in cui l’aria da melò rimane imperturbabilmente la stessa e in cui pur avvenendo svariati eventi non è che cambi poi veramente molto. Di certo l’idea della creatrice Sarah Lampert porta la figlia e la madre del titolo ad affrontare enormi dilemmi, anche criminali, che rendono sempre piccante il confronto che si crea tra di loro e l’universo cittadino che gira intorno ad entrambe.

Un fuoco che è il medesimo che l’adolescente usa per auto-ferirsi a causa dei molteplici disagi che ha dovuto attraversare nella sua vita. E che si complicano sempre di più alla scoperta delle gesta scabrose commesse dalla genitrice, del razzismo sistemico che è costretta a sopportare e di una relazione altalenante con un ragazzo che entra tutte le notti dalla sua finestra e con cui deve capire se e come andare avanti. 

La (non) profondità di Ginny & Georgia

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Credits: Netflix

Nonostante però una ricerca di profondità da parte di Ginny & Georgia, che non guarda solamente all’autolesionismo, ma comprende stadi della depressione, situazioni comatose e accuse fraudolente, lo show Netflix continua a rivelarsi solamente un crocevia di tragedie e momenti leggeri che cercando insieme di amalgamarsi.

Quell’umore e quella presa che conquistano il grande pubblico e che non ha bisogno di riflettere o meno sulle gesta dei suoi personaggi, ma vuole solamente osservarli mentre si dividono tra i corridoi di scuola, gli uffici del sindaco e quella che sembra l’unica caffetteria presente nell’intero sobborgo. 

“Colleghe” di Netflix

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Credits: Netflix

Ma a differenza della spensieratezza pronunciata che abbiamo riscontrato nella Emily Cooper nata dalla mente di Darren Star (Sex and the City, …And Just Like That, Uncoupled) e della maniera anche burlesca con cui guardiamo alla sua esperienza europea nella città dell’amore, con Ginny & Georgia è un sentimento del tutto distante a entrare in gioco.

Una dinamica completamente diversa rispetto all’approcciarci alle ingenuità della stella di Emily in Paris, che se alla fine riusciamo quasi a tollerare, non è possibile dire altrettanto per le sue “colleghe” della finestra digitale.

Ginny & Georgia: perché la guardiamo?

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Credits: Netflix

Insopportabili, arroganti e continuamente esasperate (nonché esasperanti), le protagoniste e i personaggi corali di Ginny & Georgia presentano i tratti caratteristici di quelle figure seriali che è un piacere poter odiare e, proprio per questo, fanno tirare un episodio dopo l’altro. In cui l’unico scopo per cui continuiamo a seguirne le lamentele e i piagnistei è  che godiamo un po’ nel vederle subdolamente in difficoltà, sapendo anche che tanto sapranno cavarsela, pur dovendo magari commettere ancora qualche stupidaggine, sapendo che tanto non saremo mai lì a dispiacerci per loro. 

È come quel gossip in cui nolenti o dolenti caschiamo e che ci concediamo sporadicamente così da poter tornare a essere brave persone – in questo specifico caso, dei bravi spettatori. E con la seconda stagione di Ginny & Georgia non è stato da meno, vedendoci offerto anzi un grado ancora più snervante di egoismo e di melodrammaticità di cui ci siamo cibati, in attesa della prossima (e superiore) serie tv da guardare. 

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