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Cristiana Puntoriero

Greek Salad - Insalata Greca: recensione della serie Tv su Prime Video

Tags: prime video, recensioni, serie tv
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Cristiana Puntoriero

Greek Salad - Insalata Greca: recensione della serie Tv su Prime Video

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Dal 14 aprile arriva su Prime Video il teen dramedy francese Greek Salad, sequel della trilogia de L’appartamento spagnolo di Cédric Klapisch.

La trama di Greek Salad:

Il nonno di Tom e Mia è appena morto, lasciando loro in eredità un edificio ad Atene, dove Mia in teoria sta studiando. Tom la raggiunge per supervisionare il passaggio dell’eredità e utilizzare i soldi della vendita per lanciare la sua start up con sede a New York… Ma scopre che la sorella ha lasciato l’università e che le sue attività anticapitaliste complicheranno la vendita dell’immobile.

La recensione di Greek Salad:

Nel 2002 usciva il primo della trilogia de L’appartamento spagnolo, scritto e diretto dal regista francese Cédric Klapisch, a cui sono seguiti poco dopo Bambole russe nel 2005 e Rompicapo a New York nel 2013. Il film, che valse un César all’attrice emergente Cécile de France e ben 4 nomination per la stessa statuetta, raccontava dell’aspirante attore Xavier (Romain Duris) mandato dal padre in Erasmus a Barcellona, città nella quale si trovava a dividere un appartamento assieme a un gruppo variegatissimo di altrettanti studenti da ogni parte d’Europa, finendo poi per innamorarsi della bella Wendy, interpretata dall’attrice britannica Kelly Reilly.

A vent’anni di distanza dai fatti de L’appartamento spagnolo, Klapisch torna con una sorta di secondo atto portando su Prime Video la serie Greek Salad, sequel generazionale che segue da vicino le vicende dei figli della coppia Xavier-Wendy mentre ripercorrono le medesime orme dei genitori ormai divorziati, segnati dall’improvvisa morte del ricco padre di lei, il quale ha lasciato ai nipoti un’interessante eredità.

Si scopre infatti che Mia (Megan Northam), diciannovenne dallo spirito ribelle andata ad Atene come volontaria di un’organizzazione non profit per i rifugiati, e il maggiore ventiseienne Tom (Aliocha Schneider), dal carattere più insicuro, disinteressato di politica e in procinto di lanciare una start up, hanno da sbrigare delle carte per assumere le redini di una proprietà acquistata dal nonno negli anni ’70. I due si ritrovano a condividere una dimora occupata all’interno di un palazzo fatiscente insieme a un gruppo di studenti in Erasmus, proprio come è accaduto anni fa ai genitori. Ma la loro esperienza sarà di gran lunga meno spensierata e molto più cosciente sulle questioni migratorie e ambientaliste dell’Europa di oggi.

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Credits: Prime Video

Amore, famiglia e anarchia

Teen dramedy in 8 episodi disponibili a partire dal 14 aprile, Greek Salad si discosta nettamente dall’andamento più comune di tante altre serie adolescenziali di enorme successo viste oggi, denudandosi di quell’aria glamour e iper-estetizzata di prodotti simil Élite per optare invece per un’atmosfera e una resa molto più naturale, realista e adulta nei toni e nei temi trattati.

L’elemento che risalta più fin dalle prime puntate infatti è la volontà del regista e autore di introdurre le questioni politiche e sociali più rilevanti della nostra epoca all’interno del tradizionale racconto di formazione post-adolescenziale, mostrando come l’iter di conoscenza di sé e del proprio diventare adulti dei due fratelli sia strettamente connesso – se non indivisibile – a tutto un’ambiente/immaginario da centro sociale anarchico, anticapitalista, libertino e multiculturale nel quale si trova Mia a vivere e lavorare: un’associazione che aiuta i rifugiati sbarcati a Lesbo presa da tutti estremamente sul serio, con un forte idealismo, presa di coscienza e altruismo che all’inizio Tom, figlio di borghesi benestanti, fatica (ma ancora per poco) a comprendere davvero.

Greek Salad appare dunque come un’ operazione dichiaratamente “di nicchia”, che richiama a quel cinema francese autoriale di impronta politica che sembra trasportarci direttamente nell’atmosfera da lotta di piazza dei movimenti studenteschi degli anni ’70. Sorgono dei dubbi, bisogna ammetterlo, se questo tipo di narrazione da cinema verité e molto poco smaltata incontrerà il gusto di un pubblico ampio, poco avvezzo, viste le tendenze algoritmiche, a vedere ventenni maggiormente interessati a salvare il mondo che ad assecondare i propri ormoni. Tuttavia, gli appassionati della trilogia, troveranno tanti punti in comune con una storia iniziata nel 2002 e ancora oggi con qualcosa da dirci.

greek salad recensione
Credits: Prime Video

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