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guida turistica per innamorarsi
Cristiana Puntoriero

Guida turistica per innamorarsi: recensione della rom-com su Netflix con Rachael Leigh Cook

Tags: film, netflix, Recensione
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Cristiana Puntoriero

Guida turistica per innamorarsi: recensione della rom-com su Netflix con Rachael Leigh Cook

Tags: film, netflix, Recensione

Guida turistica per innamorarsi chiede alla sua protagonista, interpretata dalla sempre giovane Rachael Leigh Cook, di fuggir via dalla propria comfort-zone ed esplorare nuove esperienze. Solo che lo fa spuntando la lista dei cliché più sfiancanti e prevedibili del genere di riferimento: rom-com “in viaggio” con innamoramento finale.

La trama ufficiale di Guida turistica per innamorarsi:

Dopo una separazione inaspettata, una dirigente del settore turistico (Rachael Leigh Cook) accetta l’incarico di recarsi sotto copertura in Vietnam per scoprire l’industria del turismo locale. Il suo percorso prende una piega avventurosa e romantica quando decide di modificare l’itinerario del bus turistico insieme alla sua guida vietnamita (Scott Ly) per esplorare la vita e l’amore allontanandosi dal tragitto prestabilito.

La recensione di Guida turistica per innamorarsi:

Se avete familiarità con le commedie romantiche Netflix un po’ dozzinali, Guida turistica per innamorarsi l’avrete visto ancor prima di guardarlo davvero. Il film è la classica rom-com vacanziera che spunta la check-list delle cose da inserire in sceneggiatura: la protagonista perfettina oberata di lavoro e col cuore spezzato, viene mandata dal capo in Vietnam per assicurarsi che la piccola azienda di pullman turistici in vendita valga la pena o no l’acquisto. Fingendosi una vacanziera qualsiasi e nascondendo all’affascinante guida Sinh che a casa ha “lasciato” un fidanzato, arriverà per Amanda il momento di rivelarsi e di rincorrere il suo nuovo target amoroso in una stazione di treni in partenza coronando la sua nuova pagina di vita con un bacio su base musicale in crescendo.

Diretto da Steven Tsuchida e scritto probabilmente in una settimana da Eirene Tran Donohue, Guida tusistica per innamorarsi è la più prevedibile delle offerte in catalogo che uniscono il viaggio verso mete tropicali (o comunque fuori dall’ambiente metropolitano occidentale) e la parabola dell’innamoramento come scoperta di un nuovo sé.

guida turistica per innamorarsi
Credits: Netflix

Guida televisiva per annoiarsi

A discapito di una banalità essenziale nel coordinare i punti chiave del racconto, il film opta per una meta poco esplorata, mostrandoci con tutta la seraficità ritmica che potrebbe sortire un effetto soporifero, sia le caratteristiche maggiormente note della capitale Hanoi (il traffico quasi coreografato; i grandi mercati in cui contrattare; l’acquisto di souvenir culinari e non) che quella meno “attrattiva” e più folkloristica delle zone limitrofe come i templi, le campagne, le rovine, la manualità di riti spirituali e tradizionali che anticipano il capodanno.

Il volto ancora adolescenziale dell’attrice di Kiss Me Rachael Leigh Cook (ha 43 anni, qui interpreta una trentenne) rimane stupefatto davanti alle bellezze meno convenzionali del paese che si ritrova a visitare, e alla quale viene più volte richiesto di liberarsi della sua comfort zone, di lasciarsi andare all’imprevedibilità, all’istinto, ad attraversare la strada senza strisce pedonali. Peccato però che questa richiesta di osare rimanga appannaggio della finzione, perché il film è tutt’altro che coraggioso.

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Credits: Netflix

Guida turistica per innamorarsi è un viaggio a distanza in Vietnam esteticamente gradevole ma poco partecipato

Una nenia soap rassicurante come abbiamo già visto in L’abbinamento perfetto, Natale in California, La parata dei cuori, La bisbetica domata, Tattiche d’amore, Resort to Love (forse il migliore di quelli appena nominati), che non si sforza affatto di fare qualcosa in più del semplice compitino confezionato ad arte per essere anagraficamente trasversale nel target e convenzionale nella messa in scena, facendo incontrare viaggio di lavoro e amore per un locale nella maniera più semplicistica e lineare possibile.

Se la prerogativa era quella di assembrare i cliché del genere per non urtare la sensibilità di nessuno (tra il gruppo di turisti di cui fa parte Amanda c’è anche una coppia lesbica con figlia, una di ultrasettantenni in luna di miele e un ragazzo sempre col cellulare in mano ma per fini moralmente lodevoli), facendo passare un’ora e mezza di bei paesaggi, la riscoperta da parte degli americani della gentilezza dei vietnamiti, due baci castissimi e la consapevolezza che domani mattina aver visto il film sarà un’esperienza che la nostra mente avrà già archiviato, allora Guida turistica per innamorarsi ha portato a termine il suo obiettivo. Semmai, l’insoddisfazione è nostra: abbonati rimasti a casa, soli e senza il budget necessario per fare le valige e cambiare il nostro destino in Vietnam come ha fatto Amanda.

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