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I love America | La California di Sophie Marceau è riuscita a convincerci?
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I love America | La California di Sophie Marceau è riuscita a convincerci?

Tags: amazon prime video, i love america, sophie marceau

Sophie Marceau, diretta da Lisa Azueros, ? la protagonista di I love America, un’epopea narcisistica, pi? che registica, sull’avere 50 anni e trovare nuova vita nella soleggiata Los Angeles

? cos? bello vedere Sophie Marceau di nuovo al cinema! L’ex star di Braveheart/Bond girl si ? dedicata esclusivamente al cinema francese negli ultimi decenni e, probabilmente, proprio la presenza di Marceau ? uno dei motivi principali per cui visionare?il nuovo film di Amazon Prime I Love America, anche se avremmo voluto che il suo carisma e la sua effervescente personalit? fossero sfruttati in una tipologia diversa di rom-com.

In I love America Lisa (Sophie Marceau) ? single da un po’ di tempo: ecco perch? decide di dare finalmente un’altra possibilit? all’amore trasferendosi da Parigi a Los Angeles. I suoi figli sono gi? usciti di casa e la sua famosa madre, molto assente dal punto di vista familiare, ? appena morta. In sostanza, Lisa non ha bisogno di pensarci due volte per decidersi a realizzare il grande cambiamento. Una volta approdata in America, si riunisce con il suo migliore amico Luka (Djanis Bouzyani), diventato piuttosto conosciuto nei quartieri di Los Angeles grazie al suo leggendario bar di drag queen, ma la nostra protagonista ha qualche problema a trovare un principe azzurro tutto suo. Luka fa di tutto per dare a Lisa un nuovo inizio, creando un profilo per lei su un sito di incontri. Dopo alcune uscite sgradevoli, Lisa si imbatte in John (Colin Woodell) e deve rendersi conto che dovr? prima imparare ad amare se stessa per potersi buttare in una nuova relazione…

Uno degli aspetti narrativamente pi? stimolanti nella commedia romantica della regista Lisa Azuelos (LOL) ? come la Lisa di Marceau sappia che il modo in cui ha trascorso la sua infanzia ha forse “bloccato” la sua maturit?, impedendole di rimodellare la sua normalit?, convinta di essere rimasta ferma ai vent’anni o trent’anni. Ritrovare l’amore a 50 anni non significa che la persona che avrai al tuo fianco ti far? continuamente complimenti: almeno, non subito. Lisa deve prima di tutto capire chi ? lei oggi, e come il suo approccio al sentimento amoroso muter? di pari passo alla sua crescita individuale: questo lo far?, soprattutto, confrontandosi per la prima volta con il processo di lutto che sta vivendo, aprendo la porta per la prima volta al perdono e all’ascolto.

A parte staccare la spina per un’ora e quaranta minuti, ? un peccato che un film pubblicizzato come il grande ritorno di Sophie Marceau alla rom-com non risulti altro che un bizzarro mix tra clich? e nostalgia, in cui il rapporto (autobiografico) madre/figlia ? curiosamente in contrasto con la banale (e non sempre credibile) ricerca del personaggio di Lisa, che scopre il mondo virtuale dei siti di incontri. Semmai, I love America sembra tramutarsi in testimonianza filmica della terza collaborazione tra Lisa Azuelos e Sophie Marceau, mettendo in primo piano come il legame quasi fusionale che esiste tra le due permette all’attrice di dare il meglio di s?, mostrandosi al contempo seducente e fragile, pur bloccata tra i bordi delle pagine di un copione scritto per Los Angeles, e tutti gli orpelli che la vita di una giovane regista nella citt? degli angeli porta con s?.

E’ cos? che una commedia che ha come sfondo l’elaborazione di un rapporto complicato madre-figlia (dove l’affrontare il dolore diventa – letteralmente – sinonimo di libert? per la sua eroina), l’esplorazione del desiderio e della sessualit? femminile, e l’espatrio nel cuore di un’America sfavillante (la California, meno grigia di Parigi, ovviamente) ma anche e soprattutto dell’ammaliante ma intricato mondo delle applicazioni di incontri, si trasforma in tutt’altro: I love America sogna di essere una parentesi cinematografica e alla francese di Sex and the City, ma si perde per tutto il minutaggio nel cuore di un incubo ferocemente artificiale, modellato in una cornice di clich? e di borghesia irritante (i soldi non fanno la felicit?, ma di sicuro aiutano), annientando ogni capacit? di empatia, fino al suo lieto fine davvero irreale.

Un ego-trip puramente glitterato e impacciato, condito di umorismo gentilmente volgare in cui le proiezioni emotive e romantiche dei personaggi non catturano mai veramente (cos? come le altrettanto caricaturali lezioni di vita), a causa di una scrittura che rifiuta qualsiasi profondit?.?I Love America, in definitiva, riesce a brillare di luce propria solo grazie alla solarit? inossidabile di Marceau, cos? distante dalla patina hollywoodiana del suo personaggio, che riesce quasi ad uscire illesa dalla superficialit? imperante di scrittura.

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