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Federica Marcucci
L’amore, in teoria: intervista ai protagonisti del nuovo film romantico con Nicolas Maupas
Il 2023 è stato per il cinema un anno particolarmente florido. Si sono avvicendate così tante opere meravigliose che raccoglierle tutte è impresa nella quale è difficile anche solo tentare. Per questa ragione noi della redazione di My Red Carpet abbiamo raccolto in questa lista alcuni dei film che ci hanno personalmente più entusiasmato, emozionato, commosso ed anche eccitato. Eccoli a voi:
Emerald Fennell è stata il talento che in molti non avevamo visto arrivare. Una carriera da attrice culminata con un ruolo secondario in The Crown e poi, all’improvviso, Promising Young Woman, film rabbioso con il quale si è aggiudicata il Premio Oscar alla Miglior Sceneggiatura nel 2021. Da poco passati i 35 anni, Fennell poteva allora fare qualsiasi cosa. E cosa fa? Fa Saltburn. Cos’è Saltburn? Un’opera di eccessi, di sudori, di carni che si mescolano sotto l’insidiosa calura estiva. Un film affascinante e fascinoso, con due straordinari interpreti come Barry Keoghan e Jacob Elordi.
The Whale di Darren Aronofsky si ancora attorno al suo protagonista. Brendan Fraser per il ruolo si è meritatamente aggiudicato l’Oscar al Miglior attore ed è perno di un’opera relegata nei quattro angoli di una casa che è il mondo intero di un uomo devastato dal rimpianto. Il corpo e lo spazio fisico sono allora la manifestazione esteriore di un labirinto dell’anima dal quale, talvolta, è davvero complesso uscire.
Paola Cortellesi è uno di quei rarissimi nomi che in Italia sono ancora capaci di spostare numeri al botteghino. Lo ha dimostrato e confermato anche con C’è ancora domani, suo esordio alla regia capace di rompere record su record per quanto riguarda gli ingressi in sala e di mettere d’accordo critica e pubblico. Un’opera portentosa e agrodolce, dal punto di vista di una donna oppressa che racconta la grande dignità di un femminile mai spezzato.
Justine Triet con Anatomia di una caduta ha trionfato alla 76esima edizione del Festival di Cannes, dove la regista ha alzato in aria la Palma d’oro al Miglior film. Una pellicola che dall’indagine su di una morte sospetta si fa dissertazione sulla coppia e quindi messa in accusa a un femminile spigoloso e dalle molte nubi. Un film dalla sceneggiatura millimetrica, costantemente tesa in una vertigine di fondo irrisolvibile e quindi memorabile.
Aftersun, film d’esordio della regista britannica Charlotte Wells, è una delle rivelazioni del 2023. Un’opera tanto delicata quanto sofferta e dolorosa, storia di un padre e di una figlia con in mezzo quella che forse è la loro ultima estate insieme. Paul Mescal e Frankie Corio formano un duo dall’alchimia invidiabile, in uno dei racconti più emozionanti dell’anno.
Babylon di Damien Chazelle è un film di edonismo e di desideri irrefrenabili. Un film esagerato a misura di esagerazione dei suoi protagonisti, ombre immense eppure decadenti che nei ruggenti anni Venti vedono sfumare le loro grandezze come un’ombra all’orizzonte. Un’opera imperfetta e sregolata, eppure così trascinante come solo i colossi possono esserlo.
Spider-Man: Across the Spider-Verse sarà anche un film di passaggio, ma è uno dei migliori film di passaggio di sempre. Dopo Spider-Man: Un nuovo universo, l’animazione applicata all’Uomo Ragno fa rima con successo ed infatti ecco un film che ancora una volta è una incontenibile gioia per gli occhi dalla quale farsi assorbire tutto d’un fiato, dal primo all’ultimo minuto. Un punto di mezzo meraviglioso
Nel geniale cinema di Martin McDonagh non c’è forse mai stata premessa più geniale di quella de Gli spiriti dell’isola: e se un uomo da un giorno all’altro smettesse di parlare al suo miglior amico? Da qui parte un film che sotto la sua vena di grande ironia nasconde una profonda riflessione sul senso dello stare al mondo, sul valore dell’amicizia, dell’amore e anche della morte. Due interpreti magistrali, Colin Farrell e Domnall Gleeson, reggono le sorti di un’opera già senza tempo.
Quella di Oppenheimer, quella di questo tormentato proto-villain storico, è una figura non risolvibile ci dice Christopher Nolan. Con il suo film più lineare e classico nella struttura, racconta il primo dei cattivi moderni, il più dolente, inconsapevole e quindi penitente. Il padre della bomba atomica, un intenso Cillian Murphy, per il regista statunitense è un enigma, l’incarnazione del peccato e del suo tentativo di espiazione.
Barbie è IL fenomeno dell’anno. Greta Gerwig, in sceneggiatura assieme a Noah Baumbach, firma un film che è manifesto di un nuovo modo di intendere e divulgare il rispetto e la parità dei generi. Il femminismo non è forse mai stato una questione così sfacciatamente pop, guidata dai volti da copertina di Margot Robbie e Ryan Gosling. Ma anche dalla forza dirompente di opere come queste passano i grandi cambiamenti del futuro.