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I Primitivi: un film genuinamente esilarante firmato Aardman Animations - La Recensione
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I Primitivi: un film genuinamente esilarante firmato Aardman Animations - La Recensione

Tags: Aardman, i primitivi, lucky red, riccardo scamarcio

Esce oggi nelle nostre sale I Primitivi,
ultimo lavoro firmato Aardman Animations distribuito da Lucky Red

C?? una gran sete di novit? nell?attuale panorama dell?animazione occidentale. L?appiattimento dell?offerta proposta dai grandi studi non ha comportato soltanto un abbassamento di target (i film animati che non sono ?family friendly? sono ormai una sorta di miraggio), ma anche e soprattutto la mancanza di una pluralit? di voci, stili e tecniche, che solo di recente stanno timidamente riemergendo. E del resto, nell?era della computer grafica e dell?iperrealismo, perch? mai dovrebbe sopravvivere una tecnica come quella della claymation (la stop motion con la plastilina), figlia di un processo lungo e noioso, nonch? necessariamente imperfetta se paragonata con la CGI?

Eppure quando si guardano i maestri della Aardman Animations all?opera in un film ricco, curato e divertente come I Primitivi, non si pu? non desiderare di proteggere un?arte tanto minuziosa, in cui la passione dell?artista, che poi ? quella dell?artigiano, emerge da ogni singolo fotogramma. Dopo le Galline in fuga, i Pirati e il debutto sul grande schermo della pecora Shaun, stavolta la casa di produzione di Bristol, che da 40 anni perfeziona la magia della stop motion, fa un viaggio nel tempo per presentarci i nostri antenati dell?Et? della pietra, una banda di personaggi buffi e strampalati che a quanto pare hanno inventato il gioco del calcio.

Apparentemente, l?ultima fatica Aardman potr? sembrare non particolarmente originale: c?? la trib? di cavernicoli che deve scontrarsi con il progresso, il protagonista imbranato ma coraggioso che si ritrova a vestire i panni del leader, un cattivo avido e disposto a tutto per il denaro, e infine ci sono i buoni valori legati allo sport, probabilmente non troppo interessanti se non addirittura retorici per un pubblico maturo. Sotto la maschera per?I Primitivi ? un film intelligente, non solo perch? nasconde dietro l?aspetto scanzonato alcuni temi pi? sottili (su tutti la colonizzazione ? c?? persino una scena in cui Dag e famiglia vengono confinati al di l? di un reticolo di filo spinato), ma soprattutto perch? lo fa recuperando dal passato la maniera pi? autentica di fare cartoni animati.

Quello di Aardman ? un tipo di cinema al quale non siamo pi? abituati: ? l?animazione che non tenta di scimmiottare il live action, ma prende coscienza del mezzo e lo utilizza in tutte le sue potenzialit?, giocando, divertendosi con un approccio ?playful? che pu? andare dalla gag fisica-slapstick alla battuta incalzante condita con il tipico umorismo inglese.

Il ritorno al passato, insomma, avviene nella storia cos? come nell?approccio del regista Nick Park e della sua crew, che riscoprono attraverso I Primitivi da una parte la bellezza dell?imperfezione della pura stop motion (gli effetti in computer grafica sono pochi e legati pi? che altro alle scene di massa), dall?altra un?epoca in cui fare animazione era innanzitutto sbizzarrirsi con le gag, far ridere, consapevoli che la risata ? in fondo il miglior veicolo verso una riflessione pi? importante. Riflessione che, tuttavia, non ? una meta obbligata: rivedere nella trib? di Dag i tanti popoli profughi ?di cui leggiamo sui giornali ? un ?di pi?? al quale non si deve necessariamente approdare; I Primitivi ? un film genuinamente esilarante nella maniera pi? sincera possibile, e per una volta tanto basta.

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