Top News, Film in uscita, Recensioni
Inside Out 2 recensione film
Alessio Zuccari

Inside Out 2: recensione del nuovo film d'animazione Disney e Pixar

Tags: disney, inside out 2, Kelsey Mann, pixar
Inside Out 2 recensione film
Top News Film in uscita Recensioni
Alessio Zuccari

Inside Out 2: recensione del nuovo film d'animazione Disney e Pixar

Tags: disney, inside out 2, Kelsey Mann, pixar

Il capolavoro d’animazione diretto nel 2015 da Pete Docter e Ronnie del Carmen trova un sequel che non cambia la formula ma elabora nuove intuizioni.

Crescere è un gran casino. Inside Out 2 fa campeggiare questa consapevolezza mettendola per iscritto a caratteri cubitali: “la pubertà è un caos”. Eh già, perché la piccola Riley che avevamo conosciuto nel primo capitolo ha fatto capolino nell’età delle incertezze, l’adolescenza. Da un giorno all’altro, da una notte al mattino. E con l’arrivo di questo turbinio che sconvolge tutti gli equilibri dati sin lì per acquisiti, cambia davvero tutto.

Il film diretto da Kelsey Mann, all’esordio in regia su sceneggiatura di Meg LeFauve e Dave Holstein, ristruttura da cima a fondo la sala controllo delle emozioni dove Gioia, Tristezza, Disgusto, Paura e Rabbia avevano trovato il loro delicato e fondamentale accordo di convivenza. Ma adesso, mentre Riley (doppiata in italiano da Sara Ciocca) si appresta a partecipare a un importante camping di hockey con le amiche di sempre, l’arrivo di questa nuova condizione riconfigura in maniera netta l’esperienza che la ragazzina sta per vivere. Non solo, ad arrivare sono anche delle vere e proprie nuove emozioni consone alla ristrutturazione mentale in corso: Invidia (Marta Filippi), Imbarazzo (Federico Cesari), Ennui, la noia (Deva Cassel) e soprattutto Ansia (Pilar Fogliati), portabandiera del gruppo.

Indagare la complessità a partire dalla scoperta personale

Inside Out 2: recensione del nuovo film d'animazione Disney e Pixar
Photo Credits: The Walt Disney Company Italia

Dopotutto alle vecchie emozioni glielo dicono chiaro e tondo, non sono più sufficienti a governare le numerose sfumature di una personalità che sta crescendo e sta per affrontare nuove sfide. Allora, in una sorta di colpo di stato che si pone in ottima allegoria della nube elettrica dell’adolescenza, Ansia esilia Gioia e gli altri. Ma con questo rovesciamento del tavolo, ad essere in pericolo è anche una nuova particella sedimentata dalle emozioni e dai ricordi, il Senso di sé, sarebbe a dire un insieme di convinzioni che determinano chi Riley sia e come si percepisca nel confronto con gli altri. Quando la protagonista arriva al camping incontra infatti Val Ortiz, capitana della squadra di hockey che ammira e sulla quale vuole fare colpo in tutti i modi spinta dalle azioni di Ansia, che poco a poco rimpiazza le convinzioni alla base della sua personalità con esiti quasi disastrosi.

Dietro a tutto questo parapiglia si nota il desiderio che muove di recente i grandi franchise e i grandi blockbuster di indagare il tema della complessità, griglia attraverso la quale osservare la nostra contemporaneità, non in bianco e nero ma tutta in scala di grigi, volume dove si intrecciano parametri sempre più densi, sempre più stratificati su livelli. Chiaro è che questo non si tramuta poi automaticamente in un’azione di risveglio delle coscienze. Anzi: per Inside Out 2 è l’occasione per far rientrare tutto nella struttura economico-mentale dell’azienda, anche se è da riconoscere il fatto di essere camuffata bene sotto l’idea di uno pseudo collettivo – in fondo, a dettare la via, sono pur sempre Gioia prima e Ansia dopo.

Un’opera efficiente sulla scorta del passato

Inside Out 2: recensione del nuovo film d'animazione Disney e Pixar
Photo Credits: The Walt Disney Company Italia

Ad ogni modo è interessante, se non fondamentale, notare come il film arrivi poi a discutere l’insostenibile, socialmente, rigore della ricerca della performance ad ogni costo, matrice su cui si instaura un individualismo tossico per il vivere comune, ma tossico ancor prima per il benessere mentale dell’individuo stesso. Non è insomma da accantonare in secondo piano lo spazio che Inside Out 2 dedica, ad esempio, agli attacchi di panico di Riley, sintomo di un’Ansia fuori controllo e a confine con la paranoia perché iper-stimolata dall’ossessione per il successo e per il riconoscimento.

Indiscutibile è pure la capacità dell’opera di Mann di tracciare contorni e suggerire un determinato stato d’animo a partire e a finire dalla caratterizzazione dei personaggi, dal modo in cui sono disegnati e quindi animati. Qualcosa che forse mancava con tale incisività nelle opere recenti Pixar, e che qui lavora certo sulla scorta di un capolavoro qual è il primo capitolo, ma allo stesso tempo conferma l’aver colto ancora una volta nel centro delle intenzioni e degli scopi che muovono Inside Out, la sua chiarezza di visione e soprattutto comunicazione trasversale. È insomma un piacere avvicinarsi ad un’opera di animazione di tale efficienza e immancabile cuore, gradevolissima aggiunta al compendio dell’accettazione di sé, tra ricordi, sbagli e cambiamenti che elaborano il passato e accolgono il futuro.

Inside Out 2 è al cinema dal 19 giugno con The Walt Disney Company Italia.

Guarda il trailer ufficiale di Inside Out 2:

Articoli recenti

Bridgerton-4-la-quarta-stagione-avrà-Benedit-come-protagonista
News
Alice Gigli
Bridgerton 4: chi sarà il protagonista della quarta stagione?
Immagini MRC
News
Laura Casagrande
Venezia 81: il programma completo della Mostra del Cinema
scrivere-col-cinema-incontri-di-cinema-e-letteratura-a-cura-di-paolo-mereghetti
News
Alice Gigli
Scrivere col Cinema: incontri di cinema e letteratura a cura di Paolo Mereghetti
Emily in Paris
News
Federica Marcucci
Emily in Paris: il trailer della quarta stagione
STAY CONNECTED