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Jacob Elordi tra fango, Dolomiti e la magia di Ridley Scott: i retroscena di The Dog Stars

Valentina Fiorino Di Valentina Fiorino
26 Agosto 2026
in Film della settimana, News
Home Film della settimana
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Jacob Elordi, Guy Pearce e il leggendario Ridley Scott raccontano l’esperienza sul set di The Dog Stars: un viaggio tra location italiane mozzafiato, scelte di regia rivoluzionarie e omaggi al grande cinema.

L’anno è il 2035. Una letale epidemia di influenza ha decimato la maggior parte della popolazione mondiale e i pochi sopravvissuti, spesso afflitti da una debilitante malattia del sangue, si ritrovano in un panorama post-apocalittico brutale e instabile. In questo scenario — ambientato in Colorado, dove la sopravvivenza è diventata puro istinto ma restare umani è una scelta — si muove The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine, il nuovo epico thriller diretto dal visionario Sir Ridley Scott e basato sull’acclamato bestseller di Peter Heller.

Al centro della narrazione c’è Hig (Jacob Elordi), un giovane pilota profondamente segnato dal lutto che, insieme al suo cane Jasper e all’ex marine iper-vigilante Bangley (Josh Brolin), ha creato un rifugio efficiente ma isolato in una pista d’atterraggio deserta. Mentre Hig perlustra i cieli col suo amato aereo Cessna alla ricerca di un barlume di umanità, una misteriosa trasmissione radio lo spinge ad avventurarsi nell’ignoto. Il suo viaggio lo porterà a incrociare il cammino di Pops (Guy Pearce), un uomo burbero che protegge ferocemente il proprio territorio nel canyon, e di sua figlia Cima (Margaret Qualley), una giovane donna che incarna la saggezza della sopravvivenza senza aver perso la propria empatia.

The Dog Stars Jacob Elordi
Photo Credits: 20th Century Studios

La genesi di The Dog Stars e la conferenza stampa

È proprio partendo da queste affascinanti premesse narrative che il regista e i protagonisti hanno incontrato la stampa per presentarne l’adattamento cinematografico. L’incontro è stato l’occasione perfetta per esplorare le sfide di un set imponente — ospitato interamente in Italia tra aprile e giugno 2025 — e per svelare i segreti di una produzione che ha trasformato le location italiane nel cuore di un mondo distrutto.

Tutto è nato dalla sceneggiatura firmata da Mark L. Smith, che ha saputo catturare l’essenza del romanzo di Heller pur apportando le modifiche necessarie al linguaggio visivo del cinema. Ridley Scott, alla ricerca di un nuovo progetto dopo Gladiator II, è stato subito conquistato dallo script. Il regista ha spiegato di essere sfuggito ai cliché dei classici film di zombie, concentrandosi invece su due concetti per lui fondamentali: la “grazia” e la “frugalità”. Quest’ultima, ha precisato Scott, non significa essere avari, ma essere sensati in un mondo che ha perso il buon senso.

La dinamica tra i personaggi: l’umorismo come riparo

A fare la differenza in The Dog Stars è il cuore pulsante dei personaggi e la vena di umanità e umorismo che permea il racconto. Josh Brolin ha sottolineato come Hig e Bangley formino una sorta di “strana coppia” costretta a contare l’uno sull’altro per sopravvivere: Bangley trasforma il dolore in rabbia e controllo territoriale, mentre Hig elabora il lutto con uno sguardo più romantico, cercando costantemente la connessione con la natura e il passato.

A fare da contraltare a questo duo ci sono Pops e Cima. Guy Pearce dà vita a un patriarca di poche parole ma mosso da un silenzioso e potente amore paterno, mentre Margaret Qualley rappresenta un faro di speranza. Anche la figura del cane Jasper riveste un’importanza cruciale: interpretato da tre diversi cani da pastore belga Malinois addestrati a Roma, è stato per Elordi un compagno di scena essenziale che ha aggiunto autenticità e spontaneità alle riprese all’aperto.

The Dog Stars Jacob Elordi Josh Brolin

Photo Credits: 20th Century Studios

La magnificenza dell’Italia come scenografia naturale

Per ricreare il desolato paesaggio del Colorado, la produzione di The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine (leggi la recensione) ha sfruttato la maestosità delle location italiane, rinunciando alla computer grafica in favore di set pratici. Le spettacolari Dolomiti e le Prealpi Venete (come l’area del Cansiglio, che ha ospitato la fattoria della comunità mennonita guidata dal saggio Aaron, interpretato da Benedict Wong) hanno sostituito le Montagne Rocciose.

A Bordano, un campo vuoto è stato trasformato nel rifugio di Hig e Bangley: il team di scenografia ha piantato erba e alberi veri e costruito hangar reali, permettendo al Cessna di decollare e atterrare fisicamente sul posto. Molti interni, come l’aeroporto di Grand Junction, sono stati invece meticolosamente ricostruiti nei leggendari studi di Cinecittà a Roma. Jacob Elordi ha ricordato con entusiasmo l’emozione di girare in un luogo così intriso di storia, circondato da maestranze italiane di altissimo livello e dall’eredità di maestri come Federico Fellini.

Dog Stars Margaret Qualley

Photo Credits: 20th Century Studios

Il “Metodo Ridley Scott”: 11 macchine da presa e nessuna regola

Il cast di The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine ha dedicato ampio spazio all’esperienza totalizzante di lavorare con Ridley Scott. Brolin ha descritto il cineasta come un vero e proprio “organismo creativo” e un pioniere. Inizialmente destabilizzato dall’assenza di lunghe prove, Brolin ha poi ammesso di essere diventato letteralmente “dipendente” dal metodo del regista.

L’approccio di Scott, che impiega simultaneamente fino a 11 macchine da presa, rivoluziona le dinamiche tradizionali del set. Come ha spiegato il regista stesso, questo sistema serve a catturare le imperfezioni fortuite e a liberare gli attori dall’agonia di dover ripetere una scena decine di volte da angolazioni diverse. Un processo rapido e fluido che ha permesso al cast, immerso nel fango e nella reale vastità delle montagne italiane, di vivere un’esperienza tangibile e viscerale.

Un’esperienza di speranza da vivere in sala

Al di là dell’impatto visivo e della maestria tecnica, The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine si rivela così molto più di un semplice thriller post-apocalittico: è una parabola profonda sulla necessità di ritrovare la speranza, la comunità e il contatto umano quando tutto il resto è crollato. Condividere la visione del film sul grande schermo e nei formati ad alta immersività come l’IMAX diventa un modo per riscoprire il cinema come esperienza collettiva, capace di farci sentire più vicini proprio mentre raccontiamo un mondo che si sgretola.

The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine di Ridley Scott vi aspetta al cinema e nelle sale IMAX da oggi 26 agosto 2026.

Tags: jacob elordijosh brolinMargaret Qualleyridley scottThe Dog Stars

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  • ✨ Venezia 83 - Day 4
Una giornata doppia alla Mostra del Cinema di Venezia!

🎸 Da una parte l’evento musicale più atteso, Oasis: Don’t Look Back in Anger, il documentario sulla reunion dei fratelli Gallagher dopo 16 anni di silenzio.

Firmato da Dylan Southern e Will Lovelace, il film offre accesso senza precedenti al tour Live ’25: backstage, prove e le prime interviste congiunte di Liam e Noel in oltre 25 anni.

📽️ Dall’altra il ritorno di Nanni Moretti in Concorso con Succederà questa notte, con Louis Garrel e Jasmine Trinca. Una storia che esplora emozioni, paure e relazioni contemporanee, con lo sguardo unico del regista italiano.

📸 @irene_mischiari 
#venezia83 #oasis #mostradelcinemadivenezia
  • 💍 Luì e Sofì hanno detto sì. Davanti a 6.000 persone.
I Me contro Te si sono sposati a Milano trasformando le loro nozze in un vero e proprio evento per il pubblico: cerimonia, concerto, orchestra, ballerini e fuochi d’artificio.
Per partecipare? Un biglietto a pagamento, con prezzi da 48 a 110 euro e un pacchetto aggiuntivo da 250 euro per incontrare gli sposi prima dello show.

Un evento che racconta perfettamente quanto il confine tra creator, personaggi e vita privata sia diventato sottile.

E allora la domanda è inevitabile: geniale modo di condividere un momento speciale con la propria community o monetizzazione della vita privata — e soprattutto dell’entusiasmo dei bambini — spinta un po’ troppo oltre? 👀

✍🏻 Diteci la vostra nei commenti.
  • Ieri a Venezia non è stata solo l’anteprima di un docufilm. È stato un evento generazionale. 🇬🇧

Perché ci sono canzoni che non appartengono più soltanto a chi le ha scritte: appartengono a chi le ha cantate a squarciagola, a chi ci si è innamorato, a chi le ha messe in cuffia nei momenti giusti — e in quelli sbagliati.

Gli Oasis sono tornati insieme. E per una generazione cresciuta con Liam, Noel e Wonderwall, vederli arrivare insieme al Lido ha significato inevitabilmente qualcosa in più.

So… sing along with us. 🎶
Because maybeeeee… ❤️‍🔥

#Oasis #DontLookBackInAnger | @disneyit | 📸 @irene_mischiari
  • ✨ Venezia 83 - Day 4

Ieri alla Mostra del Cinema di Venezia uno dei titoli più attesi: Primetime, il primo film di fiction del documentarista Lance Oppenheim, con Robert Pattinson nei panni del giornalista Chris Hansen.

Oltre a loro, sul carpet hanno sfilato Skyler Gisondo, Phoebe Bridgers e il produttore del film ari Aster.

Una storia intensa sul mondo della TV americana del 2006, tra inchieste, caccia ai predatori online e il lato oscuro del giornalismo televisivo 🎬

📸 @irene_mischiari 
🍿 @iwonderpictures 
#venezia83 #mostradelcinemadivenezia #primetime
  • ⭐️ Phoebe Bridgers a Venezia 83 nel suo esordio come attrice in Primetime 🎬

@iwonderpictures #phoebebridgers #mostradelcinemadivenezia #venezia83
  • Ladies and Gentlemen: Robert Pattinson ❤️‍🔥

Alla Mostra del Cinema di Venezia come protagonista di Primetime, film di Lance Oppenheim che racconta la storia vera di Chris Hansen, giornalista televisivo divenuto famoso con l’inchiesta nascosta “To Catch a Predator” 👀

@iwonderpictures #venezia83 #mostradelcinemadivenezia #robertpattinson
  • Un anno senza Giorgio.

Il 4 settembre 2025 ci lasciava Giorgio Armani, uno dei più grandi maestri della moda italiana e l’uomo che, con la sua visione, ha cambiato per sempre il modo di intendere l’eleganza.

Armani non ha semplicemente creato abiti: ha costruito un linguaggio. Fatto di linee pulite, colori misurati, giacche destrutturate, rigore e leggerezza. Uno stile immediatamente riconoscibile che ha attraversato decenni, passerelle e cinema senza mai avere bisogno di alzare la voce per farsi notare.

A un anno dalla sua scomparsa vogliamo ricordarlo attraverso la sua arte, con le immagini che abbiamo avuto la fortuna di vedere con i nostri occhi all’Armani/Silos di Milano.

Una mostra che attraversa il suo straordinario universo creativo attraverso abiti, silhouette e creazioni iconiche, restituendo da vicino la precisione, la ricerca e quella concezione dell’eleganza che ha reso Giorgio Armani eterno.

Rivedere oggi queste immagini ha inevitabilmente un significato diverso.
Perché gli stilisti se ne vanno.

Lo stile, quello vero, resta.

Giorgio Armani, per sempre. 🤍

#GiorgioArmani
  • ✨ Venezia 83 - Day 2

Il ritorno di Werner Herzog alla fiction: Bucking Fastard ha debuttato al Lido conquistando una standing ovation di 6 minuti e mezzo.

Sul carpet le sorelle Kate e Rooney Mara, per la prima volta insieme sullo schermo nei panni di Jean e Joan Holbrooke, due sorelle così unite da parlare, amare e sognare all’unisono.

Con loro Orlando Bloom e Domhnall Gleeson, in una storia surreale ambientata in Irlanda tra tribunali, stampa e un tunnel scavato nella montagna 🎬

📝 Recensione al link in bio
📸 @irene_mischiari 

#venezia83 #mostradelcinemadivenezia
  • Abbiamo tuttə avuto un momento “Orlando Bloom”. 

#Venezia83 | Per le foto, ringraziate @irene_mischiari

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