Jacob Elordi, Guy Pearce e il leggendario Ridley Scott raccontano l’esperienza sul set di The Dog Stars: un viaggio tra location italiane mozzafiato, scelte di regia rivoluzionarie e omaggi al grande cinema.
L’anno è il 2035. Una letale epidemia di influenza ha decimato la maggior parte della popolazione mondiale e i pochi sopravvissuti, spesso afflitti da una debilitante malattia del sangue, si ritrovano in un panorama post-apocalittico brutale e instabile. In questo scenario — ambientato in Colorado, dove la sopravvivenza è diventata puro istinto ma restare umani è una scelta — si muove The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine, il nuovo epico thriller diretto dal visionario Sir Ridley Scott e basato sull’acclamato bestseller di Peter Heller.
Al centro della narrazione c’è Hig (Jacob Elordi), un giovane pilota profondamente segnato dal lutto che, insieme al suo cane Jasper e all’ex marine iper-vigilante Bangley (Josh Brolin), ha creato un rifugio efficiente ma isolato in una pista d’atterraggio deserta. Mentre Hig perlustra i cieli col suo amato aereo Cessna alla ricerca di un barlume di umanità, una misteriosa trasmissione radio lo spinge ad avventurarsi nell’ignoto. Il suo viaggio lo porterà a incrociare il cammino di Pops (Guy Pearce), un uomo burbero che protegge ferocemente il proprio territorio nel canyon, e di sua figlia Cima (Margaret Qualley), una giovane donna che incarna la saggezza della sopravvivenza senza aver perso la propria empatia.

La genesi di The Dog Stars e la conferenza stampa
È proprio partendo da queste affascinanti premesse narrative che il regista e i protagonisti hanno incontrato la stampa per presentarne l’adattamento cinematografico. L’incontro è stato l’occasione perfetta per esplorare le sfide di un set imponente — ospitato interamente in Italia tra aprile e giugno 2025 — e per svelare i segreti di una produzione che ha trasformato le location italiane nel cuore di un mondo distrutto.
Tutto è nato dalla sceneggiatura firmata da Mark L. Smith, che ha saputo catturare l’essenza del romanzo di Heller pur apportando le modifiche necessarie al linguaggio visivo del cinema. Ridley Scott, alla ricerca di un nuovo progetto dopo Gladiator II, è stato subito conquistato dallo script. Il regista ha spiegato di essere sfuggito ai cliché dei classici film di zombie, concentrandosi invece su due concetti per lui fondamentali: la “grazia” e la “frugalità”. Quest’ultima, ha precisato Scott, non significa essere avari, ma essere sensati in un mondo che ha perso il buon senso.
La dinamica tra i personaggi: l’umorismo come riparo
A fare la differenza in The Dog Stars è il cuore pulsante dei personaggi e la vena di umanità e umorismo che permea il racconto. Josh Brolin ha sottolineato come Hig e Bangley formino una sorta di “strana coppia” costretta a contare l’uno sull’altro per sopravvivere: Bangley trasforma il dolore in rabbia e controllo territoriale, mentre Hig elabora il lutto con uno sguardo più romantico, cercando costantemente la connessione con la natura e il passato.
A fare da contraltare a questo duo ci sono Pops e Cima. Guy Pearce dà vita a un patriarca di poche parole ma mosso da un silenzioso e potente amore paterno, mentre Margaret Qualley rappresenta un faro di speranza. Anche la figura del cane Jasper riveste un’importanza cruciale: interpretato da tre diversi cani da pastore belga Malinois addestrati a Roma, è stato per Elordi un compagno di scena essenziale che ha aggiunto autenticità e spontaneità alle riprese all’aperto.

Photo Credits: 20th Century Studios
La magnificenza dell’Italia come scenografia naturale
Per ricreare il desolato paesaggio del Colorado, la produzione di The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine (leggi la recensione) ha sfruttato la maestosità delle location italiane, rinunciando alla computer grafica in favore di set pratici. Le spettacolari Dolomiti e le Prealpi Venete (come l’area del Cansiglio, che ha ospitato la fattoria della comunità mennonita guidata dal saggio Aaron, interpretato da Benedict Wong) hanno sostituito le Montagne Rocciose.
A Bordano, un campo vuoto è stato trasformato nel rifugio di Hig e Bangley: il team di scenografia ha piantato erba e alberi veri e costruito hangar reali, permettendo al Cessna di decollare e atterrare fisicamente sul posto. Molti interni, come l’aeroporto di Grand Junction, sono stati invece meticolosamente ricostruiti nei leggendari studi di Cinecittà a Roma. Jacob Elordi ha ricordato con entusiasmo l’emozione di girare in un luogo così intriso di storia, circondato da maestranze italiane di altissimo livello e dall’eredità di maestri come Federico Fellini.

Photo Credits: 20th Century Studios
Il “Metodo Ridley Scott”: 11 macchine da presa e nessuna regola
Il cast di The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine ha dedicato ampio spazio all’esperienza totalizzante di lavorare con Ridley Scott. Brolin ha descritto il cineasta come un vero e proprio “organismo creativo” e un pioniere. Inizialmente destabilizzato dall’assenza di lunghe prove, Brolin ha poi ammesso di essere diventato letteralmente “dipendente” dal metodo del regista.
L’approccio di Scott, che impiega simultaneamente fino a 11 macchine da presa, rivoluziona le dinamiche tradizionali del set. Come ha spiegato il regista stesso, questo sistema serve a catturare le imperfezioni fortuite e a liberare gli attori dall’agonia di dover ripetere una scena decine di volte da angolazioni diverse. Un processo rapido e fluido che ha permesso al cast, immerso nel fango e nella reale vastità delle montagne italiane, di vivere un’esperienza tangibile e viscerale.
Un’esperienza di speranza da vivere in sala
Al di là dell’impatto visivo e della maestria tecnica, The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine si rivela così molto più di un semplice thriller post-apocalittico: è una parabola profonda sulla necessità di ritrovare la speranza, la comunità e il contatto umano quando tutto il resto è crollato. Condividere la visione del film sul grande schermo e nei formati ad alta immersività come l’IMAX diventa un modo per riscoprire il cinema come esperienza collettiva, capace di farci sentire più vicini proprio mentre raccontiamo un mondo che si sgretola.
The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine di Ridley Scott vi aspetta al cinema e nelle sale IMAX da oggi 26 agosto 2026.



































