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Jennifer Lopez: Halftime
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Jennifer Lopez: Halftime, recensione: del perché siamo davanti a un'icona

Tags: jennifer lopez, Jennifer Lopez: Halftime, netflix

S?, in questo articolo si parla di Jennifer Lopez e no, non si fa nessun accenno al suo accordo prematrimoniale con Ben Affleck. Anzi, proprio di Ben Affleck non si parla, n? di chi ? venuto prima o chi ? venuto dopo di lui. Perch? per troppo tempo media e tabloid hanno fatto della vita privata della ballerina, attrice e cantante il punto nevralgico di un sistema di vendita di copertine e riviste, le quali hanno dovuto alimentare gossip e pettegolezzi come se la sola figura di una donna intraprendente e imprenditrice non bastasse. Ma ? lo scandalo a fare notizia, ? lo scoop che fa andare a ruba i giornali, fin quando un intero panorama, critico e pubblico, non si ? accorto che quella donna dalle origine portoricane andata via di casa a diciotto anni e formatasi da sola era diventata un?icona.

Una figura da ammirare in tutto il mondo. Per le sue radici, tanto americane quanto appartenenti ad una cultura latina che ha voluto legittimare in tutto il Paese. Per le sue capacit?, molto spesso non comprese, costantemente sminuite tanto da far vacillare pi? di una volta la sicurezza di JLO la quale ha saputo rimettersi sempre in carreggiata. Per il proprio corpo, cos? diverso dagli standard conformi quando i riflettori hanno cominciato a starle addosso, ma perfettamente in linea con il suo portato genetico e diventato simbolo di una body positive dove le curve hanno cominciato ad avere tutto un altro valore. Ed anche l?et? per Jennifer Lopez ? stata poi un problema, quel guado come vengono considerati i quarant?anni per una donna in cui sentiva di essere rimasta incastrata e etichettata, passati a mettersi costantemente in sfida come il farsi giurata di American Idol per un ponte di comprensione e crescita che l?hanno portata ad uno dei periodi pi? fulgidi della sua vita, personale e lavorativa.

Oscar, musica, Superbowl

Jennifer Lopez: Halftime racconta proprio di quei tre anni a cavallo tra il 2019 e il l?inizio del 2021 in cui tutti i successi, i riconoscimenti, le opportunit? di far sentire la propria voce e di dimostrarsi per la grande performer che si ? sono andati condensandosi in un momento ristretto e concentratissimo fatto di montagne russe tra premi e delusioni. Il documentario parte dagli anni di Le ragazze di Wall Street, film prodotto e interpretato dalla donna che ne ha permesso una sorta di ripulizia dell?immagine cinematografica, lei per vent?anni lontana da una grande nomination come fu con uno dei suoi primi progetti Selena e andata vicinissima alla nomination di una vetrina significativa e auspicata come quella degli Oscar.

Un cammino di speranze e rassegnazione compensato dalla riaffermazione di un?influenza culturale come quella del vestito verde giungla Versace indossato nuovamente a distanza di decadi. Caratterizzato soprattutto dall?invito a partecipare all?Halftime del Superbowl insieme alla collega Shakira, cos? da poter rappresentare una voce appartenente al tessuto sociale di un?America che l?ha rivista al suo apice quando Donald Trump inveiva contro gli immigrati e metteva bambini e famiglie dentro delle gabbie.

Come si diventa?Jennifer Lopez: Halftime

Una finestra su una parentesi della propria esistenza che JLO stessa ha ampliato andando avanti e indietro sul filo retto della propria carriera, dichiarandosi una collaboratrice e una star con cui ? comprensibile non saper subito come avere a che fare, ma dimostrando una confidenza che sa di aver potuto e dovuto acquisire negli anni per riuscire a non lasciarsi affossare dallo star system. Dalle critiche, dalle cattiverie, dagli scherzi facili e le prese in giro pesanti. La ragazzina che da bambina guardava West Side Story e sognava di essere Rita Moreno si ? fatta a propria volta strada nell?universo del cinema e della musica ponendosi a modello per le bambine americane, latine, portoricane, di qualsiasi razza o cultura e in ogni parte del globo. Una potenza che pochi altri individui possono vantare, mossa da uno spirito infuocato che ha spinto Jennifer Lopez in ogni step del proprio viaggio artistico e umano, lasciando che sia un forte empowering a venir consegnato allo spettatore di fronte alla visione di Halftime.

? pur vero che l?ingerenza di una mano onnipresente come quella della stella ? una ciglia nell?occhio che il pubblico non pu? togliere, pur riuscendo comunque a cogliere appieno il messaggio ispirante e energico che il documentario vuole dare. La sensazione ? quella di trovarsi di fronte a un potenziale enorme per un domani in cui qualcuno decider? di mettere insieme tutto il materiale derivante dalla carriera e dalla persona di JLO in una maniera che non sia per? agiografia. La riflessione reale e obiettiva di un fenomeno che ? qui, ? reale ed ? sotto i nostri occhi. Una regina che si ? conquistata il trono e che vorremmo sapere tutti come ? riuscita a farlo, fruendolo attraverso un occhio distaccato e analitico. Per adesso per? ci basta il suo Jennifer Lopez: Halftime. Oltre al video dello show del Superbowl del 2020 da guardare per ore e ore a ripetizione.

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