A cura di Martina Gargano
Ironia, amicizia, empatia e riflessione si fondono in un racconto necessario, dolce e divertente. Jumpers – Un salto tra gli animali arriva oggi al cinema.
Il film d’animazione, diretto dal regista Daniel Chong (creatore della serie Siamo Solo Orsi) e prodotto – fra gli altri – da Nicole Paradis Grindle, ci offre la preziosa opportunità di ammirare e riflettere su temi sempre più attuali, in particolare sull’importanza e sul valore del nostro mondo: un mondo che si divide tra natura e urbanizzazione, tra animali e umani, e in cui noi in primis dobbiamo imparare a vivere nella maniera più giusta, per salvaguardare non solo la nostra, ma tutte le specie che abitano il nostro pianeta.
UN MONDO CONDIVISO, TRA NATURA, ANIMALI E UMANI
“Siamo tutti sotto lo stesso cielo”. È questo il focus dell’ultimo lungometraggio Disney Pixar: l’egoismo che noi umani perpetriamo quotidianamente, credendo di essere soli e, peggio, in diritto di decidere le sorti del pianeta, distrugge l’ecosistema che ci circonda, senza che neanche ce ne accorgiamo. La natura è importante, gli animali sono importanti.
Mentre noi giochiamo a fare i potenti, a calpestare le altre specie perché non centrali nella nostra quotidianità, il mondo perisce. Trovare un equilibrio è l’unico modo, l’unica speranza per poter vivere in armonia con tutto ciò che ci circonda, salvaguardando il nostro stesso futuro. Il rapporto conflittuale uomo-natura è da sempre molto instabile, e non fa che peggiorare. La mentalità che prevale, infatti, è ancora oggi quella incarnata nel film dal sindaco Jerry: dare priorità a strade in più per risparmiare anche solo “4 minuti” del nostro tempo. Una società che va sempre più di fretta, che continua a gettare asfalto a scapito della salute ambientale (e, ancora una volta, della nostra).
Jumpers insiste invece sul principio per cui salvare gli animali, salvaguardare la natura significa anche salvare noi stessi e l’ambiente. Un concetto estremamente semplice, da attuare facilmente lasciando da parte un po’ di egoismo, perché in questo mondo ogni specie animale o vegetale ha un proprio ruolo e un proprio posto, entrambi fondamentali per il nostro presente e futuro.
GENERAZIONI A CONFRONTO
Possiamo ancora fare la differenza. Possiamo dialogare, agire, ascoltare per vivere in armonia, soprattutto per quanto riguarda i temi più attuali: cambiamento climatico, futuro, tecnologia. Ed è questo un altro punto di forza di Jumpers: il confronto tra le diverse generazioni. Da una parte Mabel, giovane amante degli animali, “attivista” ambientale che lotta – da sola – per dare una speranza a sé stessa e al proprio futuro; dall’altra il sindaco Jerry, politico determinato a mettere le proprie ambizioni davanti al bene della comunità. Una figura scomoda, egoista, priva di qualsiasi traccia di sensibilità ambientale che si scontra con Mabel quasi quotidianamente e che non vuole ascoltare. La vera e unica priorità è il progresso.
C’è, però, Re George a fare da contraltare, a rappresentare gli adulti “buoni”, o quantomeno a porsi come esempio positivo di una generazione diversa da quella della protagonista: Re George, infatti, utilizza il potere che ha in modo giusto – nel senso letterale del termine –, unendo i popoli, guidandoli con empatia e gentilezza e preservandoli. Forse avremmo bisogno di più Re George nel mondo umano.
E poi c’è la nonna di Mabel, un’altra generazione ancora, quella che ispira davvero la ragazza e che, al contrario del sindaco, si preoccupa del mondo che lascerà alle nuove generazioni: sensibilizza la nipote sia al rispetto della natura e degli animali, sia alla lentezza, alla calma, aspetti che ci permettono, spesso, di osservare attentamente ciò che accade intorno a noi e di agire di conseguenza, dopo aver preso nuova coscienza e consapevolezza su cose che prima non notavamo nemmeno. Il rapporto speciale che le unisce vivrà nelle idee e nei gesti che Mabel perseguirà anche dopo la scomparsa della nonna. Navigano insieme gli stessi pensieri, condividono la passione per la natura, ci ricordano quanto sia importante ispirarsi alle persone giuste, a coloro che possono capirci e aiutarci a capire (a prescindere dalla generazione di appartenenza). Se è vero che le giovani generazioni hanno più energie e motivazione per cambiare il destino del pianeta – fattori sicuramente necessari per dare il via a un cambiamento fattuale – è anche vero, però, che per farlo necessitano degli strumenti adeguati. E, fra questi, l’ascolto da parte di coloro che detengono il potere effettivo è probabilmente al primo posto. Sta a loro la volontà di cogliere nuove occasioni per essere migliori, ricordando che tutto ciò che facciamo ricade e influenza inevitabilmente anche la natura.
CONVIVERE CON LA TECNOLOGIA AVANZATA
È interessante – e innovativo in parte – anche il binomio umani-tecnologia, che viene presentato qui con uno sguardo oggettivo, nuovo. Un connubio armonico, che sottolinea sì le infinite potenzialità del progresso tecnologico, ma anche l’indispensabile tocco umano, vero arbitro e responsabile di ciò che accade.
“Jumpers” altro non è che il nome del progetto di ricerca con cui la professoressa Sam e il suo team tentano di esplorare nuove frontiere scientifiche: un progetto con cui abitare la mente di robot animali ed entrare così a stretto contatto con il loro regno. Stiamo ancora esplorando, è vero, ma possiamo ormai dare per assodato che la tecnologia può essere un valido alleato, un veicolo di supporto per migliorare le cose (se usato correttamente e con cognizione di causa). In questo caso, si pone come uno strumento chiarificatore dal grande fascino, che illuminando un mondo parallelo – quello degli animali – ci aiuta a capire meglio il nostro.
UN GENERE INDEFINITO CHE GENERA QUALITÀ
La combinazione dei generi è il vero valore aggiunto del film. A metà tra commedia, action movie e science fiction, Jumpers unisce i generi in un risultato originale. Il fattore ironia è sicuramente centrale, ma riesce a fondersi perfettamente anche con l’elemento avventura, che a tratti avvicina la pellicola a uno spy-movie. I riferimenti sono diversi, come dichiarato anche dal regista Daniel Chong: tra le righe della nuova storia Pixar possiamo leggere richiami a Beetlejuice, Man in Black, ma anche Mission Impossible. L’ispirazione primaria viene invece dallo Studio Ghibli, precisamente da Pom Poko (1994), con cui Jumpers condivide il proprio filo conduttore.
Un’avventura incredibile quella di Mabel, che probabilmente tutti noi vorremmo vivere e che questo film ci permette quantomeno di sognare ad occhi aperti. Un film per tutti, grandi e bambini. Un’occasione per riflettere, ridere, per maturare un po’ di consapevolezza, un po’ di sensibilità in più, per dare importanza al valore dell’immedesimazione, all’empatia: vestire i panni di qualcun altro, addirittura di una specie diversa dalla nostra, può ribaltare le nostre priorità e, magari, donarci anche un po’ di pace.
I dialoghi di Roberto Morville e la direzione del doppiaggio di Massimiliano Manfredi rendono assoluta credibilità e bellezza a un film già di per sé tecnicamente perfetto. Con le voci di Tecla Insolia (Mabel), Giorgio Panariello (Re George), Francesco Prando (Sindaco Jerry) e Rossella Izzo (Regina degli Insetti), Jumpers – Un salto tra gli animali vi aspetta al cinema! Non perdetelo.

































