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Kitz: recensione del teen drama su Netflix
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Kitz: recensione del teen drama su Netflix

Tags: kitz, netflix, Recensione, teen drama

Sinossi di Kitz:

A un anno dalla tragica morte del fratello, la diciannovenne di Kitzb?hel Lisi entra nel decadente mondo di un esclusivo gruppo di Monaco di Baviera che ogni anno invade la lussuosa stazione sciistica per fare festa. Ma quando la ragazza mette in moto una valanga che espone i segreti nascosti dietro una facciata di glamour, denaro ed edonismo, le conseguenze sono incontrollabili.

recensione di Kitz:

La vendetta ? un piatto che va servito freddo. Se possibile, ancora pi? freddo della neve che ogni inverno ricopre le montagne di Kitzb?hel, citt? alpina nel Tirolo austriaco meta di sciatori e snowboardisti vacanzieri. L?, fra chalet privati e hotel di lusso, il creatore Nikolaus Schulz-Dornburg decide di ambientare la serie per Netflix Kitz, teen-drama dall?impronta mystery disponibile in piattaforma per sei episodi.

Al centro del racconto una morte irrisolta, un incidente le cui dinamiche rimangono ancora oscure, come oscura rimane l?identit? del responsabile che ha portato, la notte di un anno fa, alla scomparsa prematura di Joseph, fratello maggiore di Lisi e amico d’infanzia di Hans. Pronti ad un regolamento di conti progettato ormai da tempo, questi ultimi fanno in modo d’intrufolarsi nella ristretta cerchia di amici di Vanessa, modella, attrice e influencer di Monaco arrivata a Kitzb?hel per la consueta settimana bianca. A lei, forse, si deve la correlazione fra gli ultimi messaggi arrivati sul cellulare di Joseph e il fatale capitombolo dell?auto in cui viaggiava lo stesso. Dal gelo del ghiaccio per?, il sentimento di ripicca, se mal gestito, pu? scoppiare e bruciare chi tenta di manovrarlo, ritorcendosi contro definitivamente.

Edonismo e subalternit? nel teen-drama di Netflix

Proprio sul sentimento di rivalsa, quest?anno ampiamente maneggiato anche nel revenge-drama giordano sul bullismo Al Rawabi School for Girls, Kitz compone i pezzi di un giallo adolescenziale virato sul conflitto di classe e mettendo in opposizione due mondi: quello dei turisti benestanti e quello dei lavoratori al servizio dei primi, la cui economia annuale si fonda proprio sulla fornitura di beni e prestazioni, come accade in molte piccole realt? locali.

Kitz tenta di mostrare dunque il rapporto di subalternit? fra i due gruppi sociali, facendoli interagire attraverso il sistema dello sfruttamento, o ancor meglio della dipendenza ? sia finanziaria, ma, in questo caso, ancor pi? sentimentale. Alla protagonista Lisi viene infatti privato l?amore di un fratello, e tentando una scalata sociale dall?interno, far? in modo di rendersi dipendente alla cerchia di Vanessa & Co., aspirare al loro edonismo e rivoltare la loro fiducia per rimarginare la ferita.

Classi sociali opposte, stesse inquietudini: Kitz ritrae una generazione in superficie ma non per questo superficiale

Un vero e proprio patto con il diavolo accordato sul viso angelico dell?attrice Sofie Eifertinger, una facciata di buone intenzioni che nasconde fini ben pi? loschi. E la serie, pur non spiccando per originalit? e utilizzando tematiche conformi al genere, sembra funzionare proprio per il ribaltamento e la sfumatura fra buoni e cattivi, nel dubbio innescato fin dal principio se l’apparente nobile intenzione amorosa o amicale corrisponda a verit? oppure no; se l?autenticit? della classe operaia e contadina valga pi? di quella alto-borghese.

Sotto la coltre di sciabolate di Dom P?rignon, sedute alla SPA, esclusivi brunch in terrazzo, Kitz scivola, fra slalom e ostacoli, verso una discesa riflessiva sui perenni rapporti di potere e su una generazione segnata dagli stessi, prendendo come pretesto l?aggancio del mystery e alcune tematiche cicliche del racconto teen come quella delle aspettative dei genitori sul futuro dei figli. Il fascino della serie, certo, va dato alla sua atmosfera nevosa di distese infinite di bianco e paesini da cartolina che sembrano usciti da una fiaba, eppure a Kitz non va negato un tentativo di indagine, seppur superficiale e con qualche clich?, di quanto figli di benestanti e figli di operai siano accomunati dal medesimo disagio, dallo stesso sentimento di spaesamento che neanche un gesto vile di colpa o di vendetta ? capace di nascondere.

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