Recensioni
La Battaglia dei Sessi: la recensione del film con Emma Stone e Steve Carell
My Red Carpet

La Battaglia dei Sessi: la recensione del film con Emma Stone e Steve Carell

Tags: battaglia dei sessi emma stone, battle of the sexes, billie jean king, diritti lgbt, emma stone film 2017, film sul tennis, la battaglia dei sessi, sfida tennis, steve carell

La Battaglia dei Sessi con Emma Stone e Steve Carell esce nelle nostre sale il 19 ottobre.
Leggi la recensione

Uno storico incontro sportivo ? l’occasione giusta per portare sul grande schermo qualcosa in pi?. Quel qualcosa ha il titolo de La Battaglia dei Sessi, e mai titolo fu pi? eloquente. Servendosi di un evento mediatico passato alla storia proprio come “Battle of the Sexes“, i registi di Little Miss Sunshine Jonathan Dayton e Valerie Faris ci parlano di un tema che sa di attualit?, un tema caldo su cui ancora oggi si combatte: l’eterna questione della parit? dei sessi.

S?, perch? l’ossigeno della pellicola ? proprio quella bramosia di uguaglianza, la voglia di mettersi in gioco per salvare se stessi e conquistare dei diritti per troppo tempo rimasti nell’ombra.

Veniamo al fatto in s?. I protagonisti de La Battaglia dei Sessi sono la grande tennista Billie Jean King e il campione Bobby Riggs, che si defin? lui stesso “un maiale maschilista”. Era il 1973 e la TV americana trasmise uno degli eventi sportivi pi? attesi di sempre, con un seguito di 90 milioni di spettatori in tutto il mondo: una partita di tennis ?fra la campionessa interpretata da Emma Stone e l?ex campione e scommettitore seriale che ha il volto di Steve Carell.

L?evento ebbe una grande risonanza in un periodo caratterizzato dalla rivoluzione sessuale e dalla nascita del movimento per i diritti delle donne. Bobby Riggs, che rappresentava il maschio alfa, l?uomo di successo, forte, virile e il leader carismatico, decise di sfidare pubblicamente una tennista donna, la pi? forte. Prima fu il turno di Margaret Smith Court, miseramente sconfitta. A scendere in campo, letteralmente e simbolicamente, fu allora la pluricampionessa Billie Jean. Sul tavolo delle trattative, oltre all?onore, la questione dei guadagni: le donne continuavano a guadagnare la met? degli uomini e trovavano ancora tante porte chiuse davanti a loro.

C?era ancora molta strada da fare, ma il cambiamento era tangibile.

Occasione ghiotta, dunque, per scriverne un film: a distanza di quarant’anni la rivoluzione e la ricerca della parit?, seppur con grandi passi in avanti, non ? terminata. Lo sport, insomma, ? solo un escamotage per risolvere una o pi? questioni decisamente rilevanti. Lo sport ? la trovata (ingegnosa) di cui si servono i registi per indagare nell’intimit? dei protagonisti e della societ?.

E di questo sport, in fondo, non c’? molto. La storica partita, resa in 10 o 15 minuti finali, basta a lanciare un messaggio e a farci apprezzare le performance di questi attori da Oscar che, per sfidarsi a colpi di racchetta, non hanno avuto bisogno delle controfigure. Eh gi?, perch? la danzatrice reduce da La La Land per l’intera durata delle riprese ha ammesso di essersi allenata duramente, ogni singolo giorno. Ha dovuto imparare a giocare a tennis, cos? come il suo coprotagonista Steve Carell.

CAMPIONI DEI SENTIMENTI

La Battaglia dei Sessi viaggia su due binari paralleli: se da una parte Billie Jean raccoglie la sfida di Bobby Riggs, dall?altra la protagonista deve combattere contro i fantasmi della sua vita privata. Lo sceneggiatore Simon Beaufoy non ? estraneo alle storie che uniscono la commedia all?aspetto sociale, ed ? questo il caso. Billie Jean King era sposata, ma amava in gran segreto una donna. I diritti LGBT sono un altro punto focale della pellicola. Come si fa a controllare la propria vita personale quando si ? catapultati nel calderone del successo? Su questa domanda Billie Jean vive il personale dramma: la mera accettazione della sua sessualit? e del suo rapporto extraconiugale.

La sceneggiatura de La Battaglia dei Sessi unisce quindi elementi comici a elementi culturali e profondamente umani e lo fa delicatamente, sia da un punto di vista privato, sia dal punto di vista pubblico. La tensione fra il personaggio pubblico che stava diventando e la sua vita privata crea l’elettricit? del film.

Se lo scontro, la battaglia in s? pu? sembrare un circo mediatico, in realt? nasconde una gran voglia di rivalsa e questo non solo per Billie Jean King, ma anche (e soprattutto) per il simpatico mascalzone Bobby Riggs, giocatore e scommettitore incallito con un matrimonio sulla via del fallimento. Il film ci parla di due campioni, ma anche di due persone che cercano di capire se stesse giocandosi il tutto per tutto.

Ad incorniciare un quadro sociale e una piacevole commedia, anche la colonna sonora: temi come What is Life di George Harrison e Rocket Man di Elton John si intersecano perfettamente con la musica scelta per le scene d’amore, per le scene di sport e durante la battaglia per la parit? dei sessi. Ma non ? tutto: il 1973 non ? stato solo un anno di profondi cambiamenti collettivi, ma anche di grandi novit? nel campo della moda che hanno fornito una grande ispirazione alla stilista del film, Mary Zophres.

Voto pi? che positivo per una pellicola che, sebbene tenti di assestare un breakpoint da una parte e un controbreak dall?altra, riesce ad emozionare colpendo i sentimenti.

Photo Credits: 20th Century Fox

 

Articoli recenti

Noi Principesse Sempre Celebration, qual è l’abito più amato? INTERVISTE
Interviste
Roberta Panetta
Noi Principesse Sempre Celebration, qual è l'abito più amato? INTERVISTE
rosaline
News
Martina Barone
Rosaline: su Disney+ arrivano Romeo e Giulietta come non li avete mai visti