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La donna per me: recensione del film con Andrea Arcangeli
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La donna per me: recensione del film con Andrea Arcangeli

Tags: Alessandra Mastronadi, Andrea Arcangeli, La donna per me

Sinossi ufficiale di La donna per me:

Cosa faresti se ti potessi togliere qualsiasi dubbio prima di prendere la decisione pi? importante della tua vita? Cosa succederebbe se, per magia, potessi vivere assecondando tutti i tuoi desideri pi? profondi? Tutto questo sta per succedere ad Andrea (Andrea Arcangeli), un ragazzo di trent?anni alla vigilia del matrimonio con Laura (Alessandra Mastronardi), conosciuta all?universit? e con cui da allora ha costruito la sua vita. Qualche dubbio di troppo trasforma l?esistenza di Andrea che, ogni giorno, si risveglia in una vita diversa, in un s? stesso diverso e in universi paralleli in cui Laura non ? mai stata la sua compagna. Scoprendo le mille declinazioni che avrebbe potuto prendere la sua vita, da single scapestrato e sciupafemmine a rockstar di successo, Andrea comincia a capire che Laura non sar? mai pi? la sua ragazza e, come in una legge del contrappasso, pi? lei sar? lontana, pi? a lui mancher?. Scoprir? che ? proprio lei, la donna della sua vita. Ma sar? troppo tardi.

Recensione La donna per me:

I film sui loop temporali hanno sempre un certo fascino. Bisogna per? essere bravi a saperli maneggiare, perch? il rischio della ripetizione ? dietro l?angolo non solamente all?interno di una storia in cui l?ingranaggio potrebbe andare ad incepparsi, ma nella percezione di una scelta narrativa adottata senza un reale criterio e risultante cos? macchinosa e infruttuosa. A volte addirittura controproducente in un racconto che sembra piazzarla solamente per dare una sorta di personalit? agli accadimenti, diventando orpello narrativo inutile ai fini dell?apprendimento di un messaggio da parte del personaggio principale, immerso in un susseguirsi di realt? incastrate in un unico tempo, pur qualche volta potendone cambiare lo spazio.

Quello che fa Marco Martani con La donna per me, film in cui incastra il suo protagonista Andrea Arcangeli in un rivivere ogni giorno quella domenica di aprile in cui avrebbe dovuto raggiungere all?altare la compagna Alessandra Mastronardi, bloccato invece a ripercorrerla ogni volta con un setting diverso, andando dalla vita da modaiolo al trapper di successo. Varie versioni che la sua vita avrebbe potuto intraprendere e che convergono tutte verso l?incontro con quella giovane che credeva di non voler pi? sposare, ma che a ogni risveglio gli manca un po? di pi?. Vedere ?cosa sarebbe potuto essere? se si fossero intraprese scelte diverse, se il destino avesse preso una direzione completamente altra rispetto a quella riservata al protagonista. Tutto per tornare per? sempre dalla stessa persona.

La donna per me: non tutti i loop temporali conquistano

L?incoerenza, per?, non tarda ad arrivare nel ricircolo di uno stesso tempo che si ripresenta uguale, ma di volta in volta modificato in alcuni suoi non poi cos? trascurabili dettagli. L?applicare alla storia di La donna per me un genere che offre un?opportunit? vastissima di originalit? e inventiva, sembra sconfinare andando troppo oltre rispetto a quelle poche, ma essenziali regole che si dovrebbero seguire quando si intrappola un personaggio in un loop senza fine. La coerenza narrativa dovrebbe essere una di queste, cercando di rendere sensato il motivo per cui si decide di chiudere in una scatola un personaggio, che da quel riproporsi (quasi) sempre della stessa situazione deve cercare la maniera di sbloccarla cos? da poter tornare a percorrere una vita normale.

Martani, invece, insieme alla sceneggiatrice Eleonora Ceci, sembrano piegare a loro piacimento le dinamiche del tempo e del racconto volendo solamente creare dei contesti differenti in cui far progredire la storia del protagonista, non permettendogli di contro la possibilit? di farlo vista un?evoluzione inconsistente, scollegata tra intenzioni dei suoi ideatori e effettivo cammino di cambiamento del ragazzo. Il metterlo in situazioni differenti cos? da fargli capire che ? la giovane Laura (Mastronardi) con cui vuole realmente stare non ha autentiche spiegazioni di fondo che vanno di pari passo con lo sviluppo dei personaggi e la strada intrapresa dalla narrazione. Uno scollegamento che fa sembrare i fatti messi insieme in scrittura puramente casuali, giungendo a un finale e una consapevolezza dell?uomo-futuro-marito poco plausibile e forzata.

L’amore ? illogico, i film non dovrebbero

Peccato per il talentoso Andrea Arcangeli, che oltre a rimanere congelato in un solo momento nel tempo lo ? anche recitativamente col suo approcciarsi ad un personaggio che si ritrova a dover attraversare dimensioni e realt? contrastanti, eppure soffocato la sua performance proprio per la fragilit? tra un salto e un altro. Stesso accade ai suoi comprimari relegati comunque tutti pi? o meno allo sfondo, figure bidimensionali che dovrebbero essere funzionali al viaggio del protagonista, rimanendo anche loro pedine in lontananza.

Una storia che dovrebbe essere d?amore, di quelle per? improbabili non perch? si parla di alterazioni temporali, bens? poich? poco si apprezza o si asseconda dell?animo dei personaggi. Il multiverso di un uomo che vede tutto ci? che avrebbe potuto o potrebbe ancora essere, senza una logicit? a supportarne l?avventura quasi magica che gli ? stata riservata.

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