La Legge di Lidia Poët arriva per la prima volta in chiaro su Rai 1: dalla data di uscita alla storia vera che ha ispirato la serie con Matilda De Angelis.
Dopo aver conquistato il pubblico in streaming, La Legge di Lidia Poët approda in prima serata su Rai 1. La prima stagione della serie, composta da sei episodi, sarà trasmessa a partire da martedì 1 settembre 2026, inaugurando tre prime serate evento dedicate alla storia di una donna che ha sfidato apertamente le regole del proprio tempo.
Interpretata da Matilda De Angelis, Lidia Poët è ispirata a una figura realmente esistita e considerata una pioniera dell’emancipazione femminile italiana. Ma la serie non è un biopic tradizionale: alla ricostruzione storica affianca indagini, casi giudiziari, ironia, sentimenti e un linguaggio contemporaneo.
Prima dell’arrivo su Rai 1, ecco quindi tutto ciò che bisogna sapere su La Legge di Lidia Poët, dalla programmazione alla storia che l’ha ispirata.

La Legge di Lidia Poët su Rai 1: uscita, storia vera e 5 cose da sapere sulla serie con Matilda De Angelis
1. Quando va in onda La Legge di Lidia Poët su Rai 1
La prima stagione di La Legge di Lidia Poët arriva su Rai 1 dal 1° settembre 2026, con una programmazione concentrata in tre prime serate.
La serie conta complessivamente sei episodi e Rai 1 ne trasmetterà due per appuntamento: gli episodi 1 e 2 martedì 1 settembre, gli episodi 3 e 4 martedì 8 settembre e gli ultimi due episodi mercoledì 9 settembre, quando andrà in onda il finale di stagione.
Si tratta della prima stagione della serie prodotta da Groenlandia, creata da Guido Iuculano e Davide Orsini e diretta da Matteo Rovere e Letizia Lamartire. Al centro del racconto troviamo naturalmente Matilda De Angelis, chiamata a interpretare una Lidia brillante, anticonformista e decisamente più moderna rispetto alla società in cui vive.

2. Chi era davvero Lidia Poët e perché la sua storia è importante
Dietro la protagonista della serie esiste una donna realmente vissuta. Lidia Poët è stata una figura fondamentale nella storia dell’emancipazione femminile italiana e la sua vicenda professionale diventa il punto di partenza del racconto.
Nella Torino di fine Ottocento, Lidia riesce a ottenere l’iscrizione all’Ordine degli Avvocati, entrando però immediatamente in conflitto con una società nella quale l’esercizio della professione forense era ancora considerato incompatibile con il ruolo attribuito alle donne.
Una sentenza della Corte d’Appello le impedisce di continuare a esercitare la professione soltanto perché donna. È proprio da questa ingiustizia che prende forma la Lidia raccontata dalla serie: invece di arrendersi, continua a lavorare collaborando con lo studio legale del fratello Enrico e trasforma la propria battaglia professionale in una più ampia rivendicazione di indipendenza, libertà e riconoscimento.
La Legge di Lidia Poët parte dunque dalla Storia, ma la utilizza come terreno su cui costruire un racconto televisivo molto più libero, nel quale la protagonista reale diventa anche un personaggio investigativo.

3. Non è soltanto una serie storica: crime e mistero sono al centro del racconto
Definire La Legge di Lidia Poët semplicemente una serie in costume sarebbe riduttivo. La struttura degli episodi mescola infatti dramma storico, crime investigativo, casi giudiziari, ironia e componente sentimentale.
Ogni episodio propone un’indagine differente e permette a Lidia di mettere in campo intuito e capacità investigative. I singoli misteri procedono parallelamente alla storia personale della protagonista e alla sua lotta contro le discriminazioni che cercano continuamente di limitarne le possibilità.
È proprio questo equilibrio a definire l’identità dello show: la Torino ottocentesca e le limitazioni imposte alle donne costituiscono un contesto storico preciso, ma il ritmo, i dialoghi e la costruzione della protagonista cercano deliberatamente un contatto con la sensibilità del pubblico contemporaneo.

4. Matilda De Angelis guida un cast che comprende Eduardo Scarpetta e Pier Luigi Pasino
A dare volto a Lidia è Matilda De Angelis, attorno alla quale si sviluppa un cast che comprende Eduardo Scarpetta, Pier Luigi Pasino, Sara Lazzaro, Sinéad Thornhill e Dario Aita.
Il cuore degli episodi rimane però il percorso della sua protagonista: una donna determinata a non accettare il posto che la società ha deciso per lei. Il racconto alterna così la dimensione pubblica della sua battaglia per poter esercitare la professione a quella più privata, fatta di rapporti familiari, sentimenti e desiderio di autodeterminazione.
La Lidia della serie viene costruita come una figura volutamente anticonformista: non soltanto una donna che cerca di diventare avvocata, ma una protagonista che mette continuamente in discussione convenzioni e aspettative sociali.
5. Torino non è solo lo sfondo: è una delle protagoniste di La Legge di Lidia Poët
C’è infine un elemento fondamentale per entrare nell’atmosfera di La Legge di Lidia Poët: Torino.
La serie è stata girata interamente nel capoluogo piemontese e in numerose location della regione, sfruttando palazzi, strade e architetture per costruire una Torino di fine Ottocento elegante, affascinante e allo stesso tempo misteriosa.
La regia di Matteo Rovere e Letizia Lamartire combina la ricostruzione storica con una messa in scena dal taglio cinematografico e un linguaggio visivo moderno. Il risultato è un’ambientazione che non funziona semplicemente da cornice alle indagini, ma contribuisce direttamente all’identità della serie.
Ed è forse proprio questo incontro tra passato e presente a spiegare la forza di La Legge di Lidia Poët: partire da una donna realmente esistita e da una battaglia profondamente legata alla sua epoca per raccontare temi – indipendenza, uguaglianza, libertà e diritto a scegliere il proprio futuro – che continuano a parlare al pubblico contemporaneo.


































