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La nave sepolta e quel tesoro nascosto su Netflix da recuperare
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La nave sepolta e quel tesoro nascosto su Netflix da recuperare

Tags: film netflix, La nave sepolta, netflix

La nave sepolta ? il film di Simon Stone che unisce personaggi, archeologia e guerra per?mostrarci cosa lasciamo di noi su questa terra

 

LA TRAMA DI LA NAVE SEPOLTA?

Alla vigilia della Seconda guerra mondiale, una vedova inglese assume un archeologo autodidatta per effettuare scavi nella sua propriet? e fa un’incredibile scoperta.

LA RECENSIONE DEL FILM

La nave sepolta ? il film di Simon Stone arrivato silenzioso su Netflix. Silenzioso, si potrebbe dire, come il nome del suo regista, autore australiano che al cinema ha offerto ancora poco, ma che il teatro ha iniziato ad amare da diversi anni. Basilea, Amsterdam, Londra; citt?, luoghi, teatri rimasti affascinati dalle produzioni spettacolari messe su dalla filosofia teatrale di Stone, che nel 2017 vince il Laurence Olivier Award for Best Revival e due anni dopo dedica la propria arte alla direzione della sua personale visione della Medea di Luigi Cherubini.

Una certa classicit? si nota, infatti, nel suo film che, in originale, porta il nome ben pi? austero di The Dig, La buca, fosso ricavato per la ricerca di quella, appunto, nave sepolta che invece nomina l?opera in italiano, per cui la pellicola acquista tutto un sapore di rimandi drammatici e enigmi da soap-opera. E forse, in fondo, il film ? proprio questo, avvolto da una raffinatezza tutta inglese che viene avvalorata dall?insistente britannicit? dei suoi attori. L?eleganza de La nave sepolta passa per il mistero della propria indagine, per la distanza che pu? anche intercorrere – momentaneamente – tra persone, ma mai tra umano e terra, per la tragicit? che si tramuta in catartica espiazione del proprio compito su questo pianeta, che tanto ci tiene nascosto e altrettanto ci chiede di scoprire.

Ogni pezzo di storia ? un pezzo di noi

Nella campagna inglese di Suffolk, alle soglie della Seconda Guerra Mondiale, una ricca borghese vedova e gravemente ammalta ha il presentimento che sotto i cumuli della terra acquistata col marito si celi un tesoro per l?umanit? inestimabile. Ne ? sicura, ne ha la sensazione, e nulla pu? fermare una convinzione tanto ferrea che si riveler?, sorprendentemente, prolifera. Ad aiutarla a scavare sotto quell?ammasso di terra arroccata a cunicolo sul proprio terreno c?? Ralph Fiennes, esperto delle lande dell’East Anglia, fine escavatore che come la proprietaria di Carey Mulligan riesce a sentire, pi? che solamente a cercare, sotto la superficie.?

Il ritrovamento di un cimelio quale una nave di epoca anglosassone ha con s? il sentore dell?antichit?. Il passaggio che genera non ? un ritorno al passato o una spiegazione del presente, bens? traghetta i propri oggetti e il significato che li avvolge nel futuro, a chi realmente le scoperte un giorno parleranno. La storia, ne La nave sepolta, assume un discorso in assoluto pur riportato alla particolarit? dell?imbarcazione trovata. L? dove aleggia la morte, in cui non solo si dissottera per incrociare resti, ma si evidenzia il portato funebre della preziosa reliquia, il film va riflettendo su cosa rester? di noi come esseri umani, come particelle nel cosmo, come un uno su un?infinit? impossibile da contare, tutti parte dello stesso moto perpetuo. Cosa resta, cosa scompare, cosa ci lascia, cosa si lascia.

La guerra, rombo e sottofondo costante della pellicola che cadenza il tempo che rimane alle persone – e ai personaggi – sulla terra del Suffolk, ? sia ambientazione del periodo storico, sia presagio costante a ricordare che, ogni cosa che si vive, ogni istante che si trascorre, diventer? a propria volta Storia, evento del passato con le proprie ripercussioni. Le bombe sganciate, gli edifici, i ponti, le abitazioni distrutte. Tutto ? tappeto di una civilt? che ha trascorso secoli e secoli aspettando solamente di essere scoperta. Ogni pezzo ? la storia di un singolo. Ogni pezzo ? la storia di tutti.

E l?archeologia nel film di Simon Stone diventa proprio discorso che va unendosi alle vite umane. ? la formazione di una micro societ? che ha le potenzialit? per espandersi. Si inizia da pochi, la padrona della Mulligan e il suo giovane figlio, si comincia per fare qualcosa per s?, per quella terra comprata, che si allarga diventando con il tempo di tanti, un interesse crescente. La nave, il sarcofago non ? pi? solo per onorare i defunti, ma diventa concretizzazione dell?andato, della memoria.

Nel candore di una luce soffusa tagliata dalla camera a mano del suo regista, che di Terrence Malick ha le suggestioni, ma ci si allontana per la tangibilit? del racconto, La nave sepolta oscilla immergendo i personaggi nella luce, pur quando si ritrovano sovrastati da terra e fango. Li unisce nel montaggio sovrapponendo immagini a parole altre, di altri, analoghe o distanti da ci? che attende la visuale. Scavare per incontrare i morti e trovare la vita diventa parabola di un lavoro all?apparenza sommesso nella chiassosit? dei prodotti streaming, ma che bisogna avere la pazienza di scoprire pur in un catalogo come quello di Netflix, che potrebbe lasciare il titolo dimenticato. Un film che, da solo, per proprio conto, d? il via ad una storia universale, concatenandoci a ci? che siamo stati e a ci? che vorremmo essere per le prossime generazioni.

 

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