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Le origini di Diabolik dal fumetto al cinema: chi è il famoso ladro?
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Le origini di Diabolik dal fumetto al cinema: chi è il famoso ladro?

Tags: diabolik, luca marinelli, manetti bros.

Chi ? Diabolik? O meglio, la domanda corretta ?: Diabolik, chi sei? ? questo il titolo del quinto albo uscito sette anni dopo la nascita del personaggio ideato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani. ? inizialmente Angela a dare il via alla figura del ladro pi? temuto della storia, la quale aveva creato come costola della casa editrice Astoria del marito Gino Sansoni la pi? circoscritta Astorina, che pubblic? nel corso degli anni le avventure del personaggio nella prima forma fumettistica in bianco e nero, nonch? tascabile italiana. Un?innovazione che fece, insieme a molte altre, la fortuna del personaggio che nel 2021 diventa per la seconda volta protagonista di un film a lui dedicato, questa volta scritto e sceneggiato dai Manetti Bros..

Ma la domanda sulle origini di Diabolik rimane ed ecco che torniamo proprio a quel quinto albo. La cosa pi? interessante da sapere sul ladro, nel particolare sulla sua identit?, ? che Diabolik non ? un nome d?arte, come molti potrebbero pensare. ? bens? proprio Walter Dorian lo pseudonimo utilizzato dal personaggio, mentre quello che vediamo capeggiare sulla copertina dei fumetti e i poster del film ? la vera natura dell?uomo. Natura perch? ? stato il suo istinto animalesco a farlo nominare da King, capo di un?organizzazione criminale, come una pantera nera che aveva fatto imbalsamare. Boss ucciso dalle mani di Diabolik, che proprio in quel momento ribattezza il suo assassino, fatto crescere nel suo giro fin da quando era un bambino dopo un naufragio in cui ha perso i genitori e si ? ritrovato sull?isola controllata da King.

Incontro tra pantere: Diabolik e Eva Kant

Quella pantera che impauriva chiunque si addentrasse nello studio del criminale diventa perci? l?espressione delle doti feline e letali di Diabolik, capace di terrorizzate allo stesso modo e dotato di una tutina che ne richiama la silhouette e l?agilit?. ? perci? questa la storia sulle radici del ladro, che nel film dei Manetti ? invece un assassino gi? affermato e vede il proprio racconto basarsi invece sul terzo albo a fumetti del protagonista, quel Diabolik numero tre in cui fa per la prima volta la sua comparsa Eva Kant – ma che comprende anche Lotta disperata, L?ombra della notte e Sepolto vivo!. ? infatti impossibile separare ci? che le sorelle Giussani hanno cos? strettamente legato sulla pagina. L?ambivalenza dei personaggi ha contribuito ad arricchire la storia di Diabolik e a mostrarne le sue due anime: quella glaciale del criminale spietato e quella dell?uomo che ha trovato la donna della sua vita.

Era perci? impossibile per Marco e Antonio Manetti escludere dal racconto Eva Kant o anche soltanto renderla marginale rispetto al co-protagonista maschile, essendo lei l?immagine speculare dell?uomo e formando insieme una sola unit?. ? il titolo L?arresto di Diabolik quello che la vede entrare in scena nel 1963 – un anno dopo la nascita di Diabolik -, ma ? negli anni successivi che alla donna verr? donato un background in cui vengono raccontate le sue origini: dalla madre incastrata per furto dal facoltoso padre alla fuga dall?orfanotrofio, fino all?arrivo in Sudafrica e le vicissitudini col primo marito.

Diabolik arriva al cinema

? solamente pochi anni dopo la sua ideazione che arriva al cinema per mano di Mario Bava il primo film di Diabolik (1968) in cui a vestire i panni del ladro ? l?attore John Phillip Law e che viene considerato uno dei manifesti della pop art cinematografica anni Sessanta. Film che, per?, non ricevette in Italia un?accoglienza che permise a Dino De Laurentiis di investire in un sequel. Percezione discostante invece dalle lodi che riusc? a ricevere dall?estero, che non bastarono per? a convincere il produttore, che guadagn? solamente 65 milioni in pi? rispetto al costo investito di 200 milioni.

I Manetti Bros. invece hanno gi? in programma non uno, ma ben due sequel. Al momento dell?uscita del loro Diabolik, dal 16 dicembre in sala, i cineasti romani hanno gi? cominciato a lavorare sul set di due opere che saranno girate back to back per formare poi la trilogia sul ladro. Curioso per? ? il cambio di casting intrapreso per i film. Se nella pellicola d?apertura gli occhi di ghiaccio sono di Luca Marinelli, i seguiti saranno impersonati da Giacomo Gianniotti, conosciuto principalmente per il suo ruolo in Grey?s Anatomy. A rimanere nelle loro parti sono invece i suoi co-protagonisti Miriam Leone e Valerio Mastandrea, rispettivamente Eva Kant e Gingo. Ma sono gli attori stessi che, in occasione del primo film, hanno parlato dei loro personaggi e di come sono andati a costruirli all?interno della dimensione cinematografica.

La parola al cast

Luca Marinelli: ?Il mio Diabolik? La fonte principale non sono stati i fumetti, questo perch? con i registi volevamo portare il nostro ladro. ? quindi cos? che nasce questa interpretazione: dalle mie idee e quelle dei Manetti messe insieme per dare poi vita al protagonista. La cosa pi? bella dell?essere Diabolik? Aver potuto guidare una macchina come la Jaguar.?

Miriam Leone: ?Dedico la mia interpretazione alle sorelle Giussani. Eva Kant ? una donna che non ? al servizio di nessun uomo. Lei ? complementare a Diabolik, sono due met? che combaciano. Ed ? cos? che anche i Manetti hanno voluto portarla sullo schermo e li ringrazio per questa opportunit?, perch? realmente qui il personaggio femminile ? al pari di quello maschile.?

Valerio Mastandrea: ?Non ho avuto reference per preparare il personaggio. L?ho inventato. Ho avuto poco a che fare con personaggi iconici nella mia carriera, per questo ho preparato il mio Gingo come faccio con qualsiasi altro ruolo. E me lo sono ri-immaginato, anche perch? per me da piccolo era il nemico visto che patteggiavo per Diabolik. Questo mio Gingo perci? l?ho pensato come un uomo che, alla fine, non vuole realmente acciuffare il ladro, ma vuole perpetrare in questa sua ossessione.?

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